Benvenuto nel sito del Consiglio Regionale del Veneto


Link di salto: Vai alla Navigazione principale - Vai ai Contenuti - Vai alla ricerca

atti ispettivi

Contenuti: Interrogazione a risposta scritta n. 517 - 10^ legislatura
COREVE

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
DECIMA LEGISLATURA


INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA N. 517

IL COMITATO VIA SULLA BASE DI QUALE METODOLOGIA DI VALUTAZIONE EX ANTE DEI PROGETTI DI DERIVAZIONE IDRICA DEGLI IMPIANTI DI ENERGIA IDROELETTRICA STA VALUTANDO IL POSSIBILE DETERIORAMENTO E GLI IMPATTI CUMULATIVI SUI CORSI D’ACQUA, RELATIVAMENTE AI PROGETTI SOTTOPOSTI ALLA VIA O SCREENING DI VIA NELLE MORE DEL RECEPIMENTO DEL DECRETO N. 29 STA DEL 13 FEBBRAIO 2017 AL FINE DI RISPETTARE LE NORME DELL’UE?

presentata il 2 novembre 2017 dai Consiglieri Zanoni, Zottis, Guarda, Dalla Libera, Brusco, Scarabel e Bartelle



Premesso che:
- in data 13/02/2017 la Direzione Generale per la Salvaguardia del Territorio e delle Acque del Ministero Ambiente ha approvato il decreto n. 29/2017 relativo a “Linee guida per le valutazioni ambientali ex ante da effettuare per le domande di derivazione idrica, in relazione agli obiettivi di qualità ambientale dei corpi idrici superficiali, definiti ai sensi della direttiva 2000/60 del Parlamento e del Consiglio europeo del 23 ottobre del 2000 da effettuarsi ai sensi del comma 1 lettera a dell’art. 12 del Regio Decreto dell’11 dicembre 1933, n. 1775”;
- il suddetto decreto è stato emanato:
1. a seguito delle due procedure EU PILOT pendenti sull’Italia e sul bacino del Piave come riportato nelle premesse del decreto: “EU PILOT 6011 avviato dalla Commissione concernente l’impatto ambientale delle derivazioni a scopo idroelettrico sul territorio nazionale; e EU PILOT 7304 avviato dalla Commissione sull’attuazione della Direttiva 2000/60 CE”;
2. per rispondere alle richieste della Commissione Europea di conoscere cosa è stato introdotto nei nuovi Piani di Gestione dei distretti idrografici italiani per assicurare il non deterioramento dei corpi idrici, così come riportato nelle premesse del decreto: “Considerato che la Commissione Europea, nell’Ambito del caso EU PILOT 6011/14 ENVI ha chiesto al MATTM di conoscere le eventuali indicazioni contenute negli aggiornamenti dei Piani di Gestione dei distretti idrografici italiani, circa le modalità di conduzione delle istruttorie dei procedimenti autorizzativi su nuove concessioni di derivazione, in particolare per l’uso idroelettrico, con riferimento alla necessità di assicurare il non deterioramento dello stato di qualità dei corpi idrici ed il raggiungimento degli obiettivi di qualità per essi fissati, anche in relazione agli impatti cumulativi”;
3. per ottemperare agli impegni assunti con l’Action Plan elaborato dal Ministero dell’Ambiente dopo l’incontro con la Direzione DG ENVI della Commissione Europea, in cui sono illustrati modi e tempi per azioni di recupero sui temi della Direttiva Quadro Acque, in particolare cosi come riportato nell’Azione 11 del decreto: “Visto l’ACTION PLAN elaborato dal MATTM in esito all’incontro con la DG ENVI tenutosi a Bruxelles il 12 febbraio 2016 in cui sono illustrati in dettaglio i tempi ed i modi con cui verrà data attuazione alle azioni di recupero sui vari temi inerenti agli elementi di cui al caso Pilot 6011 e 7034”; “in particolare la task 11 dell’ACTION PLAN e gli impegni ivi assunti in relazione alla predisposizione di una proposta di linee guida nazionali sui deflussi ecologici e una proposta di linee guida per la valutazione ambientale ex ante delle derivazioni”.
Considerato che:
- nel decreto 29/2017 si asserisce che: “le misure per la valutazione ambientale ex ante delle varie concessioni previste nei vari Piani di gestione forniscono una prima risposta ai quesiti sollevati dalla Commissione Europea sulla questione delle procedure di valutazione dei prelievi, ma che vi è la necessità di rendere omogenee su tutto il territorio nazionale le modalità di valutazione da un punto di vista ambientale, dell’impatto delle derivazioni sui corpi idrici, in relazione al loro stato ed agli obiettivi di qualità fissati dai Piani di gestione, attraverso la adozione di specifiche Linee guida, che forniscano indirizzi alle Autorità concedenti in merito alla applicazione delle disposizioni di cui al comma 1, lettera a) dell’art. 12 bis del R.D. 11 dicembre 1933, n. 1775”;
