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atti ispettivi

Contenuti: Interrogazione a risposta scritta n. 21 - 10^ legislatura
COREVE

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
DECIMA LEGISLATURA


INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA N. 21

PIANO INTERVENTI COMUNE DI GRANCONA (VI)

presentata il 27 agosto 2015 dal Consigliere Berlato



Premesso che:
A) il PRG del Comune di Grancona ha schedato indistintamente tutti gli edifici siti in zona agricola come “Edifici di cui alla legge regionale 24/1985, articolo 10 ed alla legge regionale 61/1985, articolo 28” assegnandovi un grado di intervento che va dal “Restauro conservativo - Ristrutturazione edilizia parziale - Ristrutturazione edilizia totale” alla “Demolizione senza ricostruzione” fino alla “Sostituzione edilizia”;
B) il Comune di Grancona con Deliberazione Consigliare n. 38 del 30/11/2011, avente ad oggetto: “Adempimenti di competenza comunale ai sensi dell’art. 6 comma 1 e articolo 8 comma 4 della legge regionale n. 13/2011 di proroga, modifica e integrazione della legge regionale 8 luglio 2009, n. 14 ...ecc.”, che si allega (All.1), ha inserito tutti gli edifici schedati di cui al precedente punto A) come edifici di cui all’articolo 9 legge regionale 13/2011 Lettera C. “Oggetto di specifiche norme di tutela da parte degli strumenti urbanistici e territoriali che non consentono gli interventi edilizi previsti dai medesimi articoli 2, 3 e 4” e sempre con la stessa ha inoltre deliberato che “Non si applica il Piano Casa su edifici con grado di intervento n. 1 (Restauro Filologico) n. 2 (Restauro Conservativo) n. 3 (Ristrutturazione Parziale) n. 4 (Ristrutturazione globale).”;
Nonostante la Circolare Regionale del 8/11/2011 recitasse “...Ad ulteriore chiarimento si evidenzia che risultano esclusi dal concetto di “centro storico” quegli ambiti o aree che, all’interno della zona agricola, siano stati classificati come “corti rurali” o con altra analoga denominazione ai sensi della Legge Regionale 24/1985 e quindi risultino privi delle caratteristiche proprie del centro storico.”;
C) Successivamente il Comune di Grancona dietro la sottoscrizione di un “Accordo tra soggetti pubblico e privato” (All.2-3-4) ha approvato il Piano Interventi che ha previsto l’ampliamento degli edifici schedati dietro versamento “come perequazione” di una somma di denaro che varia da 18,79 €/mc “se per esigenze di ordine familiare”, a 22,54 €/mc “se non corrispondono alle esigenze di ordine familiare ma speculativo”, vedi allegati 2-3-4;

Di questi accordi tra soggetti pubblico e privato ne sono stati sottoscritti circa un centinaio.

D) Sempre con il Piano Interventi il Comune di Grancona ha inoltre concesso a soggetti privi dei requisiti di imprenditore agricolo (L.R. 11/2004 art. 44 comma 2) la costruzione di nuove abitazioni in zona agricola della volumetria paria a 750-800 mc dietro il versamento, sempre “come perequazione”, della somma di euro 18,79 €/mc “se per esigenze di ordine familiare” ed euro 22,54 €/mc “se non corrispondono ad esigenze di ordine familiare ma speculative”, vedi allegati 5-6-7;
E) la Giunta regionale ha approvato con DGR n. 56/CR del 21 giugno 2011 un atto di indirizzo in materia di perequazione urbanistica, credito edilizio e compensazione urbanistica che contiene le seguenti precisazioni: “...in sintonia con le osservazioni contenute nella lettera del gennaio 2014 sono pertanto da escludersi dal campo di applicazione dell’istituto perequativo anche gli interventi diretti di mero completamento dell’edificato, quali ampliamenti ed edificazioni su lotti liberi, nonché quelli di cui all’articolo 18 bis della legge regionale 11/2004.
Va altresì ribadito la non ammissibilità di sommarie traduzioni del principio perequativo in prelievi forzosi impropriamente assimilati a prestazioni patrimoniali o a forme di fiscalità immobiliare “mascherata” imposti nei confronti dell’attuatore di qualsiasi intervento edilizio.
Ciò infatti, oltre a sottoporre l’azione dell’ente a severi rischi di illegittimità, rappresenta un uso distorto dell’istituto perequativo che per finalità ad eccezione, non può e non deve essere tramutato in una “tassa generalizzata sull’edificazione” ma deve piuttosto ricondursi a forme consensuali ed a meccanismi convenzionali di applicazione, appropriatamente coniugati alle scelte di trasformazione operate (e negoziate) dal Comune nell’interesse generale”.
Tutto ciò premesso, il sottoscritto consigliere regionale
interroga la Giunta regionale

per sapere se:
1) è stato legittimo, da parte del Comune, vincolare indistintamente tutti gli edifici esistenti (circa un migliaio) ubicati in zona agricola nel Comune di Grancona censendoli “Oggetto di specifiche norme di tutela da parte degli strumenti urbanistici e territoriali che non consentono gli interventi edilizi previsti dai medesimi articoli 2, 3 e 4 legge regionale 13/2011.”;
2) è stato legittimo da parte del Comune di Grancona negare con delibera n. 38/2011 (All.1) l’ampliamento degli edifici “nuclei edilizi” ci cui alla legge regionale 24/85 art. 10 non consentendo l’applicazione della legge regionale 13/2011 “Piano Casa” e consentire invece gli ampliamenti con il Piano Interventi solo dietro la sottoscrizione di un “accordo tra soggetti pubblico e privato” che prevede il versamento a titolo di “perequazione” le somme di 18,79 €/mc se per esigenze familiari e di 22,54 €/mc se per esigenze speculative, vedi allegati 2-3-4;
3) è stato legittimo consentire con il Piano Interventi l’edificazione di nuove abitazioni in zona agricola a soggetti privi dei requisiti previsti dall’articolo 44 comma 2 legge regionale 11/2004 dietro la sottoscrizione di un “accordo tra soggetti pubblico e privato” che prevede il versamento a titolo di “perequazione” di 18,79 €/mc se per esigenze familiari o di 22,54 €/mc se per esigenze speculative, vedi allegati 5-6-7;
4) è stato legittimo considerare perequazione l’esborso di denaro richiesto ai cittadini per gli interventi di cui ai punti 2) e 3).

SOMMARIO

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