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atti ispettivi

Contenuti: Interrogazione a risposta scritta n. 20 - 10^ legislatura
COREVE

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
DECIMA LEGISLATURA


INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA N. 20

SAN PELLEGRINO SPA BASTA SFRUTTARE IL TERRITORIO E I CITTADINI DI RECOARO

presentata il 27 agosto 2015 dai Consiglieri Berti, Scarabel, Baldin, Bartelle e Brusco



Premesso che la società Sanpellegrino Spa, proprietaria del marchio Recoaro, risulta essere titolare di una concessione regionale per l’utilizzo delle acque minerali e di sorgente destinate all’imbottigliamento.
Constatato che:
- la legge regionale 10 ottobre 1989, n. 40 “Disciplina della ricerca, coltivazione e utilizzo delle acque minerali e termali”, all’articolo 5, poi modificato dall’articolo 6 della legge finanziaria regionale 2007, fissa un canone di concessione per volume imbottigliato pari a 3,00 euro al metro cubo;
- il 22 marzo 2012, il Consiglio regionale ha prorogato al 2015 la riduzione del canone concesso per gli anni 2010/2012, fissato a 1,5 euro per metro cubo di acqua e suoi derivati prodotti, imbottigliati in contenitori di plastica e a 1,00 euro a metro cubo di acqua e suoi derivati prodotti, imbottigliati in contenitori di vetro.
Preso atto che la Regione Veneto con deliberazione del 20 dicembre 2013, ha previsto forti sconti sui canoni delle concessioni per i volumi imbottigliati nel caso in cui le aziende “abbiano sottoscritto un verbale di consultazione sindacale con le rappresentanze sindacali aziendali o, in mancanza di queste, con le organizzazioni sindacali di categoria dei lavoratori più rappresentative operanti nella provincia, sulla difesa dei livelli occupazionali a valere per il triennio 2013-2015”.
Considerato che:
- lo stabilimento di imbottigliamento della società Sanpellegrino Spa a Recoaro Terme ricopre un’area di oltre 67.000 mq. e ha 5 linee di produzione, ma la società ha avviato un piano di riorganizzazione che, secondo fonti sindacali, prevede circa 320 licenziamenti in tutto il Paese; attualmente sono impiegate nello stabilimento di Recoaro Terme solo 65 dipendenti;
- la pianura veneta ha un acquifero sotterraneo, generalmente con acqua di ottima qualità, che costituisce una risorsa nascosta dal valore inestimabile, ma non inesauribile, che a parere degli interroganti deve essere salvaguardata da sprechi e inquinamenti;
- tuttavia, con la suddetta decisione la Regione Veneto ha rinunciato ad introiti per oltre 10 milioni di euro considerando i volumi imbottigliati dalle aziende titolari di concessioni in Veneto ammontano a 2.504.330,238 metri cubi, di cui 2.378.297,818 imbottigliati in contenitori di plastica e 126.032,420 in contenitori di vetro. Ciò comporta un introito per le casse regionali pari a 3.693.479,147 con il canone agevolato, a fronte di un incasso pari a 7.512.990,714 se fosse stato applicato il canone stabilito dalla vigente legislazione in materia;
- si è conseguentemente verificato un mancato incasso di oltre 3 milioni e 800 mila euro all’anno per tre anni. L’importo di 11,4 milioni di euro a parere degli interroganti poteva essere reinvestito in progetti riguardanti la conservazione e la ricarica delle falde acquifere, l’ammodernamento delle reti idriche pubbliche, nonché essere utilizzato a compensazione dei danni diretti e indiretti provocati nei Comuni ove hanno sede gli impianti e in quelli contermini e per finanziare campagne di sensibilizzazione al risparmio idrico ed al consumo consapevole dell’acqua, esattamente come stabilito dalla normativa regionale.
I sottoscritti Consiglieri
interrogano la Giunta regionale

per sapere:
- se non ritenga sia necessario avviare un percorso di revoca delle concessioni per quelle aziende che non adempiono agli obblighi di legge o che non hanno adempiuto alle previsioni della cit. deliberazione regionale del 20 dicembre 2013 con specifico riferimento alla difesa dei livelli occupazionali;
- quali iniziative di competenza intenda adottare per garantire il diritto dei cittadini di Recoaro a veder riconosciute le garanzie occupazionali nonché lo sviluppo dello stabilimento d’imbottigliamento, a fronte dello sfruttamento dell’acqua emunta sul proprio territorio comunale dalla Sanpellegrino Spa.


SOMMARIO

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