- il decreto n. 29/2017 prevede che le Autorità di bacino distrettuali devono adeguare gli approcci metodologici con apposite delibere da emanare entro il 31 dicembre 2017, in particolare l’articolo 2, punto 1 del provvedimento recita che: “Con delibere delle Conferenze istituzionali permanenti, le Autorità di bacino distrettuali, entro il 31 dicembre 2017, adeguano ai criteri di cui all’art. 1 gli approcci metodologici da utilizzare, nei territori di rispettiva competenza, per l’effettuazione delle valutazioni ambientali ex ante delle derivazioni idriche, assicurando la coerenza tra tali criteri e le misure assunte nell’ambito dei Piani di gestione delle acque.”. Inoltre il comma 4 del medesimo articolo prevede che: “Fino all’emanazione delle delibere di cui al punto 1, sono fatte salve le metodologie per le valutazioni ambientali delle derivazioni idriche già elaborate dalle Regioni e province Autonome, nell’ambito delle proprie competenze legislative e di pianificazione”.
Considerato altresì che:
- sui corsi d’acqua classificati “in stato elevato” il decreto 29/2017 esclude sin da ora la possibilità di autorizzare impianti a prescindere da quanto venga nel frattempo approfondito nei previsti tavoli tecnici. Se il Corpo idrico è di valore ambientale “elevato”, la matrice, riportata nella Tabella 11 dell’Allegato A (pagina 16) del decreto 29/2017, definisce il rischio ambientale comunque alto, qualunque sia l’intensità dell’impatto generato dalla derivazione. La Tabella 13, a pagina 17, stabilisce il seguente significato operativo della classe di rischio ambientale alto: “la derivazione non può essere assentita in via ordinaria. L’intervento è realizzabile solo nei casi in cui nel Piano di gestione sia stato riconosciuto al corpo idrico interessato il possesso dei requisiti per l’applicazione delle deroghe previste dai commi 5 e 7 dell’Art. 4 della DQA, come recepiti dall’Art. 77 del D.Lgs. 152/2006.”;
- l’Allegato A del decreto 29/2017, a pag. 7, definisce il significato di corso d’acqua di elevato valore ambientale prevedendo che: “lo stato ambientale, anche ove definito, può non costituire l’unico elemento da considerare per valutare il valore ambientale”, e che “in applicazione del principio di precauzione la Autorità distrettuale può assegnare un valore ambientale convenzionale più cautelativo ai corpi idrici dotati di prefissate caratteristiche quali ad esempio:
1. i corpi idrici non tipizzati;
2. i tratti di corpo idrico costituenti le cosiddette headwaters ovvero le aste di primo e secondo ordine poste alla testa dei bacini, ed i tratti di corpi idrici sottesi ai bacini di estensione inferiore a 10 km2;
3. i corpi idrici che concorrono alla ricarica degli acquiferi sotterranei se destinati all’approvvigionamento idropotabile;
4. i corpi idrici connessi idraulicamente ad aree ad elevato valore naturalistico conservazionistico;
5. i tratti di corpi idrici che comprendono una stazione di monitoraggio ambientale.”;
- sui corsi d’acqua “siti di riferimento”, individuati dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ai sensi del D.Lgs. 152/2006, il suddetto decreto esclude sin da ora la possibilità di autorizzare impianti a prescindere da quanto venga nel frattempo approfondito nei previsti tavoli tecnici (pagina 7 dell’Allegato A del Decreto 29: “Nei corpi idrici in cui ricadono “siti di riferimento”, individuati dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ai sensi del D.Lgs. 152/2006, è sempre esclusa la possibilità di autorizzazione di nuovi prelievi, fatta salva l’applicazione dell’art. 4.7 della DQA per i prelievi destinati all’uso potabile. Nei corpi idrici a monte di tali siti, l’autorizzazione ai nuovi prelievi è possibile solo se l’intensità dell’impatto è lieve.”);
