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atti ispettivi

Contenuti: Interrogazione a risposta scritta n. 110 - 10^ legislatura
COREVE

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
DECIMA LEGISLATURA


INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA N. 110

ULSS 13 DI MIRANO: TEMPI BIBLICI PER UN ECOCOLORDOPPLER! LA GIUNTA REGIONALE INTERVENGA URGENTEMENTE.

presentata il 21 gennaio 2016 dal Consigliere Pigozzo



Premesso che:
- secondo quanto previsto dalla dgr n. 600 del 13 marzo 2007 (Piano Nazionale di contenimento dei tempi di attesa per il triennio 2006-2008 di cui all’articolo 1, comma 280 della legge 23 dicembre 2005, n. 266. Piano Attuativo Regionale: integrazione D.G.R. n. n. 3535 del 12.11.2004 e n. 2066 del 27.06.06) e dai successivi aggiornamenti ed integrazioni (in particolare, dgr n. 863 del 21 giugno 2011: “Recepimento dell’Intesa tra Governo, le Regioni e le Province Autonome di Trento e di Bolzano sul Piano Nazionale di governo delle liste di attesa per il triennio 2010-2012, di cui all’articolo 1, comma 280 della legge 23 dicembre 2005, n. 266. Adozione del Piano Attuativo Regionale: integrazione alla D.G.R. n. 600 del 13.3.2007” e dgr n. 320 del 12 marzo 2013), esistono delle classi di priorità per l’erogazione delle prestazioni sanitarie e, per ognuna di esse, vi sono dei tempi massimi di attesa che devono essere garantiti;
- per la classe indicata nella ricetta medica con priorità “B”, il tempo massimo di attesa, sia per le visite che per le prestazioni strumentali, non deve superare i 10 giorni; per la classe di priorità “D”, il tempo massimo di attesa per una visita non deve superare i 30 giorni e per una prestazione strumentale non deve superare i 60 giorni; per la classe avente priorità di tipo “P” il tempo massimo di attesa previsto, sia per le visite che per le prestazioni strumentali, è di 180 giorni; esiste infine la classe “U”, la più urgente, che prevede visite e prestazioni da erogarsi entro le 24 ore.
Considerato che:
- una cittadina utente dell’Ulss 13 di Mirano, il 18 gennaio 2016 ha ritenuto di presentare una formale segnalazione al Direttore Generale della medesima Azienda sanitaria, denunciando un grave disservizio rispetto alla tematica dei tempi di attesa per le prestazioni sanitarie;
- alla signora, infatti, il medico di base ha prescritto, con regolare “ricetta elettronica”, un ecocolordoppler venoso ed un ecocolordoppler arterioso agli arti inferiori; la classe di priorità della prescrizione indicata nella ricetta è la “P”;
- l’utente ha denunciato il fatto che “in data 16 novembre 2015 (...) dopo diversi tentativi presso questa ULSS 13 e altre strutture della provincia di Venezia (ospedale All’Angelo, Villa Salus, altre),” ha “ricevuto appuntamento per una prestazione diagnostica per la data del 6 giugno 2017 (...)”; vale a dire quasi un anno e 7 mesi dopo!!!;
- a riprova di quanto affermato la signora ha allegato al modulo di segnalazione, oltre all’impegnativa rilasciata dal suo medico di base, il “promemoria di prenotazione” prodotto dal CUP dell’Ulss 13, in cui effettivamente è riportato: “Data e ora: martedì 06 giugno 2017, ore 09.00”.
Rilevato che da un documento pubblicato sul sito internet della medesima Azienda Ulss 13, (ed allegato alla nota di segnalazione), indicante i “tempi di attesa delle prestazioni traccianti erogate”, la tempistica media per l’esecuzione di un ecocolordoppler venoso o arterioso degli arti inferiori sarebbe di 120,04 giorni (presso l’ospedale di Mirano) e di 90,84 (presso l’ospedale di Dolo), dunque ampiamente al di sotto dello standard regionale dei 180 giorni massimi; alla “ricorrente”, invece, come sopra evidenziato, sono stati prospettati tempi ben più lunghi dei 180 giorni standard.
Evidenziato che il caso in questione rappresenta un esempio di mal funzionamento della sanità veneta, in cui a una cittadina vengono lesi i diritti alla diagnosi e alla cura della propria patologia nei tempi previsti dalla normativa.
Tutto ciò premesso, il sottoscritto consigliere
chiede alla Giunta regionale

1) di verificare con urgenza il caso in questione per consentire alla signora di effettuare le prestazioni sanitarie di cui necessita entro i tempi previsti dalla normativa;
2) quanti siano i casi di sforamento delle tempistiche previste dalla normativa nazionale e regionale in materia;
3) se siano stati individuati punti critici nelle procedure di gestione delle liste di attesa e, in caso affermativo, come si intenda procedere per eliminarli;
4) se ritenga siano necessari maggiori sforzi economici per l’ottimizzazione del sistema delle liste di attesa e se nel Bilancio regionale per l’esercizio 2016 abbia previsto un adeguato stanziamento.


SOMMARIO

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