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atti ispettivi

Contenuti: Interrogazione a risposta scritta n. 569 - 10^ legislatura
COREVE

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
DECIMA LEGISLATURA


INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA N. 569

CONTRIBUTI REGIONALI PER LA METANIZZAZIONE DEL TERRITORIO: LA GIUNTA REGIONALE HA VERIFICATO SE LE SOMME EROGATE AI BENEFICIARI SIANO STATE FEDELMENTE DICHIARATE AI FINI DELLA DETERMINAZIONE DELLE TARIFFE NELLE STIME PERITALI PER LA MESSA IN GARA DEL SERVIZIO DI DISTRIBUZIONE DEL GAS NATURALE?

presentata il 9 aprile 2018 dal Consigliere Ruzzante



Premesso che:
- con legge regionale 22 gennaio 1987, n. 2 (abrogata dall’articolo 1, comma 1, della legge regionale 13 agosto 2009, n. 19 ) e con l’art.16 della Legge regionale 1 febbraio 1995, n. 6 (afferente il solo aumento del limite di importo oggetto dei contributi regionali) la Regione del Veneto ha disciplinato il proprio apporto al fine di incentivare “l’estensione e la razionalizzazione della rete di metanizzazione” nel territorio regionale (art. 1 lr n. 2/87), stabilendo di promuovere “l’elaborazione di programmi per aree territoriali, avvalendosi di apposite convenzioni con gli Enti energetici o società preposti nel settore, anche a livello locale. Mediante convenzioni, la Giunta regionale attiva inoltre l’assistenza tecnica nelle fasi di progettazione, esecuzione ed esercizio delle iniziative a favore degli Enti locali singoli, consorziati o costituiti in società che deliberino di gestire direttamente il servizio di distribuzione del metano. (art. 2, commi 1 e 2, lr n.2/87);
- in particolare, l’art. 3, comma 3, della legge regionale n.2/87, stabiliva il seguente presupposto fondamentale per l’erogazione del contributo a carico del bilancio regionale: “I contributi sono concessi a condizione che gli Enti locali deliberino di gestire il servizio di distribuzione del metano direttamente, tramite loro aziende, consorzi o Società per azioni nelle quali la loro partecipazione sia maggioritaria”;
- che l’art. 4 della prefata legge individuava le spese ammissibili a contributo in quelle per progettazione esecutiva, esecuzione dei lavori, impianti e forniture, IVA nella misura di legge, indennità connesse con la realizzazione delle opere e per adduttori secondari, cabine di decompressione, reti cittadine di distribuzione, nonché eventuali oneri a carico degli Enti locali per la realizzazione degli adduttori principali;
Appurato a seguito di riscontri effettuati presso i competenti uffici regionali, l’effettivo pagamento agli enti beneficiari a titolo di contributo per complessivi € 11.347.008,34, limitatamente al solo periodo 1992 al 2008;
Rilevato che:
- l’art. 14 del decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164 “Attuazione della direttiva n. 98/30/CE recante norme comuni per il mercato interno del gas naturale, a norma dell’articolo 41 della legge 17 maggio 1999, n. 144”, in tema di attività di distribuzione del gas naturale, al comma 1 stabilisce che “L’attività di distribuzione di gas naturale è attività di servizio pubblico. Il servizio è affidato esclusivamente mediante gara per periodi non superiori a dodici anni. Gli Enti locali che affidano il servizio, anche in forma associata, svolgono attività di indirizzo, di vigilanza, di programmazione e di controllo sulle attività di distribuzione, ed i loro rapporti con il gestore del servizio sono regolati da appositi contratti di servizio, sulla base di un contratto tipo predisposto dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas ed approvato dal Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto” e al comma 8 dispone che “Il nuovo gestore, con riferimento agli investimenti realizzati sugli impianti oggetto di trasferimento di proprietà nei precedenti affidamenti o concessioni, è tenuto a subentrare nelle garanzie e nelle obbligazioni relative ai contratti di finanziamento in essere o ad estinguere queste ultime e a corrispondere una somma al distributore uscente in misura pari al valore di rimborso per gli impianti la cui proprietà è trasferita dal distributore uscente al nuovo gestore. Nella situazione a regime, al termine della durata delle nuove concessioni di distribuzione del gas naturale affidate ai sensi del comma 1, il valore di rimborso al gestore uscente è pari al valore delle immobilizzazioni nette di località del servizio di distribuzione e misura, relativo agli impianti la cui proprietà viene trasferita dal distributore uscente al nuovo gestore, incluse le immobilizzazioni in corso di realizzazione, al netto dei contributi pubblici in conto capitale e dei contributi privati relativi ai cespiti di località, calcolato secondo la metodologia della regolazione tariffaria vigente e sulla base della consistenza degli impianti al momento del trasferimento della proprietà