- nel decreto 29/2017 si citano le misure di tutela contenute nel Piano di gestione Alpi Orientali, sostenendo che “il Secondo Piano di Gestione del bacino Idrografico Alpi Orientali: contiene una specifica misura per la tutela dei corpi idrici in relazione ai procedimenti autorizzativi su nuove concessioni per uso idroelettrico (vol 8 paragrafo 20.4.5 Programma di Misure)” e dando quindi ad intendere che sia possibile fare riferimento alle Misure di Tutela del Piano di Gestione Alpi Orientali per effettuare le valutazioni dei progetti nelle more del recepimento del decreto;
- il verbale di deliberazione del Consiglio Provinciale di Belluno del 26 settembre 2017 avente per oggetto: “Atto di indirizzo generale in merito all’applicazione dei criteri richiesti dal Decreto n. 29/STA del 13.02.2017 della Direzione Generale per la salvaguardia del territorio e delle acque del Ministero dell’Ambiente” riporta, a pagina 4, che “attualmente non sono in uso nella Regione Veneto metodologie e procedure per il rilascio delle concessioni da cui poter estrapolare matrici del rischio ambientale delle derivazioni;” ed in effetti in Regione del Veneto non è stata, ad oggi, individuata e codificata alcuna metodologia di valutazione ex ante dei progetti di derivazione idrica, né per quanto riguarda gli obiettivi di qualità ambientale per il rispetto della Direttiva Quadro Acque e della successiva legislazione italiana di recepimento, né per quanto riguarda gli impatti cumulativi.
Considerato infine che:
- le linee guida, (interne, in quanto mai recepite con atto ufficiale dell’Ente competente) della Commissione regionale V.I.A. Linee guida per la valutazione dell’effetto cumulativo per procedimenti relativi ad impianti idroelettrici scaricabili dall’area per il proponente/modulistica della Commissione VIA Regione Veneto (https://www.regione.veneto.it/web/vas-via-vinca-nuvv/area-per-il-proponente), si limitano a precisare che bisogna valutare gli impatti cumulativi, ma non esplicitano affatto con quale modalità;
- mentre le “Linee guida Arpav per la predisposizione del piano di monitoraggio e di controllo” (interne, in quanto mai recepite con atto ufficiale dell’Ente competente) non possono essere considerate una metodica di valutazione ex ante a cui subordinare l’autorizzazione o meno dell’impianto perché sono finalizzate esclusivamente ad avere un monitoraggio dello stato ex ante come riferimento per una valutazione ex post (dopo la autorizzazione ed entrata in esercizio dell’impianto) dell’eventuale deterioramento;
- le Misure di tutela dei corpi idrici in relazione ai prelievi per l’uso idroelettrico, sono state poste in salvaguardia in allegato alla delibera del Comitato Istituzionale n 2 del 17/12/2015 di adozione del Piano di Gestione del distretto idrografico delle Alpi Orientali, “data la necessità rappresentata dalla Commissione Europea di approfondire il tema dell’uso idroelettrico delle acque”;
- contrariamente a quanto lascia intendere il decreto 29, le Misure di tutela del Piano di Gestione non contengono alcuna indicazione rispetto alle metodiche con cui effettuare le valutazioni ambientali ex ante per le domande di derivazione idrica;
- alcune di queste misure, recepite dalla Regione Veneto con DGR n. 1988/2015 “Indicazioni relative all’ammissibilità delle istanze di derivazione a scopo di produzione idroelettrica al fine della tutela dei corpi idrici” sono solo misure di esclusione per alcuni tipi di impianti, e che oltretutto nella fattispecie la misura “a.) il rapporto tra lunghezza complessiva di sottensione idroelettrica e lunghezza del corpo idrico, così come individuato dai Piani di Gestione di Distretto Idrografico, non può superare il valore di 0,7”; e la misura “b.) ciascuna opera di captazione per uso idroelettrico, deve sottendere un bacino idrografico di estensione almeno pari a dieci chilometri quadrati”; non si applicano alle istanze presentate prima del 2016: “si delibera (...).di dare atto che le indicazioni di cui al punto precedente si applicano alle istanze presentate dopo la pubblicazione nel BUR del presente provvedimento.”;
- in Veneto sono attualmente in istruttoria centinaia di domande che devono ancora iniziare o completare il procedimento screening di VIA o VIA o di autorizzazione unica.
Tutto ciò premesso e considerato i sottoscritti consiglieri
interrogano la Giunta regionale

