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atti ispettivi

Contenuti: Interrogazione a risposta scritta n. 717 - 10^ legislatura
COREVE

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
DECIMA LEGISLATURA


INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA N. 717

WORLD CONGRESS OF FAMILIES A VERONA. PERCHÉ LA REGIONE VENETO HA CONCESSO IL PATROCINIO A UN EVENTO DISCRIMINATORIO NEI CONFRONTI DEI DIVERSI ORIENTAMENTI SESSUALI E DEI DIVERSI MODELLI DI FAMIGLIA?

presentata il 14 marzo 2019 dai Consiglieri Zanoni, Fracasso, Azzalin, Moretti, Salemi, Sinigaglia, Zottis e Guarda



Premesso che:
- il 29, 30 e 31 marzo prossimi si svolgerà a Verona il World Congress of Families (WCF), patrocinato dal Ministero per la Famiglia e le disabilità, con il previsto intervento di esponenti del Governo in carica, tra cui il Ministro dell’Interno Matteo Salvini, il Ministro per la Famiglia e le disabilità Lorenzo Fontana, il Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca Marco Bussetti, nonché il Presidente del Veneto Luca Zaia;
- il WCF è stato segnalato da organizzazioni per i diritti civili come il Southern Poverty Law Center (SPLC) e l’Human Rights Campaign con la dicitura di “hate group” (gruppo d’odio). Infatti, tra gli obiettivi del WCF non rientra soltanto la difesa della “famiglia naturale”, ma anche la promozione di una concezione delle relazioni familiari basata sulla subordinazione della donna all’uomo e su una decisa compressione dell’autodeterminazione femminile, ad esempio per ciò che riguarda la conciliazione tra vita familiare e lavoro;
- la Regione Veneto ha concesso il proprio patrocinio alla suddetta iniziativa.
Considerato che:
- come ampiamente riportato dagli organi di stampa, tra i soggetti organizzatori del WCF figurano associazioni e gruppi – anche stranieri – che si distinguono per un messaggio gravemente omofobo e di sostegno a leggi liberticide e miranti alla repressione penale dell’omosessualità, oltre che alla limitazione dell’autodeterminazione in materia affettiva e familiare;
- secondo il programma ufficiale del suddetto evento, al congresso sono previsti gli interventi di alcune personalità di spicco dell’antiabortismo e dei sostenitori della famiglia tradizionale come il russo Dmitri Smirnov (presidente della Commissione patriarcale per la famiglia e la maternità che ha lo scopo di influenzare il parlamento russo e di aiutare il presidente Vladimir Putin a sviluppare politiche in linea con le indicazioni della chiesa ortodossa), la ministra per la famiglia del governo ungherese, Katalin Novak e il presidente moldavo Igor Dodon, che ha spesso espresso posizioni omofobe;
- al WCF è prevista anche la presenza dell’attivista nigeriana Theresa Okafor (che nel 2014 ha proposto una legge che criminalizza le unioni tra persone dello stesso sesso) e dell’ugandese Lucy Akello, Ministro ombra per lo sviluppo sociale che, secondo quanto riportato da alcuni organi di informazione, nel 2017 avrebbe presentato al parlamento una legge contro le coppie omosessuali.
Valutato che:
- il suddetto evento e le sopra citate presenze paiono in netto contrasto con l’articolo 3 della Costituzione che riconosce il principio della pari dignità sociale di tutti i cittadini e il divieto di discriminazione sulla base, tra l’altro, delle “condizioni personali e sociali”, nonché con l’articolo 21 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea che sancisce espressamente il divieto di discriminazione in ragione dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere”;
- la consolidata giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo ha da tempo riconosciuto che alle coppie formate da persone dello stesso sesso spetta il pieno riconoscimento del diritto alla vita familiare ivi compreso il riconoscimento della possibilità di adottare il figlio del partner;
- la stessa Corte europea dei diritti dell’uomo ha sancito la contrarietà nei confronti di qualunque discriminazione fondata sull’orientamento sessuale, così come delle condotte discriminatorie veicolate da discorsi d’odio e volte ad incidere sulla libertà di espressione delle persone.
Tutto ciò premesso, i sottoscritti consiglieri regionali
chiedono al Presidente della Giunta regionale

se il tentativo di accaparrarsi i voti della destra più reazionaria giustifichi la concessione del patrocinio della Regione Veneto a un evento discriminatorio nei confronti dei diversi orientamenti sessuali e dei diversi modelli di famiglia.

SOMMARIO

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