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atti ispettivi

Contenuti: Interrogazione a risposta scritta n. 11 - 10^ legislatura
COREVE

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
DECIMA LEGISLATURA


INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA N. 11

CALENDARIO VENATORIO 2015/2016: LA GIUNTA REGIONALE MINACCIA LA CONSERVAZIONE DELLA FAUNA SELVATICA E RISCHIA DI PROVOCARE UNA NUOVA PROCEDURA DI INFRAZIONE DA PARTE DELLA COMMISSIONE EUROPEA

presentata il 24 luglio 2015 dai Consiglieri Zanoni, Guarda e Zottis



Premesso che:
- con delibera della Giunta regionale del Veneto n. 868 del 13 luglio 2015 con oggetto: “Stagione venatoria 2015/2016. Approvazione calendario venatorio regionale (art.16 L.R. n. 50/93).” è stato approvato il calendario venatorio valido per la stagione di caccia 2015/2016;
- detto calendario è stato approvato con un mese di ritardo rispetto alle disposizioni di legge (art.16 L.R. n. 50/93 e art. 18 L. n.157/92) che prevedono la sua pubblicazione entro il 15 giugno di ogni anno;
- a norma delle succitate leggi la Regione Veneto ha acquisito il parere dell’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica – INFS (organo tecnico-scientifico di ricerca e consultazione per lo Stato, le Regioni e le Province) oggi Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale – ISPRA;
- l’ISPRA con lettera prot. n. 18059/T-A11 del 24 aprile 2015 con oggetto “Parere di calendario venatorio per la stagione 2015/2016” ha trasmesso alla Giunta Regionale del Veneto il proprio parere sul calendario venatorio;
- l’ISPRA con detto parere, citando la propria “Guida per la stesura dei calendari venatori” del 28 luglio 2010, ha sottolineato che “le modalità indicate nella proposta di calendario in esame per il prelievo venatorio di diverse specie non risultano coerenti con quanto indicato dal suddetto documento e non sono condivisibili da parte di questo istituto che, pertanto, esprime parere sfavorevole alla loro adozione” aggiungendo che molti dei contenuti “non appaiono condivisibili sotto il profilo tecnico scientifico in considerazione del quadro normativo vigente”;
- l’ISPRA oltre ad aver espresso il parere sfavorevole al calendario venatorio del Veneto 2015/2016 ha mosso i seguenti importanti rilievi: 1) sulla preapertura della stagione venatoria fissata per il 2 settembre, ovvero 18 giorni in anticipo rispetto all’apertura generale prevista in tutta Italia per il 20 settembre, vengono previste come cacciabili Merlo, Tortora e Colombaccio nonostante la “preapertura” della caccia rappresenti un danno per dette specie; 2) inserimento tra le specie cacciabili di Combattente e la Moretta considerate in forte declino e meritevoli di protezione con il divieto di caccia; 3) apertura della caccia il 20 settembre anziché il 1° ottobre per ben 22 specie; 4) chiusura della caccia oltre i termini temporali previsti per una ventina di specie; 5) limiti di carniere giornalieri ed annuali per diverse specie di uccelli migratori spesso anche superiori del doppio di quelli indicati dall’ISPRA; 6) non viene vietata l’immissione pronta caccia di specie esotiche ed alloctone come la Quaglia giapponese, con il rischio di inquinamenti genetico della Quaglia europea, stessa cosa vale per la Pernice rossa nei confronti della locale Starna; 7) nel periodo ottobre/novembre per le specie di uccelli migratori vengono previste ben 5 giornate di caccia settimanali anziché 3; 8) viene consentito l’addestramento dei cani da caccia addirittura dal 16 agosto quando alcune specie non hanno completato la riproduzione o vi è ancora la dipendenza dei giovani, anziché dai primi di settembre; 9) viene consentita la caccia in forma vagante fino a gennaio anziché a fine dicembre, creando disturbo alla fauna in un periodo di condizioni meteo avverse e causando l’impossibilità di alimentarsi adeguatamente a tutte le specie comprese quelle protette;
- il calendario venatorio approvato dalla Giunta regionale prevede pertanto la caccia di avifauna migratrice prima del termine del periodo di riproduzione e dopo l’avvio della fase di migrazione prenuziale in palese violazione della Direttiva 2009/147/CE;
- l’articolo 7, paragrafo 4, della direttiva “Uccelli” 2009/147/CE, concernente la conservazione degli uccelli selvatici, prescrive infatti che gli Stati membri provvedano, in particolare, a che le specie cui si applica la legislazione sulla caccia, non siano cacciate durante il periodo di nidificazione, ne durante le varie fasi della riproduzione e della dipendenza, e, in particolare, quando si tratta di specie migratrici, durante il periodo della riproduzione e durante il ritorno al luogo di nidificazione;
- il comma 1-bis dell’articolo 18 della legge 11 febbraio 1992, n. 157 (Legge statale sulla protezione della fauna selvatica e sull’attività venatoria), stabilisce che l’esercizio venatorio è vietato, per ogni singola specie: a) durante il ritorno al luogo di nidificazione; b) durante il periodo della nidificazione e le fasi della riproduzione e della dipendenza degli uccelli;
- il calendario venatorio approvato dalla Giunta regionale prevede inoltre la caccia a 18 specie in “stato di conservazione sfavorevole” senza che siano stati adottati adeguati “Piani di Gestione” così come chiesto dall’ISPRA e come prevedono le norme UE;
- il calendario venatorio a differenza di quanto chiesto dall’ISPRA, non è stato sottoposto alla valutazione d’incidenza della caccia sulla Rete Natura 2000, ovvero sugli habitat e sulle specie di interesse comunitario ai sensi delle disposizioni contenute nelle Direttive 2009/147/CE (Direttiva “Uccelli”) e 92/43/CEE (Direttiva “Habitat”);
- il calendario venatorio non segue gli adempimenti legati all’adesione dell’Italia all’AEWA (African-Eurasian Waterbird Agreement) in tema di uso di munizioni al piombo altamente tossiche per gli uccelli acquatici. Il calendario venatorio infatti vieta le munizioni al piombo solo nelle zone acquatiche ricadenti nelle ZPS (Zone di Protezione Speciale) consentendone però l’uso in tutte le altre;
- il calendario venatorio approvato dalla Giunta regionale prevede solo limitazioni per la fauna stanziale che notoriamente risulta facilmente riproducibile (Fagiano, Lepre, ecc.) mentre per gli uccelli migratori selvatici sottoposti a molteplici avversità, patrimonio di tutta la comunità internazionale, vengono previsti tempi, carnieri e modi di caccia che vanno oltre i limiti di legge.
Considerato che:
- la Commissione Europea nell’ottobre 2014 ha aperto un caso (Caso EU PILOT 6955/14/ENVI) per la violazione degli articoli 2, 5 e 7 della Direttiva 2009/147/CE contenuta nei calendari venatori approvati da alcune regioni italiane tra le quali il Veneto;
- in merito al succitato caso la Commissione Europea, con nota inviata alle regioni interessate tramite lettera del 6 ottobre 2014 del Ministero dell’Ambiente italiano, ha evidenziato tra l’altro che in Italia le regioni prevedono la caccia a 19 specie in “stato di conservazione sfavorevole” senza che siano stati adottati adeguati “Piani di Gestione” e la caccia di specie di avifauna migratrice durante la “migrazione prenuziale” in violazione degli articoli 2, 5 e 7 della Direttiva 2009/147/CE;
- la Commissione Europea in merito al calendario venatorio della Regione del Veneto ha evidenziato l’autorizzazione alla caccia di ben 18 specie in stato di conservazione sfavorevole, ottenendo così il record negativo a livello nazionale per numero di specie in stato sfavorevole di conservazione cacciabili, record condiviso solo con la Regione Lombardia;
- dalla lettera della Commissione Europea emerge altresì che la Regione del Veneto risulta consentire la caccia a ben 9 specie di avifauna migratrice durante la “migrazione prenuziale”;
- il Consiglio dei Ministri (in seguito all’apertura del Caso EU PILOT 6955/14/ENVI), su proposta del Presidente del Consiglio, in data 20 gennaio 2015, con Delibera R.U. Prot.N.0000870/PNM, ha adottato un provvedimento esercitando il potere sostitutivo, a norma dell’articolo 8, comma 4, della legge 5 giugno 2003, n. 131, nei confronti della Regione Veneto, per modificare il calendario venatorio del Veneto per la stagione 2014 - 2015 relativamente ad alcune specie migratrici;
- detto intervento sostitutivo del Governo italiano, effettuato per scongiurare una nuova procedura di infrazione comunitaria e le conseguenti sanzioni economiche UE, è servito a mettere a norma il calendario venatorio del Veneto solo nella parte della chiusura anticipata della caccia ad alcune specie migratorie dato che la stagione venatoria era ormai al termine;
- nonostante l’intervento della Commissione Europea e l’azione sostitutiva del Governo italiano nei confronti del calendario venatorio del Veneto – stagione 2014/2015, nel nuovo calendario venatorio – stagione 2015/2016, approvato dalla Giunta regionale il 13 luglio 2015, sono stati riproposti tutti i contenuti illegittimi previsti nel precedente calendario censurato dal Governo italiano.
Tutto ciò premesso i sottoscritti consiglieri regionali
chiedono al Presidente della Giunta regionale

