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atti ispettivi

Contenuti: Interrogazione a risposta scritta n. 525 - 10^ legislatura
COREVE

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
DECIMA LEGISLATURA


INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA N. 525

INDAGINI GIUDIZIARIE A CARICO DELLA CO.IM.PO DI ROVIGO: LA GIUNTA REGIONALE È A CONOSCENZA DELLE CONSEGUENZE SULL’AMBIENTE E SULLA SALUTE DEI CITTADINI RISPETTO AI FATTI CONTESTATI?

presentata il 28 dicembre 2017 dal Consigliere Ruzzante



Premesso che:
- in data 10 dicembre 2017, sulla base dell’ordinanza del giudice per le indagini preliminari (Gip) del Tribunale di Venezia, disposta per effetto delle richieste formulate dalla Direzione distrettuale antimafia di Venezia, il gruppo Carabinieri forestale di Rovigo avrebbe eseguito diversi provvedimenti di misure cautelari nei confronti di precedenti ed attuali amministratori della Co.Im.Po srl di Adria (Rovigo), società che opera da anni nel settore della gestione dei rifiuti e, più specificatamente, nei processi di recupero dei fanghi di depurazione in agricoltura;
- lo stesso gip di Venezia avrebbe, altresì, disposto il sequestro preventivo dello stabilimento Co.Im.Po, ubicato a Ca’ Emo nel comune di Adria, nonché di 280 ettari di terreni agricoli nei comuni di Adria e Pettorazza Grimani (Rovigo), terreni che sarebbero stati utilizzati per lo smaltimento di enormi quantità di fanghi e per i quali si ipotizza il mancato trattamento ai fini di un loro corretto recupero;
Risulta che l'indagine che ha portato ai provvedimenti sopra richiamati avrebbe avuto origine a seguito dell'incidente mortale occorso il 22 settembre 2014 presso lo stesso stabilimento Co.Im.Po nel quale persero la vita tre dipendenti della stessa società, nonché l'autista del mezzo di proprietà di una ditta esterna a causa delle esalazioni tossiche sprigionatesi durante le operazioni di scarico di acido solforico dall'automezzo alla vasca contenente i fanghi di depurazione;
Rilevato che, come si apprende da organi di stampa, dalle contestazioni dei carabinieri emergerebbe che sulla base delle registrazioni effettuate dall'impianto di videosorveglianza della ditta e riferite ai ventotto giorni precedenti la data dell'incidente, si sarebbe accertato come la stabilizzazione dei fanghi da destinare alla distribuzione su suoli agricoli da parte della Co.Im.Po. Srl, avveniva in totale dispregio delle procedure autorizzative;
Rilevato inoltre che, per come è dato apprendere dalla recente cronaca giornalistica locale (“La Voce”, edizione del 27 dicembre 2017), l’inchiesta non riguarda solo gli amministratori della società in questione ma anche dipendenti pubblici, ai quali risulterebbero contestati a vario titolo alcuni reati contro la pubblica amministrazione, nonché alcuni soggetti politici;
Considerato che tra le molteplici condotte irregolari riscontrate nelle indagini vi sarebbe anche lo smaltimento illecito di circa 1.200 tonnellate di rifiuti, che, ad esito delle prime analisi ufficiali, denoterebbero valori di mercurio superiori ai limiti fissati dalla specifica norma in materia di fertilizzanti al punto da non essere conforme e quindi non utilizzabile in agricoltura; inoltre, l'eccessiva distribuzione di tali sostanze reiterata nel tempo rappresenterebbe anche la probabile causa della presenza nei terreni di sostanze contaminanti, quali gli idrocarburi pesanti, pcb e zinco.
Il sottoscritto consigliere
interroga la Giunta regionale

per sapere:
1) se sia a conoscenza dei fatti esposti e dei rischi per l’incolumità per la popolazione residente;
2) se non ritenga necessario promuovere attraverso ARPAV una verifica sullo stato delle aree circostanti all’impianto di stoccaggio e avviare un’indagine epidemiologica presso le zone interessante per verificare le possibili conseguenze di ordine sanitario.


SOMMARIO

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