- l’art. 46 bis (Disposizioni in materia di concorrenza e qualità dei servizi essenziali nel settore della distribuzione del gas), commi 1 e 2, del Decreto legge 1/10/2007, n. 159, stabilisce che “Al fine di garantire al settore della distribuzione di gas naturale maggiore concorrenza e livelli minimi di qualità dei servizi essenziali, i Ministri dello sviluppo economico e per gli affari regionali e le autonomie locali, sentita la Conferenza unificata e su parere dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas, individuano entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto i criteri di gara e di valutazione dell’offerta per l’affidamento del servizio di distribuzione di gas previsto dall’articolo 14 comma 1, del decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164, tenendo conto in maniera adeguata, oltre che delle condizioni economiche offerte, e in particolare di quelle a vantaggio dei consumatori, degli standard qualitativi e di sicurezza del servizio, dei piani di investimento e di sviluppo delle reti e degli impianti. 2. I Ministri dello sviluppo economico e per gli affari regionali e le autonomie locali, su proposta dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas e sentita la Conferenza unificata, determinano gli ambiti territoriali minimi per lo svolgimento delle gare per l’affidamento del servizio di distribuzione del gas, a partire da quelli tariffari, secondo l’identificazione di bacini ottimali di utenza, in base a criteri di efficienza e riduzione dei costi, e determinano misure per l’incentivazione delle relative operazioni di aggregazione.”
- l’articolo 24 decreto legislativo 1 giugno 2011, n. 93, sostituisce il comma 8 del previgente articolo 14 del D.lgs. n. 164 del 2000 con disposizione il cui secondo capoverso ha il seguente tenore “[...] Nella situazione a regime, al termine della durata delle nuove concessioni di distribuzione del gas naturale affidate ai sensi del comma 1, il valore di rimborso al gestore uscente è pari al valore delle immobilizzazioni nette di località del servizio di distribuzione e misura, relativo agli impianti la cui proprietà viene trasferita dal distributore uscente al nuovo gestore, incluse le immobilizzazioni in corso di realizzazione, al netto dei contributi pubblici in conto capitale e dei contributi privati relativi ai cespiti di località, calcolato secondo la metodologia della regolazione tariffaria vigente e sulla base della consistenza degli impianti al momento del trasferimento della proprietà.
- con Decreto 22 maggio 2014 il Ministero dello Sviluppo Economico ha emanato le “Linee Guida su criteri e modalità applicative per la valutazione del valore di rimborso degli impianti di distribuzione del gas naturale” precisando che sia il c.d. VIR (Valore industriale residuo) il rimborso spettante al gestore uscente in caso di subentro di un nuovo soggetto. Tale valore di rimborso, calcolato in conformità con l’art. 5 del Regolamento gare di cui al DM 226/2011 e alle Linee Guida del 7 Aprile 2014, a seguito dell’affidamento mediante gara d’ambito, rappresenta (delibere Autorità n. 367/2014 e 775/2016) il valore iniziale delle immobilizzazioni nette di località, ovvero la base per il calcolo degli ammortamenti e della remunerazione del capitale proprio netto investito nei casi in cui il gestore entrante sia diverso dal gestore uscente nel medesimo territorio comunale;
Considerato che:
- la corretta dichiarazione al Regolatore dei contributi pubblici ricevuti contribuisce significativamente al minor valore della cd “Regolatory Asset Base (RAB)” e di conseguenza consente di pervenire a una minore tariffa per il cittadino utente, mentre si determina una maggiorazione nel caso di omessa o parziale indicazione. Ciò comporta, all’evidenza, un indebito arricchimento del gestore del servizio e influisce negativamente sulla promozione della concorrenza e tutela del consumatore finale, fondamenti questi che costituiscono la ratio della direttiva comunitaria richiamata;
- dai dati resi noti dal Regolatore in ambito gare gas, risulterebbe che, oltre alle mancate dichiarazioni ai fini tariffari, interi bacini di reti e impianti per la distribuzione del gas sono stati oggetto di trasferimenti diretti e nelle valutazioni di stima non si è minimamente tenuto conto in deduzione dei finanziamenti pubblici a suo tempo erogati, con la conseguenza che i cittadini pagheranno una seconda volta l’intero valore degli impianti;
Accertato che a seguito dell’accesso effettuato presso i competenti uffici dell’amministrazione regionale, la Regione del Veneto ha erogato numerosi contributi ai sensi della legge regionale 22 gennaio 1987, n. 2 (Contributi finanziari ai comuni per interventi di metanizzazione nel Veneto);
Evidenziato che stante peraltro quanto si ricava dall’ampia e risalente cronaca giornalistica locale, ai fini della gestione reti e impianti del gas i comuni partecipanti all’ex Consorzio del Conselvano, alla liquidata Azienda Speciale Consorziale Padova Sud nonché alcuni comuni dell’ex Consorzio del Basso Vicentino, tutti beneficiari di contributi, confluirono nell’alveo di Cosecon Distribuzione S.p.A., divenuta Veneto Distribuzione e poi Enerco Distribuzione (che oggi risulta acquisita da Ital Gas[1]) con socio di maggioranza – soci e proprietari i comuni dell’area del conselvano, due comuni dell’ex consorzio Basso Vicentino, la Provincia di Padova e la Regione del Veneto tramite Veneto Sviluppo S.p.A.– la Cosecon S.p.A. - Società per lo sviluppo economico del Conselvano;
Appurato che dagli elenchi pubblici delle partecipazioni azionarie detenute da Veneto Sviluppo[2] risulta che tale società ha detenute azioni (pari al 10,84%) di Attiva S.p.A. dichiarata fallita e subentrata a Cosecon S.p.A.-Società per lo sviluppo economico del Conselvano, di cui sopra;
Il sottoscritto consigliere
interroga la Giunta regionale