cosa intende fare per:
1) tutelare la fauna selvatica in Veneto nell’interesse di tutti i cittadini che rispettano l’ambiente e la natura così come accade nel resto d’Europa;
2) adottare un calendario venatorio che finalmente rispetti le direttive europee sulla tutela degli uccelli e degli habitat e la legge italiana sulla tutela della fauna selvatica e attività venatoria;
3) evitare nuove ed ulteriori procedure di infrazione dell’UE che potrebbero portare ad una nuova condanna della Corte di Giustizia con relative sanzioni;
4) evitare un nuovo intervento di censura da parte del Governo italiano, attraverso l’esercizio del potere sostituivo nei confronti della Regione Veneto, in merito al calendario venatorio così come avvenuto il 20 gennaio di quest’anno;
5) garantire il corretto svolgimento dell’attività venatoria in Veneto, evitando interruzioni durante il suo svolgimento, dovuti ai possibili e probabili ricorsi al TAR del Veneto e al Consiglio di Stato per le troppe illegittimità che metterebbero a disagio cacciatori, addetti alla vigilanza istituzionale e guardie giurate volontarie delle associazioni venatorie, agricole ed ambientaliste;
6) fare in modo che anche il Veneto sia finalmente considerata una regione che rispetta e salvaguarda, al pari delle altre regioni europee, la fauna selvatica patrimonio di tutti i cittadini.


SOMMARIO

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