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atti ispettivi

Contenuti: Interrogazione a risposta immediata n. 596 - 10^ legislatura
COREVE

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
DECIMA LEGISLATURA


INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA N. 596

MALGA DOMADOR (BL): RARO ESEMPLARE DI GALLO CEDRONE INVESTITO E UCCISO. QUALI MISURE PER RAFFORZARE LA TUTELA E GARANTIRE LA CONSERVAZIONE DELLE SPECIE IN VIA DI ESTINZIONE APPARTENENTI ALLA TIPICA FAUNA ALPINA IN VENETO?

presentata il 18 giugno 2018 dai Consiglieri Zanoni, Guarda e Bartelle



Premesso che:
- lo scorso 6 maggio, lungo la strada chiusa, situata in zona di protezione speciale della Rete Natura 2000 dell’UE, che conduce a Malga Domador, nel territorio comunale di Alano di Piave (Bl), un testimone oculare residente nella zona ha segnalato alle forze dell’ordine l’investimento con fuoristrada e l’uccisione di un gallo cedrone (Tetrao urogallus) da parte di due persone. Immediatamente dopo il fatto, sempre secondo la testimonianza, gli investitori hanno cercato di caricare a bordo del loro veicolo, e dunque di sottrarre, l’esemplare privo di vita;
- lo scorso 8 maggio anche la testata giornalistica regionale Raitre del Veneto ha segnalato l’episodio attraverso la propria pagina Facebook, postando il video del gallo cedrone, realizzato alcuni giorni prima del fatto (https://www.facebook.com/tgrveneto/videos/2150942035140019/) con la seguente descrizione: “Il gallo cedrone che vedete nel video è stato ucciso da un'auto a malga Domador, nel territorio di Alano di Piave nel bellunese. Per studiarne il comportamento la sezione bolognese dell'Ispra aveva in programma di fargli applicare un sensore. I carabinieri forestali di Feltre stanno indagando per individuare gli investitori”;
- le due persone suddette sono state successivamente individuate dagli inquirenti.
Considerato che:
- l’art. 5 della Direttiva Uccelli 2009/147/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 30 novembre 2009 concernente la conservazione degli uccelli selvatici prevede (alla lettera d) “il divieto di disturbare gli uccelli deliberatamente in particolare durante il periodo di riproduzione e di dipendenza quando ciò abbia conseguenze significative in considerazione degli obiettivi della presente direttiva”;
- l’art. 6 della Direttiva Habitat riporta che “Gli Stati membri stabiliscono le misure di conservazione necessarie che implicano all’occorrenza appropriati piani di gestione”;
- la legge regionale n. 157/92 “Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio” prevede all’art. 30 comma 1 lettera g) “l'ammenda fino a lire 6.000.000 per chi abbatte, cattura o detiene esemplari appartenenti alla tipica fauna stanziale alpina, non contemplati nella lettera b), della quale sia vietato l'abbattimento”. Il gallo cedrone fa parte della tipica fauna alpina di cui è vietata la caccia;
- l’art. 301 delle Misure per la Regione Biogeografica Alpina, contenute nell’Allegato A alla DGR n. 786 del 27/05/2016, con oggetto “Approvazione delle Misure di Conservazione delle Zone Speciali di Conservazione (ZSC) della Rete Natura 2000. (Articolo 4, comma 4, della Direttiva 92/43/CEE)”, indica così l’Ambito di conservazione per il gallo cedrone (Tetrao urogallus): “Gli interventi selvicolturali seguiranno i seguenti criteri generali, da circostanziare sulla base dei 1.tipi forestali di cui all'articolo 116, ovvero dei fattori di idoneità e di selezione dell'habitat, delle epoche e delle fasi vitali della specie: a)nelle arene di canto e nelle aree ad esse adiacenti, evitare tagli che asportino oltre il 25% della provvigione nell'arco di 20 anni, effettuando tagli saltuari per piccoli gruppi nei soprassuoli invecchiati, rispettando i posatoi e mantenendo le radure e le