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atti ispettivi

Contenuti: Interrogazione a risposta immediata n. 754 - 10^ legislatura
COREVE

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
DECIMA LEGISLATURA


INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA N. 754

LA REGIONE VENETO INTENDE MIGLIORARE IL SISTEMA DI ANALISI DEI VALORI DEI PERFLUORATI-ALCHILICI PRESENTI NELL’ACQUA POTABILE?

presentata il 18 aprile 2019 dai Consiglieri Guarda, Bartelle, Salemi, Fracasso, Zanoni, Azzalin e Ruzzante



Premesso che:
- in Veneto le analisi sulla presenza dei perfluorati-alchilici nelle acque potabili destinate al consumo umano e in particolare nelle aree contaminate, riportano il limite tecnico (anche detto limite di rilevabilità) di 5 ng/l;
- da tempo il centro ARPAV di Venezia supporta le attività di analisi delle altre agenzie ARPA regionali, come emerge anche da un articolo pubblicato a cura del Responsabile Servizio Acqua - ARPA Umbria nel sito https://www.rivistamicron.it/temi/i-pfas-in-umbria-nel-2018/, dal quale si apprende che: “(... ) le analisi sono state eseguite dal laboratorio ARPAV di Venezia, che si è reso disponibile ad effettuare le determinazioni anche per le altre agenzie regionali. Rispetto allo screening precedente [ndr a luglio 2017], va segnalato che il limite di quantificazione del metodo analitico per la determinazione di PFOS è stato adeguato ai requisiti normativi, passando da 10 a 0,2 ng/l; ciò ha consentito di valutare in maniera più appropriata la conformità dei livelli di contaminazione rilevati agli standard di qualità ambientale.”.
Tenuto conto che:
- dalle analisi delle acque potabili periodicamente effettuate e pubblicate sul sito www.analisipfas.it, risulta che il limite tecnico di rilevazione è di 5 ng/l;
- dalle suddette dichiarazioni di ARPA Umbria si deduce che dal 2018 la Regione Veneto dispone di un’avanzata tecnologia per le suddette analisi che consentirebbe di superare il limite di rilevabilità di 5ng/l se non addirittura l’unità di misura dei ng/l, giungendo alla rilevazione di picogrammi;
- attualmente l’EFSA sta procedendo ad una revisione delle TDI per i PFAS. Nel 2018 per il PFOA aveva fissato una dose giornaliera tollerabile di 1.500 nanogrammi per chilogrammo di peso corporeo, mentre attualmente indica una dose settimanale tollerabile di 6 nanogrammi per kg di peso corporeo, pari a 0,86 ng/kg al giorno. Per quanto riguarda il PFOS l’EFSA aveva invece ritenuto tollerabile una dose giornaliera di 150 nanogrammi per chilogrammo di peso corporeo, mentre attualmente ha fissato la dose settimanale tollerabile in 13 nanogrammi per chilogrammi di peso corporeo, pari a 1,86 ng/kg al giorno;
- secondo la recente proposta EFSA (rapporto 2018) di revisione delle TDI di PFOA in acqua potabile, lo scenario OMS-Euro indicherebbe la concentrazione corrispondente a 1,7 ng/l come limite di tale sostanza per la tutela della salute di un bambino di 10 kg da un’esposizione lifetime. Si tratta di un dato inferiore rispetto al limite di rilevazione (5 ng/l) delle strumentazioni oggi adottate per le analisi dell’acqua potabile.
Tutto ciò premesso, i sottoscritti consiglieri
chiedono alla Giunta regionale

se non ritenga opportuno e urgente implementare il sistema di analisi dei valori dei perfluorati-alchilici presenti nell’acqua potabile, utilizzando la nuova strumentazione disponibile e restringendo l’unità di misura ai picogrammi per tutte le tipologie di PFAS.

SOMMARIO

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