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atti ispettivi

Contenuti: Interpellanza n. 14 - 10^ legislatura
COREVE

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
DECIMA LEGISLATURA


INTERPELLANZA N. 14

RISORSE CARENTI PER GLI ASILI NIDO: QUALI INTERVENTI DELLA GIUNTA REGIONALE PER INVERTIRE LA ROTTA DI UN NEMMENO TROPPO SILENZIOSO SMANTELLAMENTO DEL SERVIZIO PUBBLICO A DANNO DELLE FAMIGLIE?

presentata l’11 settembre 2019 dai Consiglieri Ruzzante, Bartelle e Guarda



Premesso che gli asili nido gestiti dai comuni costituiscono un c.d. servizio a domanda individuale; si tratta, cioè, di un servizio ricompreso fra le categorie elencate nel DM 31 dicembre 1983, il quale individua come tali tutte quelle attività gestite direttamente dall’ente che siano poste in essere non per obbligo istituzionale, che vengano utilizzate a richiesta dell’utente, per l’esercizio delle quali le amministrazioni sono tenute a chiedere la contribuzione degli utenti nella misura ritenuta idonea a coprire almeno per una certa percentuale il costo di tutti i servizi erogati dal comune ( cfr. TAR Veneto Sez. II, 08/03/1989, n. 395); il servizio di asilo nido è espressamente contemplato tra i servizi pubblici locali a domanda individuale dal DM 31 dicembre 1983 e, pertanto, non è ipotizzabile alcuna esclusione, ad opera del Comune, dalla disciplina prevista per i predetti servizi (cfr. Corte dei Conti Sicilia Sez. contr. Delib., 10/01/2014, n. 7).
Rilevato che:
- una recente indagine condotta dalla FP-CGIL su dati Istat restituisce l’immagine di una regione dove l’offerta del servizio in questione è a dir poco deficitaria: infatti, si calcola che a fronte del dato 2016 relativo alla numerosità di bambini di età compresa tra 0 d 3 anni (totale 120.947, così suddivisi tra: 38.734 0-1 anno; 40.550 1-2 anni; 41.663 2-3 anni), i posti a disposizione negli asili nido della nostra regione, sempre nello stesso anno, risultano 30.008, a significare che solo il 25% dei destinatari può usufruire di questo tipo di servizio. A questi vanno ad aggiungersi 2.516 posti nei servizi integrativi per la prima infanzia (spazio gioco, servizio in contesto domiciliare, centro bambini genitori) che comunque mantengono insufficiente l’offerta complessiva;
- inoltre, esaminando lo storico (periodo 2012-2016) dei dati analizzati nella richiamata indagine FP-CGIL, emerge come i Comuni spendono sempre meno per i nidi comunali (-20%) mentre aumenta la percentuale di spesa pagata dagli utenti (+4%) ed a fronte di una diminuzione degli utenti in queste strutture del 13% il Veneto è la regione con la percentuale di compartecipazione più alta richiesta agli utenti (pari al 28%) +8% sulla media nazionale, mentre la spesa media per utente richiesta alle famiglie è di 2.235. In sostanza, i comuni spendono sempre meno per il servizio asilo nido, crescendo, di contro, del 10% circa la spesa dei Comuni verso i nidi privati.
Considerato che dai dati sopra riportati emerge un chiara linea di tendenza verso lo smantellamento del servizio pubblico di asilo nido comunale, ed è pertanto auspicabile e necessario un incremento di risorse, correnti e in conto capitale, incrementando i trasferimenti agli enti locali; non può infatti non rilevarsi come le problematicità rappresentate in punto di adeguata offerta servizio di asilo nido costituiscano un fatto sociale totale, in grado, cioè, di coinvolgere e determinare le dinamiche della comunità sociale di riferimento, basti pensare, in tal senso, al tema della conciliazione dei tempi lavoro-famiglia, così come peraltro ben evidenziato, e confermato, nel Rapporto Statistico 2019 della Regione del Veneto: “Per il terzo ambito, quello relativo ai servizi per l’infanzia che spesso è tra i problemi più denunciati dai genitori occupati, si fa riferimento principalmente all’efficacia nella presa in carico di asili nido e servizi integrativi. In questo dominio il Veneto parte già in leggero svantaggio con un valore di 98,5 nel 2004 che peggiora nel 2017 in 92,6. È un peggioramento in linea con quanto avvenuto a livello nazionale (92,4), dovuto all’insufficienza di posti disponibili ed economicamente sostenibili negli asili nido e servizi per la prima infanzia, che pone la regione in 13° posizione. In Veneto il numero di posti disponibili copre al massimo il 21,2% degli utenti potenziali. C’è ancora un divario rispetto agli obiettivi fissati dalla UE che fissano una copertura dei servizi per la prima infanzia almeno del 33% ed è ingente la quota di spesa di cui si fanno carico le famiglie per contribuire ai costi del servizio: è il 26,2% della spesa complessiva (il 19,4% in Italia).”[1].
I sottoscritti Consiglieri
interpellano la Giunta regionale

per sapere come intende intervenire rispetto alla questione qui sopra segnalata al fine di incrementare l’offerta pubblica dei servizi di asilo nido.


[1] Cfr. Rapporto Statistico 2019, p.108.

SOMMARIO

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