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Contenuti: Mozione n. 23 - 10^ legislatura
COREVE

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
DECIMA LEGISLATURA


MOZIONE N. 23

RICHIESTA AL GOVERNO DI ADOTTARE PROVVEDIMENTI PER IMPEDIRE ALLE AZIENDE DI UTILIZZARE TRASFERIMENTI PER OPERARE DI FATTO LICENZIAMENTI COLLETTIVI

presentata il 24 settembre 2015 dai Consiglieri Donazzan, Barison e Giorgetti


Il Consiglio regionale del Veneto

PREMESSO che negli ultimi mesi si sono verificati in Veneto almeno tre casi di aziende di medie o piccole dimensioni che hanno deciso di trasferire la sede a più di un centinaio di chilometri di distanza, affermando che si tratterebbe di scelta dettata da motivi economici e/o organizzativi e dando breve termine ai dipendenti per decidere se aderire al trasferimento o licenziarsi;
TENUTO CONTO che i tentativi di gestire le situazioni in corso attraverso il dialogo con le aziende sono finora stati inutili, e basti a solo titolo d’esempio citare alcuni casi:
a) in un primo caso (Allison di Padova, 120 dipendenti trasferiti in provincia di Mantova) l’azienda ha rifiutato il dialogo con le Istituzioni sia provinciali sia regionali;
b) in un secondo caso (MCS, 100 dipendenti, da Valdagno trasferite a Mestre) è stato impossibile ragionare con l’azienda, ferma sulle proprie posizioni;
c) in un terzo caso (Vetronaviglio, 23 dipendenti, trasferimento da Scorzè a Milano) è stata invitata in Regione per un confronto per fine settembre, ma i tentativi già intrapresi finora con questa impresa a livello provinciale non sono stati fruttuosi;
RILEVATO che le ragioni addotte dalle aziende per il trasferimento e le logiche aziendali sottostanti risultano incomprensibili e, tenuto conto che, almeno nei primi due casi, l’azienda non ha dato alcuna disponibilità ad incentivare i trasferimenti sia sotto il profilo economico (incentivi, contributi ai costi di trasporto, etc...), sia gestionale (orari, flessibilità), non si capisce come un’azienda intenzionata a un serio e reale trasferimento di sede non venga incontro alle esigenze dei propri dipendenti se ci tiene a conservarli per proseguire regolarmente l’attività;
CONSIDERATO che tale atteggiamento farebbe pensare a un utilizzo del trasferimento per raggiungere l’obiettivo di costringere la maggioranza dei dipendenti a licenziarsi, ottenendo così di ridurre l’organico senza pagare le decine di migliaia di euro di contributi all’INPS che sarebbero dovute in caso di licenziamento ed evitando altresì eventuali cause legali, oppure, in prospettiva, per iniziare un percorso che porti in breve tempo alla chiusura dell’azienda, con costi e tempi enormemente ridotti rispetto all’iter consueto;
DATO ATTO che si ritiene tale comportamento, se questi ultimi sospetti fossero fondati, inaccettabile ma soprattutto che un sistema che lo permetta sia un sistema che non funziona e non tutela correttamente e a sufficienza i diritti dei lavoratori;
impegna la Giunta regionale

- a sollevare questa questione presso il Ministero dello Sviluppo Economico, chiedendo al Governo di adottare con urgenza dei provvedimenti che impediscano alle aziende di usare i trasferimenti per operare di fatto dei licenziamenti collettivi;
- a richiamare le associazioni datoriali affinché dissuadano i propri iscritti da questo tipo di scelte e in generale da atteggiamenti di chiusura nei confronti di sindacati e Istituzioni;
- ad affrontare questo tema presso la Commissione regionale di Concertazione tra le Parti Sociali.


SOMMARIO

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