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atti ispettivi

Contenuti: Interrogazione a risposta immediata n. 350 - 10^ legislatura
COREVE

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
DECIMA LEGISLATURA


INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA N. 350

SICCITÀ E GRAVE SITUAZIONE DEI FIUMI COME NEL CASO DEL PIAVE. QUALI AZIONI DI TUTELA DEL PATRIMONIO IDRICO REGIONALE PER USCIRE DALLA LOGICA DELL’EMERGENZA?

presentata il 2 maggio 2017 dai Consiglieri Zanoni, Zottis e Guarda



Premesso che:
- nei giorni scorsi il presidente della Giunta regionale ha decretato lo stato crisi a seguito delle condizioni di siccità in cui versa il territorio veneto;
- a fare da contrasto con la suddetta decisione c’è il fatto che la Regione Veneto continua ad emanare disposizioni sui prelievi nei corsi d’acqua, ma sulle falde rimane inerte. Anzi, agisce in maniera opposta, continuando a dare il via libera a centinaia di impianti di Prosecco in pianura, con relative autorizzazione di pozzi che vanno a ‘pescare’ proprio dalle falde;
- nel febbraio 2016, in occasione del bilancio di previsione, il Consiglio regionale ha approvato un ordine del giorno, di cui primo firmatario è lo scrivente, che impegna la Giunta “ad attuare politiche di prevenzione e tutela dagli effetti della siccità, fornendo mezzi ed adottando misure in grado sia di migliorare urgentemente la raccolta e la distribuzione delle acque potabili e di irrigazione, sia di evitare lo spreco di risorse idriche”;
Considerato che:
- non è pensabile di intervenire ancora con provvedimenti d’urgenza ed ordinanze. Occorre invece programmare una seria politica di risparmio idrico, di controllo delle captazioni, di programmazione oculata degli invasi alpini, di bilancio idrico e di rilascio del deflusso minimo vitale;
- da parte sua Legambiente propone una serie di interventi che, sebbene siano dedicati alla tutela degli acquiferi della Piave e della fascia delle risorgive, costituiscono un vademecum-modello per le azioni di difesa del nostro patrimonio idrico. Di seguito l’elenco delle proposte avanzate da Legambiente:
1. Segnalazione al Segretariato di Ramsar, attraverso un dossier puntuale sulla fascia di zone umide che, partendo dal letto fluviale della Piave, dove si segnalano presenze faunistiche di rilievo (migrazione di centinaia di gru in formazione a V nel cielo sopra il tratto mediano , permanenze di vari giorni, in prossimità delle zone umide, di decine di esemplari di ibis sacro, solo per citare le presenze accertate dell’ultimo mese), si irradia nel territorio della sinistra Piave e della destra Piave in un complesso di fontanili e di torrenti di risorgiva che caratterizzano tutto il limite inferiore della conoide alluvionale del nostro fiume.
2. Convocazione in tempi brevi di una conferenza di servizi - Regione, Provincia, Comuni rivieraschi, Comuni il cui territorio rientra nella fascia delle risorgive, Genio civile, Consorzio Piave, Enel, organizzazioni dei coltivatori, associazioni ambientaliste, Contratti di Fiume già istituiti - per concordare una strategia da attuare nei prossimi 5 anni in tutto il letto della Piave .
3. La base da cui partire per una discussione approfondita circa le misure da intraprendere nei prossimi anni, dovrà per forza essere la proposta di Piano di Gestione della Z.P.S: (già depositata in Regione da anni) relativa complessivamente al medio Piave con un nuovo calcolo del d.m.v. dalla stretta di Nervesa : dagli attuali 10 mc/sec ai 29 mc/sec contenuti nella nuova proposta di Piano di Gestione.
4. Condivisione di un modello matematico idraulico a scala di bacino del fiume Piave, ad elevato dettaglio di rilievo, dal quale partire per una qualsiasi ipotesi, anche parziale, di intervento di regimazione del suo corso e dei suoi affluenti; un modello matematico interfacciato, sempre su base scientifico/matematica, anche con tutti i fattori di utilizzo artificiale (idroelettrico e agricolo) delle acque attualmente afferenti all’intero suo bacino idrografico.
5. Allo stesso tempo deve essere chiaro il principio che ogni valutazione sulla sicurezza idraulica non può prescindere dall’impatto ambientale che questa produce sulla vita del fiume: sicurezza idraulica e rispetto ambientale del fiume Piave devono andare di pari passo.
