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Contenuti: Mozione n. 72 - 10^ legislatura
COREVE

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
DECIMA LEGISLATURA


MOZIONE N. 72

CA’ FILISSINE UN PROGETTO DA 2,7 MILIONI DI TONNELLATE DI RIFIUTI: NUOCE GRAVEMENTE ALLA SALUTE

presentata il 25 novembre 2015 dai Consiglieri Montagnoli, Brusco, Valdegamberi e Giorgetti


Il Consiglio regionale del Veneto

PREMESSO CHE:
- la realizzazione e la gestione della discarica di Ca’ Filissine - impianto autorizzato allo smaltimento dei rifiuti solidi urbani (RSU) e rifiuti assimilabili agli urbani (RSA) sono state affidate in concessione alla società Aspica Srl (successivamente incorporata dalla società Daneco Gestione Impianti S.p.A.) con convezione del 17 febbraio 1987;
- a seguito dell’approvazione di un progetto di ampliamento della discarica, il Comune ha affidato i lavori di ampliamento e la successiva gestione direttamente alla medesima concessionaria in forza di una nuova convenzione stipulata in data 1° novembre 1999, avente un durata decennale ma con protrazione della stessa oltre i dieci anni “ove a tale data non risultasse esaurita la volumetria prevista nel progetto della discarica per il tempo necessario al totale completamento dell’impianto”;
- in data 28 agosto 2006 la discarica è stata oggetto di un provvedimento di sequestro preventivo da parte dell’Autorità giudiziaria per il sospetto di inquinamento delle acque di falda e l’attività di conferimento dei rifiuti è stata sospesa quando ancora la volumetria dell’impianto non era esaurita;
- nel marzo del 2007 i consulenti tecnici della Procura hanno individuato quale unica fonte dell’inquinamento della falda acquifera la discarica Ca’ Filissine;
APPURATO CHE:
- la vigente convenzione stipulata nel 1999, avente ad oggetto l’ampliamento di una discarica già esistente, risulta essere una convenzione aggiuntiva ad un precedente atto convenzionale risalente al 1987, stipulato direttamente con l’allora società Aspica Srl in assenza di confronto competitivo;
- occorre considerare che la durata decennale, prevista dalla convenzione, risulta essere ampiamente superata e che il mancato esaurimento della volumetria della discarica, che andrebbe a prorogare la durata stessa, è imputabile al sequestro del sito e alla conseguente cessazione dei conferimenti dei rifiuti, a sua volta dovuto al riscontrato inquinamento della falda acquifera a valle della discarica;
- il 13 settembre 2015 la Giunta comunale ha approvato il progetto di bonifica presentato dalla ditta Daneco Spa, che prevede una ripresa del conferimento di rifiuti speciali, per arrivare alla chiusura definitiva del sito nel 2030. Nello specifico, si tratta di conferire circa 2 milioni e 677 mila tonnellate di rifiuti speciali ad un’altezza attuale di 33 metri, per giungere ad un’altezza finale di 75 metri dal fondo della discarica;
RITENUTO CHE:
- la succitata convenzione pone a carico di Daneco Spa l’obbligo di curare la corretta gestione della discarica provvedendo alla manutenzione ordinaria delle opere e delle attrezzature destinate all’impianto e sancisce l’impegno a mantenere il livello di percolato in discarica secondo le indicazioni dell’organo di controllo, sancendo la decadenza di tale contratto in caso di inadempimento degli obblighi;
- quanto emerso dalle risultanze istruttorie del giudizio penale evidenzierebbe una gestione non corretta, gravemente lacunosa sotto il profilo della manutenzione dell’impianto e del controllo del livello di percolato, e più in generale del diligente esercizio della discarica, violando così gli impegni contrattuali;
- il mutamento della tipologia dei rifiuti conferiti in discarica (da RSU a rifiuti speciali non pericolosi) comporta una modifica sostanziale dell’oggetto dell’attuale convenzione con Daneco spa, poiché determina un sicuro cambiamento del piano tariffario oltre che una presumibile variazione della modalità di trattamento dei rifiuti, e che dovrebbe, quindi, richiedere l’affidamento ex novo della gestione della “nuova” discarica tramite autonoma procedura ad evidenza pubblica;
PUR DATO ATTO che l’attuale amministrazione comunale, approvando nel settembre del 2015 la modifica all’originario progetto ha, tra l’altro, deliberato di tener conto delle indicazioni contenute nel parere espresso su tutta la vicenda dall’ANAC prescindendo dal diretto coinvolgimento della società Daneco nella fase di aggiornamento del progetto e intendendo attivare, per la successiva ed eventuale fase di realizzazione e gestione affidamento, delle procedure ad evidenza pubblica in conformità alla vigente normativa nazionale di settore;
EVIDENZIATO che ciò nonostante, appare in ogni caso improponibile e disdicevole per la salute pubblica e per l’ambiente la previsione di un apporto considerevole di rifiuti di natura industriale in un contesto particolarmente fragile dal punto di vista idrogeologico ed ambientale, già fortemente provato dall’esistenza di una discarica di rifiuti urbani ed abbisognevole solo di una soluzione definitiva che comporti la bonifica ed il ripristino ambientale dell’intera area;
PRESO ATTO CHE:
- sono già state raccolte oltre 4000 firme tra i residenti del Comune di Pescantina e i lavoratori del territorio per l’indizione del referendum che riguarda il piano di bonifica del Comune, il tema dell’ampliamento della discarica e la valutazione degli aspetti ambientali e sanitari;
- l’effetto di collocare una immensa discarica di rifiuti speciali proprio ai piedi e all’ingresso del comprensorio della Valpolicella comporterà un effetto assolutamente negativo sia dal punto vista turistico, visto anno dopo anno scoprono sempre più le meraviglie di questa terra, e tutte le attività commerciali connesse e non;
RILEVATO, INFINE, CHE:
- il Piano regionale di gestione dei rifiuti urbani e speciali vieta l’apertura di nuove discariche in zone di ricarica degli acquiferi;
- la discarica costituisce allo stato ancora un pericoloso vulnus per la salute pubblica e l’ambiente stante il fatto che perde e qualora il percolato dovesse fuoriuscire, visto che arriva a oltre 36 metri di battente, andrebbe direttamente in falda da dove si pesca l’acqua potabile;
impegna la Giunta regionale

- a valutare se per le motivazioni addotte in premessa l’intervento proposto dal Comune di Pescantina, possa essere ricondotto alla sola applicazione delle misure necessarie a porre in essere la sicurezza del sito dal punto di vista impiantistico ed ambientale scongiurando, tuttavia, l’apporto di nuovi rifiuti (ovvero limitando al minimo i quantitativi e le tipologie di rifiuti conferiti per sostenere i costi del risanamento) respingendo qualsivoglia approvazione di progetti di diverso contenuto;
- a vigilare che l’eventuale realizzazione degli interventi di bonifica ambientale sia progettata e attuata nel rispetto della vigente normativa europea e nazionale in materia di lavori ed affidamento di servizi pubblici, attenendosi alle indicazioni fornite dall’Anac in relazione alla scelta del contraente;
- a istituire un tavolo tecnico tra tutte le amministrazioni interessate con la partecipazione dei comitati dei cittadini, per l’esposizione di tutte le problematiche che comporterebbe la riapertura della discarica e le eventuali proposte alternative;
- ad attivarsi presso il Ministero dell’Ambiente affinché vengano reperite le risorse finanziarie necessarie per bonificare la discarica di Ca’ Filissine, valutandone, successivamente, l’eventuale chiusura o l’affidamento della gestione ad altra ditta, tramite bando di gara.


SOMMARIO

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