fessure, specialmente a valle di alberi dominanti; b)pianificare la realizzazione di interventi su siti idonei al canto, ma non ancora frequentati per questa attività; c)nei siti di covata effettuare tagli regolari e periodici, garantendo uno strato arbustivo irregolare, ma localmente denso con latifoglie eliofile e suffrutici; d)nei siti di presenza estiva, attuare interventi che favoriscano la struttura multiplana: i)nelle fustaie monoplane mantenere condizioni di copertura indicativamente comprese fra il 40 ed il 70% agendo se necessario anche sulla rinnovazione; ii)mantenere spazi privi di vegetazione arbustiva o rinnovazione nel sottobosco, che non dovrebbe occupare più del 15% della superficie, per piccoli nuclei, non troppo densi; iii)condurre modesti e localizzati prelievi, accompagnando la fustaia alle fasi stramature, se necessario prelevando le piante schiantate o prossime al crollo, che possono essere di ostacolo alla presenza della specie; iv)nelle fustaie multiplane intervenire con tagli di curazione o a gruppi, ricercando densità irregolari e aprendo buche alternate a piccoli gruppi di individui (3-5). La selezione delle specie forestali cercherà di privilegiare quelle maggiormente idonee per longevità (es. larice) e ramosità (es. larice, abete bianco); e)nei siti di presenza invernale, per quanto possibile, conservare abeti e pini, anche nelle formazioni di origine secondaria”;
- nei mesi scorsi un gruppo di consiglieri regionali di opposizione, compreso lo scrivente, ha presentato una proposta di legge di modifica dell'articolo 7 della legge regionale 31 marzo 1992, n. 14 “Disciplina della viabilità silvopastorale”, evidenziando che “(...) Da anni nel territorio veneto si rileva un uso indiscriminato dei mezzi motorizzati lungo i sentieri, le mulattiere, le strade agro-silvo-pastorali chiuse al pubblico transito. Le continue incursioni di moto, motoslitte e motociclette deturpano boschi e pascoli, ghiaioni, letti di torrenti e mettono a rischio 'incolumità di coloro che li percorrono a piedi, in bicicletta o a cavallo. I suddetti veicoli circolano in violazione del divieto previsto dalla vigente normativa regionale e molto spesso sono privi di targa identificativa, rendendo difficoltosa 'applicazione delle previste sanzioni ammnistrative. Con il presente progetto di legge si intende pertanto rafforzare le sanzioni previste dalla legge (...)”.
Evidenziato che:
- la vicenda riportata in premessa fa emergere la necessità che il Veneto applichi da un lato in maniera più stringente la normativa vigente ed adotti contemporaneamente misure più incisive per la tutela e la conservazione della tipica fauna alpina di specie in via di estinzione, messe a repentaglio dalle aggressioni dell’uomo. Il caso del gallo cedrone è in questo senso esemplare: specie di uccello appartenente alla tipica fauna alpina, la sua sopravvivenza è compromessa proprio dall'uomo. Le decine di migliaia di persone che per tutto l'anno frequentano le zone montane, hanno mediamente una insufficiente cultura faunistica ed educazione ambientale. La loro presenza disturba la nidificazione che avviene a terra: la gallina cedrona (così chiamata in termini dialettali), spaventata dal continuo andirivieni umano, abbandona nido e prole e così la specie è destinata a estinguersi perché non si riproduce più;
- la vigilanza nelle strade montane chiuse al traffico risulta evidentemente insufficiente ed inefficace.
Tutto ciò premesso i sottoscritti consiglieri regionali
chiedono al Presidente della Giunta regionale

come, a fronte della situazione sopra descritta, intende procedere per rafforzare la tutela e garantire la conservazione delle specie in via di estinzione appartenenti alla tipica fauna alpina in Veneto.


SOMMARIO

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