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atti ispettivi

Contenuti: Interrogazione a risposta immediata n. 95 - 10^ legislatura
COREVE

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
DECIMA LEGISLATURA


INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA N. 95

SALVAGUARDARE IN PRIMIS LA SALUTE DEI CITTADINI DOPO I FATTI DELLA DISCARICA ABUSIVA DI VERONA

presentata il 27 novembre 2015 dai Consiglieri Berti, Scarabel, Baldin, Bartelle e Brusco



Premesso che “Discariche abusive, con prodotti pericolosi, tra cui salme provenienti dai cimiteri interrati senza alcun rispetto della normativa, camion carichi di rifiuti intestati ad una ditta calabrese smaltiti in maniera illecita in Veneto” è un’agenzia Ansa a riferire quanto scoperto dalla Polizia stradale di Verona che ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di 19 persone, tutti imprenditori residenti nelle province di Milano e Verona, al sequestro di diverse aziende e di circa 35mila tonnellate di rifiuti.
Considerato che:
- l’indagine della Stradale, iniziata a settembre, aveva portato ad una serie di controlli sui mezzi pesanti adibiti al trasporto di rifiuti speciali, e all’analisi dei flussi riguardante la movimentazione dei rifiuti nel veronese. Le verifiche hanno consentito di scoprire un giro d’affari che andava ben oltre la provincia, coinvolgendo diversi imprenditori;
- sono decine le aree individuate, utilizzate come discariche abusive, dove veniva sversato ogni tipo di rifiuto, comprese centinaia di metri cubi di materiali pericolosi contenenti amianto.
Constatato che:
- al termine di questa prima fase dell’indagine sono state denunciate 19 persone e sequestrare (parzialmente o totalmente) otto aziende, due capannoni adibiti a deposito illecito di rifiuti pericolosi, quattro depositi non autorizzati, 35 mila tonnellate e cinque autocarri, e che sono state disposte, inoltre, sanzioni amministrative per circa 300 mila euro;
- a far scattare i sospetti erano stati i controlli su una ditta di autotrasporti con sede in provincia di Crotone ma operante in Veneto;
- nel corso di ulteriori verifiche, la polizia è riuscita ad individuare un’area di circa 4mila metri quadrati, nel comune di Ronco all’Adige, in cui venivano gestiti in modo illecito anche i rifiuti provenienti dalle attività di esumazione delle salme nei cimiteri.
Visto che:
- «gli indagati sono tutti residenti nelle province di Verona e Milano - ha dichiarato il direttore della Polizia stradale di Verona, Girolamo Lacquaniti - e ciò dimostra, se ce ne fosse ancora bisogno, che l’illecito guadagno dato dalla gestione illecita dei rifiuti non fa gola solo alla criminalità organizzata del sud ma anche ad imprenditori che agiscono senza alcuna remora per i gravissimi danni ambientali ed i conseguenti rischi per la salute della popolazione»;
- le indagini non sono ancora concluse dato che i controlli da parte della polizia stradale, anche in altre zone della provincia di Verona, fanno ipotizzare una diffusione particolarmente ampia di questo fenomeno criminale.
Constatato inoltre che gli accertamenti sulla pericolosità dei rifiuti sono stati svolti in collaborazione con personale dell’Arpav di Verona, che sta verificando i danni da inquinamento soprattutto relativamente all’illecito smaltimento di materiali contaminati da amianto e sostanze pericolose.
Tutto ciò premesso i sottoscritti consiglieri
interrogano la Giunta regionale

per sapere quali iniziative saranno intraprese per salvaguardare la salute della collettività, che vede all’interno del territorio della provincia di Verona di una vasta area contaminata da materiali pericolosi, in primis l’amianto.


SOMMARIO

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