per sapere:
1) quali progetti sono stati valutati e sono attualmente in fase di valutazione da parte del Comitato VIA, dal 13/02/2017, data di emanazione del Decreto 29/2017;
2) sulla base di quali linee guida per le valutazioni ex ante il Comitato VIA sta valutando il possibile deterioramento e gli impatti cumulativi sui corsi d’acqua da parte degli impianti che sono sottoposti attualmente alla V.I.A. o allo screening di VIA;
3) cosa intende fare la Regione del Veneto nelle more del recepimento del decreto n. 29 del 13.02.2017 “Linee guida per le valutazioni ambientali ex ante da effettuare per le domande di derivazione idrica, in relazione agli obiettivi di qualità ambientale dei corpi idrici superficiali, definiti ai sensi della Direttiva 2000/60/CE del Parlamento e del Consiglio europeo del 23 ottobre 2000, da effettuarsi ai sensi del comma 1, lettera a), dell’art. 12 bis del Regio Decreto dell’11 dicembre 1933, n. 1775” per quanto riguarda tutti gli impianti in istruttoria;
4) come sta operando e come intende operare la Regione del Veneto con le istanze attualmente in istruttoria per impianti sui corsi d’acqua classificati in stato elevato;
5) come sta operando e come intende operare la Regione del Veneto con le domande attualmente in istruttoria per la realizzazione di impianti sui corsi d’acqua di valore ambientale elevato;
6) come sta operando e come intende operare la Regione del Veneto con le domande attualmente in istruttoria per la realizzazione di impianti sui corsi d’acqua “siti di riferimento”;
7) se il Comitato VIA valuterà tutti i procedimenti, applicando le metodiche individuate nelle linee guida del decreto 29 a partire dall’1 gennaio 2018;
8) se le linee guida del suddetto decreto si applicheranno a tutte le domande, ad oggi presentate, che ancora non hanno terminato l’iter autorizzativo;
9) se nella procedura di valutazione ex-ante degli impatti delle derivazioni idriche vengono adeguatamente considerate le Misure di Conservazione per le Zone Speciali di Conservazione così come definite nelle delibere della Giunta regionale n. 786/2016 e n. 1331/2017.


SOMMARIO

menù di sezione:


Link di salto: Torna su - Torna alla Navigazione principale - torna ai Contenuti - Vai alla ricerca
showSondaggio:true valutaParametroOnline:false direttaRefresh:30000
nodo 1