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atti ispettivi

Contenuti: Interrogazione a risposta immediata n. 255 - 10^ legislatura
COREVE

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
DECIMA LEGISLATURA


INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA N. 255

ABOLIZIONE DEI DIRITTI D’IMPIANTO DEI VIGNETI E NUOVO REGIME DI AUTORIZZAZIONE: QUALI POLITICHE E AZIONI INTENDE ADOTTARE LA GIUNTA REGIONALE?

presentata il 18 ottobre 2016 dal Consigliere Zanoni



Premesso che:
- dal primo gennaio 2016 è entrato in vigore il Decreto n. 12272 del 15/12/2015 relativo a “Disposizioni nazionali di attuazione del regolamento (UE) n. 1308/2013” del Parlamento europeo e del Consiglio concernente l’organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli. Sistema di autorizzazioni per gli impianti viticoli”;
- le suddette disposizioni europee prevedono che, per evitare aumenti eccessivi nella produzione di vino, lo Stato membro possa concedere nuove autorizzazioni per l’impianto di vigneti pari all’1 per cento annuo della superficie vitata nazionale;
- dal 1° gennaio 2016 i viticoltori per impiantare un vigneto regolare devono acquisire un’autorizzazione che non è trasferibile: possono impiantarlo esclusivamente nella propria azienda e non possono cedere l’autorizzazione. Con il nuovo sistema di autorizzazioni (in vigore fino al 31 dicembre 2030) non si detiene, non si acquista e non si vende alcun diritto di impianto. Per impiantare o reimpiantare vigneti di uva da vino si deve inoltrare una richiesta ed ottenere l’autorizzazione dagli organi competenti;
- secondo i dati di Confagricoltura, nel 2016 sono state presentate richieste di impianto di nuovi vigneti per una superficie pari a circa 35 mila ettari;
- nel Veneto sono in continuo aumento le aziende cerealicole e zootecniche in crisi che si convertono in aziende vitivinicole.
Considerato che:
- quest’anno la Regione del Veneto ha emesso un bando per l’erogazione di 8,5 milioni di euro per interventi di ristrutturazione e di riconversione dei vigneti, in particolare per la meccanizzazione degli impianti;
- secondo i dati della Direzione regionale Agroambiente, ad oggi, la filiera del Prosecco equivale ad un terzo dell'economia regionale;
- nel 2010 sono stati raccolti 1,59 milioni di quintali di glera (il vitigno del Prosecco) mentre nel 2015 se ne sono ottenuti circa 3,66. Nel corso di sei vendemmie si è verificato pertanto un raddoppio della produzione. Nei mesi scorsi la zona di produzione del Prosecco doc, bloccata dal 2011, si è estesa per ulteriori 3.000 ettari (23.250 in totale), dei quali potranno beneficiare circa 600 nuove realtà vitivinicole.
Rilevato che nel settore vitivinicolo da un lato si sta cercando di contenere l’uso di fitofarmaci e di pesticidi, dall'altro si continua ad incentivare una produzione sempre più industriale.
Ritenuto che la viticoltura non può rappresentare un’ancora di salvataggio contro gli effetti della crisi economica del settore agricolo. Di fatto molti agricoltori si improvvisano viticoltori con il miraggio di un reddito sicuro. Inoltre importanti aree di produzione vitivinicola, come le colline di Valdobbiadene e la Valpolicella, rischiano di essere svilite da un’eccessiva estensione di vitigni in superfici non vocate.
Tutto ciò premesso il sottoscritto consigliere
chiede alla Giunta regionale

quali politiche e azioni intende adottare al fine di indirizzare il settore vitivinicolo verso regole che consentano di diminuire gli effetti nocivi dei pesticidi e di sostenere le imprese vitivinicole di fronte alle pressioni dei grandi gruppi industriali, garantendo una qualità del vino veneto in grado di affrontare le future sfide mondiali.


SOMMARIO

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