6. E’ scientificamente provato che un fiume, dalla sorgente alla foce, è un unico organismo vivente dal quale dipende anche la vita delle popolazioni rivierasche nonché della rete ecologica del territorio che attraversa: è necessario per questo motivo trattarlo organicamente come elemento unitario, rifuggendo da ogni scorciatoia particolaristica locale.
7. Risulta evidente quindi che solo partendo da basi scientifiche (biologiche e matematiche) condivise da tutti, sarà possibile meglio contemperare le aspettative dei molteplici interessi contrapposti presenti: continuare a non tener conto di questo sarebbe cosa da folli.
8. Per tutto il Medio Piave, si dovrà prevedere un periodo pluriennale di totale blocco degli interventi di escavazione. contemporaneamente si interverrà per realizzare concreti progetti di ripristino ambientale dell’originale struttura a rami intrecciati degli alvei a ridosso dell’Isola di Papadopoli: sarà necessaria una revisione critica degli interventi promossi ( anche con la clausola del regime di somma urgenza ! ) da parte del Genio Civile di Treviso , che hanno accentuato l’aggressività delle correnti e la canalizzazione della Piave con un notevole aumento dei pericolosi processi di erosione delle sponde.
9. Censimento dei fontanili ancora presenti nella fascia delle risorgive in destra ed in sinistra Piave utilizzando i piani delle acque in formazione presso gli enti locali della provincia di Treviso con l’obiettivo del ripristino funzionale delle polle sorgive , prescrivendo le misure di tutela anche in quegli ambiti dove è scomparsa l’acqua , ma sono evidenti le tracce delle risorgenze.
10. Revisione critica della politica agricola da parte della Regione Veneto tenendo conto della fase attuale caratterizzata da fenomeni imputabili senza alcun dubbio ai cambiamenti climatici in atto : dovremo fare un’attenta comparazione tra le esigenze di produttività e remunerazione degli addetti al settore delle coltivazioni e la disponibilità di risorsa idrica proveniente dagli acquiferi del corso d’acqua principale e dalle risorgenze della conoide alluvionale della Piave. – esempio eclatante : non si potrà garantire, tutta l’acqua sprecata attualmente , alle zone agricole intorno alla Postumia romana che continuano a produrre del mais, pianta idrovora per eccellenza, che viene fatto crescere con irrigazione a scorrimento.
11. Partire da subito con una campagna di sensibilizzazione relativa al risparmio della risorsa idrica; installazione di cisterne per la raccolta delle acque piovane e di risciacquo domestico anche nelle scuole; controllo da parte degli enti locali e del genio civile relativamente ai pozzi artesiani in funzione per scopi ornamentali con l’obiettivo della chiusura/limitazione del flusso idrico fluente; puntuale censimento dei numerosi pozzi freatici non autorizzati, utilizzati per l’irrigazione dei campi situati nelle golene fluviali nella fascia delle risorgive in pianura ; revisione dei contratti con i privati che utilizzano l’acqua dei canali per la produzione di energia idroelettrica allo scopo di mantenere un numero di mc/sec adeguato in alveo fluviale - anche attualmente il Consorzio Piavesella non ha diminuito la sua portata in presenza di una situazione drammatica per quel che riguarda la vita acquatica in fiume: il consorzio citato continua tranquillamente ad utilizzare i suoi 5 – 6 mc/ sec in virtu’ dei disciplinari del contratto di captazione dal canale della Vittoria;
- a nulla serve decretare lo stato di crisi se poi si fanno scelte politiche che vanno in direzione opposta;
- sarebbe opportuna la convocazione urgente da parte della Regione di un tavolo di lavoro con tutti i soggetti interessati: Province, Comuni, Consorzi, associazioni dei coltivatori e ambientaliste.
I sottoscritti consiglieri regionali
chiedono alla Giunta regionale

quali misure ed interventi ha intenzione di mettere in atto per tutelare al meglio il patrimonio idrico regionale uscendo dalla logica dell’emergenza legata ai periodi di siccità.


SOMMARIO

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