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Contenuti: Mozione n. 5 - 10^ legislatura
COREVE

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
DECIMA LEGISLATURA


MOZIONE N. 5

NO AL NUOVO CENTRO DI ACCOGLIENZA E SMISTAMENTO PROFUGHI NELL’EX BASE MISSILISTICA DI BAGNOLI DI SOPRA

presentata il 28 luglio 2015 dai Consiglieri Barison, Giorgetti e Donazzan


Il Consiglio regionale del Veneto

PREMESSO che, da notizie diffuse attraverso gli organi di stampa nei giorni scorsi, si è appreso che il Capo Dipartimento per l’Immigrazione del Ministero dell’Interno, Mario Morcone, avrebbe individuato l’ex base missilistica di San Siro di Bagnoli di Sopra per la realizzazione di un nuovo Centro di accoglienza e smistamento profughi provinciale;
PREMESSO altresì che le medesime informazioni risultano confermate dal sindaco di Bagnoli di Sopra, che in data 25 luglio 2015 ha diffuso una nota con la quale “esprime in modo chiaro e fermo la sua opposizione” a un simile progetto con le seguenti motivazioni:
- l’elevato numero di profughi concentrati in un’unica location rende difficile se non impossibile il controllo, nonché alto il rischio che si creino situazioni di degrado sociale;
- le strutture residenziali dell’ex base di Bagnoli si presentano in condizioni obsolete, quindi l’accoglienza dovrebbe essere organizzata in case prefabbricate o tendopoli dove le condizioni di vita non possono essere definite dignitose nella calura estiva e/o nel rigido inverno;
- il Comune e la “bassa padovana” non possono essere in grado di affrontare un arrivo di centinaia di profughi senza che si creino tensioni sociali, soprattutto tenuto conto che il territorio patisce da anni gravi conseguenze derivanti dal perdurare della crisi economica in termini occupazionali e di crisi aziendali;
- il Comune di Bagnoli, con poco più di 3.000 abitanti, ospita già nel proprio territorio 26 profughi ponendosi quindi ampiamente in linea con un programma di “accoglienza diffusa”;
RICHIAMATA altresì la grave situazione della “bassa padovana”, tra le zone regionali che maggiormente hanno patito gli effetti della crisi economica, dove si registrano numerose crisi aziendali, basti ricordare il settore del legno e del mobile, pressoché scomparso, o ancora il settore metalmeccanico che ha visto la chiusura di numerose aziende di grandi dimensioni, come le industrie Puma di Tribano, o, ancora, il caso del comparto dei cementifici tra Este e Monselice in fase di smobilitazione o la situazione del settore dell’autotrasporto decimato dalle numerose crisi aziendali manifatturiere;
DATO ATTO che questo stato di crisi si è tradotto nel più alto tasso di disoccupazione di tutta la provincia di Padova, con migliaia di persone senza lavoro e che non riescono ancora, ad anni di distanza, a ricollocarsi nel mercato del lavoro;
RILEVATO quindi come sia necessario applicare in questa specifica zona della bassa padovana piuttosto politiche di rilancio dell’economia e del mercato del lavoro anziché aggravare la situazione aggiungendo “problemi nuovi” su “problemi vecchi”;
CONSIDERATO che la gestione dei profughi, portata avanti in modo impositivo, in molte località venete ha causato forti tensioni sociali, basti ricordare i recenti casi di Treviso ed Eraclea;
RILEVATO che la medesima situazione critica rischia di ripresentarsi anche a Bagnoli di Sopra dove sono già nati diversi comitati spontanei di cittadini e sabato 25 luglio 2015 centinaia di residenti hanno inscenato una prima manifestazione di protesta davanti alla ex base missilistica, alla quale anche il Consigliere regionale Massimiliano Barison ha partecipato raccogliendo istanze, preoccupazioni e proteste della Comunità locale;
EVIDENZIATO altresì che a soli 5 Km dal territorio comunale di Bagnoli, nel Comune di Cona (VE), è stato già aperto un Centro di accoglienza e smistamento per la provincia di Venezia, creando così i presupposti di una elevata concentrazione di profughi tra Bagnoli (PD) e Cona (VE) in un brevissimo raggio di distanza;
RITENUTO che, con queste premesse, nessuna decisione possa essere calata dall’alto sulle teste di sindaci e cittadini;
RITENUTO quindi necessario favorire un diverso modo operativo che privilegi in prima istanza l’aiuto alle popolazioni direttamente nei Paesi di provenienza, che responsabilizzi tutti i Paesi Europei nell’affrontare un tema tanto complesso e vasto, e che, in ogni caso, in Italia l’accoglienza rischia di trasformarsi in “ghettizzazione”;
impegna il Presidente e la Giunta regionale

a rendersi parte attiva e intraprendere ogni azione necessaria:
- a tutelare i sindaci e le Comunità Locali del territorio regionale coinvolte e/o interessate dal tema dei profughi affinché nessuna scelta sia “calata dall’alto”;
- a richiedere al Ministero degli Interni che ogni ipotesi/programma che riguardi la gestione dei profughi in Veneto, anche per il tramite dei prefetti, siano necessariamente e preliminarmente condivise con le Istituzioni Locali su vasta scala;
- ad opporsi fermamente, per i motivi in premessa richiamati, alla realizzazione di un nuovo centro di accoglienza e smistamento profughi a Bagnoli di Sopra.


SOMMARIO

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