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atti ispettivi

Contenuti: Interrogazione a risposta scritta n. 789 - 10^ legislatura
COREVE

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
DECIMA LEGISLATURA


INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA N. 789

PREDAZIONI DA LUPO. GLI ALLEVATORI SOLLECITANO INTERVENTI INCISIVI IN MATERIA DI RECINZIONI: VERRANNO ADOTTATE SOLUZIONI PIÙ IDONEE, COME GIÀ AVVIENE IN ALTRE REGIONI E PROVINCE ITALIANE?

presentata il 9 agosto 2019 dai Consiglieri Guarda, Bartelle, Ruzzante e Zanoni



Premesso che:
- negli ultimi mesi in Veneto si è registrato un considerevole aumento degli episodi legati alle predazioni da lupo. Le zone più colpite dal fenomeno sono la Lessinia e l’Altopiano di Asiago;
- da tempo molti allevatori, oltre a sostenere l’evidente inefficacia delle reti di contenimento del bestiame reso disponibile dalla Regione del Veneto, stanno rivolgendo le proprie osservazioni e rilevazioni all’assessore all’agricoltura e alle strutture regionali competenti.
Ritenuto che sulla base dei report scientifici elaborati dagli esperti consultati da una serie di istituzioni pubbliche (come ad esempio le Regioni Emilia-Romagna e Toscana, la Provincia di Firenze e la Provincia autonoma di Trento), emerge che:
- la capacità del lupo a superare recinzioni tradizionali è elevatissima. Nella gran parte dei casi il punto di passaggio in cui le recinzioni vengono forzate, è la parte bassa vicina al terreno dove il predatore tende a infilarsi con il muso. Le recinzioni tradizionali, ad esempio con la classica “rete da pecore” non solo non rappresentano minimamente un ostacolo per il predatore, ma anzi funzionano da trappole per i domestici, facilitando la predazione del lupo e favorendo casi di uccisioni multiple per soffocamento;
- fare prevenzione non significa necessariamente andare nella direzione della eliminazione totale degli attacchi, ma riportarli ad un livello fisiologico, economicamente sostenibile dall’allevatore. Per questo motivo si dovrebbe parlare di “mitigazione” del danno. In questa ottica è quindi da ricercare la soluzione tecnico/gestionale che assicuri il miglior rapporto tra costi di realizzazione e gestione e risultati ottenuti. È quindi importante conoscere le varie tecniche e opere di prevenzione in modo da scegliere quella più adatta alla singola realtà ambientale, gestionale, economica e che poi sia effettivamente gestibile dal conduttore;
- in tutte le zone dove si rende necessario assicurare il pascolo notturno, o quando non si raggruppano gli animali alla sera, può essere opportuno realizzare recinti ampi. Anche nei casi in cui i predatori hanno la consuetudine di attaccare gli animali in pieno giorno queste strutture possono garantire una prevenzione efficace. Si tratta prevalentemente di recinzioni elettrificate o “miste”. Opere di questo genere possono avere dimensioni variabili (a Firenze sopra i 50ha o porzioni di pascolo per periodi più a rischio), in base alla forma e dimensione dei pascoli, in base alla disponibilità di corrente elettrica a rete (in questo caso è possibile montare elettrificatori molto più potenti che riescono ad alimentare molti chilometri di cavo) ed in base alla disponibilità aziendale a realizzare e mantenere efficiente l’impianto.
Tutto ciò premesso i sottoscritti consiglieri
chiedono all’Assessore regionale all’Agricoltura

se è sua intenzione rispondere alle esigenze avanzate dagli allevatori prendendo esempio dalle esperienze di altre Regioni e Province che registrano un’importante diminuzione delle predazioni da lupo, attraverso l’utilizzo di adeguate recinzioni ed in sinergia con altri sistemi di prevenzione.


SOMMARIO

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