per sapere se con riferimento ai contributi regionali erogati ai sensi della legge regionale 22 gennaio 1987, n. 2 e anche in considerazione del ruolo di azionista già assunto della Regione del Veneto in Attiva S.p.A. per il tramite di Veneto Sviluppo S.p.A.:
1) abbia o meno verificato che le somme erogate a titolo di contributo siano state oggetto di fedele dichiarazione da parte dei soggetti beneficiari in sede di determinazione delle tariffe di località;
2) abbia o meno verificato che le somme erogate siano state oggetto di fedele dichiarazione da parte dei soggetti beneficiari con particolare riferimento alla valorizzazione a stima industriale delle infrastrutture (perizie VIR) ai fini della messa in gara e trasferimento oneroso degli impianti;
3) in caso di risposta negativa a quanto rilevato sub 1) e 2), se abbia o meno comunque intenzione di predisporre e/o richiedere le opportune attività ispettive e di verifica in ordine alla corretta imputazione dei contributi regionali erogati ai fini della determinazione delle tariffe di località e della messa in gara e trasferimento oneroso degli impianti in discorso.


[1] https://finanza.repubblica.it/News/2017/12/06/italgas_perfezionata_acquisizione_di_enerco_distribuzione_s_p_a_-239/
[2] https://www.venetosviluppo.it/portal/portal/vs/Trasparenza/Enti/SocietaPartec
https://www.venetosviluppo.it/alfresco/service/att/PARTECIPAZIONI_SOCIETARIE_130215.pdf

SOMMARIO

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