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atti ispettivi

Contenuti: Interrogazione a risposta immediata n. 570 - 10^ legislatura
COREVE

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
DECIMA LEGISLATURA


INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA N. 570

ULSS 5 POLESANA. FUGA DI MEDICI E CARENZA DI PERSONALE PER LE GUARDIE MEDICHE NOTTURNE. UNA SITUAZIONE INACCETTABILE, DI FORTE RISCHIO PER I PAZIENTI ED I LAVORATORI: QUALI AZIONI E MISURE PER RISOLVERE L’EMERGENZA?

presentata il 19 aprile 2018 dai Consiglieri Azzalin, Fracasso, Moretti, Sinigaglia, Zanoni e Guarda



Premesso che:
- il fenomeno della ‘fuga’ di medici ospedalieri dalle strutture pubbliche del Veneto ha raggiunto un livello allarmante. A denunciare, tra gli altri, l’emergenza, è il dottor Adriano Benazzato, segretario regionale veneto dell’Anaao-Assomed, l’associazione sindacale dei dirigenti medici. In un articolo dal titolo “Sempre più medici scappano dagli ospedali”, pubblicato da Il Gazzettino lo scorso 3 aprile, Benazzato ha avuto modo di evidenziare: “Stiamo arrivando al dunque, con una situazione che non è più sostenibile. L’elemento di novità è infatti rappresentato dalla fuga di medici ancora giovani che, anche di fronte ad un posto sicuro, preferiscono andarsene nel privato perché nel pubblico i carichi di lavoro sono diventati troppo gravosi, con un parallelo crescere dei rischi”;
- il problema della emorragia di medici sta colpendo in maniera pesante le strutture pubbliche polesane ed aggrava le condizioni lavorative di chi resta ad operare nelle strutture medesime. Secondo un’analisi dell’Anaao, negli ultimi mesi si è registrata in provincia di Rovigo una rilevante serie di defezioni, così riassunte nell’articolo sopra citato: “un reumatologo, un gastroenterologo, un internista, un anestesista, un urologo, un ginecologo, un otorino, due ortopedici, due oculisti, due neurologi. Ma le lacune che si sono aperte nei ranghi degli ospedali della provincia di Rovigo sono ben più ampie, visto che sono in corso anche le procedure concorsuali per assumere un nefrologo, due ematologi, uno psichiatra, un pediatra, un ostetrica, un ortopedico, un neurologo, un radiologo, un chirurgo vascolare, un oncologo, uno pneumologo, un urologo, un infettivologo. Un quadro non esaustivo che dimostra come l’organico degli ospedali polesani sia in grave deficit, con almeno una trentina di specialisti che mancano all'appello”;
- a rendere ancora più fosco il quadro sono le parole del Direttore generale dell’ULSS 5 Polesana. In un articolo de Il Gazzettino dello scorso 3 aprile (intitolato “Errore. Riferimento a collegamento ipertestuale non valido.”) Antonio Compostella spiega tra le altre cose che “la situazione dell'Azienda ULSS 5 risulta particolarmente penalizzante, se si considera che il finanziamento regionale è a quota capitaria e che si devono sostenere i costi di una serie di servizi distribuiti in un territorio con caratteristiche geografiche e morfologiche particolari, con una popolazione sparsa in molti piccoli centri che non consentono una razionale ottimizzazione dell'impiego delle risorse, comportando rilevanti e incomprimibili costi fissi che prescindono dal numero della popolazione servita sul territorio. La scarsità demografica che caratterizza il Polesine, amplifica la costosità dei servizi, rendendoli inevitabilmente "non competitivi" nel confronto con altre realtà”.
Considerato che:
- la suddetta situazione influisce negativamente, a cascata, sulla tenuta dei servizi di guardia notturna nelle strutture dell’ULSS 5 Polesana. Eloquente in questo senso è il caso dell’ospedale di Rovigo per il quale, a fine 2015, si stabilì che per ottemperare al nuovo turno europeo doveva esserci un medico di notte (dalle ore 20 alle ore 8) a seguire nove reparti (Medicina, Geriatria, Lungodegenza, Diabetologia, Gastroenterologia, Pneumologia, Infettivi, Oncologia ed Ematologia), per un totale di 140 posti letto;
- secondo quanto segnalato allo scrivente da alcuni operatori sanitari dell’ospedale di Rovigo, negli ultimi due anni e mezzo il numero di posti letto da tenere in guardia è lievitato fino a 160-170;
- dalle segnalazioni pervenute allo scrivente emerge che a partire dallo scorso 1° aprile la situazione per i 22 medici che fanno la guardia notturna è ulteriormente peggiorata, con carichi di lavoro supplementari, in quanto sono venuti a mancare 5 medici di Pneumologia che contribuivano al servizio.
Ritenuto che:
- la situazione sopra descritta pone seriamente a rischio la qualità dei servizi e dunque la salute dei pazienti. Se infatti si verifica una doppia urgenza in contemporanea, diventa impossibile garantire piena assistenza e soccorso;
- la situazione sopra descritta espone i lavoratori non solo a carichi insostenibili ma al crescente rischio di contenziosi e di denunce;
- la situazione sopra descritta è inaccettabile. La Regione Veneto ha il dovere di trovare soluzioni correttive in grado di far rientrare questa grave emergenza;
- tra le soluzioni correttive al problema sopra descritto i lavoratori hanno proposto in queste settimane, attraverso assemblee ed organizzazioni sindacali, il ripristino immediato del doppio turno notturno e la riduzione dei posti letto da tenere in guardia da 160-170 a 90.
Tutto ciò premesso, i sottoscritti consiglieri regionali
chiedono al Presidente della Giunta regionale

Quali azioni e misure intende realizzare ed introdurre per risolvere il gravoso problema del sovraccarico di lavoro di guardia medica notturna nell’ospedale di Rovigo e, in generale, della fuga di personale medico nelle strutture dell’ULSS 5 Polesana, a tutela dell’incolumità dei pazienti e del diritto dei lavoratori che continuano ad operare nelle medesime strutture.

SOMMARIO

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