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atti ispettivi

Contenuti: Interrogazione a risposta immediata n. 109 - 10^ legislatura
COREVE

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
DECIMA LEGISLATURA


INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA N. 109

SVENDITA DI LABORATORI PRIVATI ACCREDITATI ALLE MULTINAZIONALI: QUAL È IL DISEGNO?

presentata il 23 dicembre 2015 dai Consiglieri Bassi, Negro, Conte e Casali



Premesso che,
due multinazionali estere private di sanità: SYNLAB (Germania) e LIFE BRAIN (Austria) da tempo stanno facendo offerte per acquistare i piccoli laboratori di analisi del Veneto e in altre Regioni.
Già nel corso del 2014, in Regione Lazio, è stato sollevato il problema della “svendita” di laboratori di analisi, puntando il dito contro chi in Regione, vuole attuare una riforma che favorirebbe le multinazionali estere Synilab e Lifebrain. A dicembre dello scorso anno, si è svolto un presidio sindacale, davanti al palazzo della Giunta regionale del Lazio. Causa principale della protesta, la notizia che l’80% dei laboratori di analisi, ovvero tutti quelli che raggiungono 200 mila prestazioni annue, dovranno chiudere. La società Lifebrain si sta espandendo a macchia d’olio nel Lazio, inglobando laboratori di analisi più piccoli. Il primo acquisto risale a maggio 2014 e l’ultima acquisizione risale invece a febbraio 2015.
Recentemente anche in Veneto, il gruppo europeo LIFEBRAIN attivo nel settore della diagnostica di laboratorio, ha concluso l’acquisizione del Laboratorio Selab, fondato nel 1988 a Piombino Dese e presente anche a Castelfranco e Campodarsego e dal 2010 in collaborazione in rete con lo storico Centro Medico Valentini di Padova. Supporter dell’operazione è Ubaldo Lonardi, il quale ha dichiarato alla stampa che il mercato italiano è strategico per Lifebrain. La multinazionale infatti, ha in programma di investire nella realizzazione di centri di competenza per esami specifici, assicurando la disponibilità di risorse economiche e tecniche per rimanere al passo con una medicina di laboratorio sempre più sofisticata.
Contestualmente con DGR n. 1169 dell’8 settembre 2015 la Regione Veneto ha provveduto a rinegoziare i contratti in essere con le strutture di laboratorio accreditate che si sono così viste tagliare il budget dell’ultimo trimestre in misura drastica mettendo fortemente in difficoltà i piccoli laboratori di analisi che costituiscono una realtà non solo di investimenti e di lavoro per migliaia di persone, ma anche un patrimonio di esperienza e di professionalità. L’annullamento di fatto della rete di laboratori accreditati, che se vogliono continuare a lavorare dovrebbero limitarsi ad effettuare i prelievi, eliminerebbe anche la professione di quanti, fra chimici, biologi, tecnici di laboratorio e medici, sono impiegati nel settore.
Inoltre, l’acquisizione dei piccoli laboratori privati da parte di grosse multinazionali, porterebbe, alla lunga, a far perdere potere contrattuale anche al pubblico nei confronti di nuovi oligopoli o addirittura monopoli di laboratori, violando altresì le norme sulla concorrenza e incrementando costi e tariffe. È infatti intuibile che un oligopolio renderebbe inefficiente il sistema per ingerenza sulle dinamiche del mercato con aumento dei costi per la Regione.
I sottoscritti consiglieri
interrogano la Giunta regionale

per sapere quale sia il quadro che si sta disegnando a fronte degli accadimenti negli ultimi mesi e, di conseguenza, quale sia la posizione della Regione Veneto in merito alla possibile chiusura dei laboratori di analisi convenzionati e quali atti intenda intraprendere per evitare una crisi del settore, la perdita di posti di lavoro e la svendita dei piccoli laboratori alle multinazionali.


SOMMARIO

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