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Contenuti: Mozione n. 94 - 10^ legislatura
COREVE

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
DECIMA LEGISLATURA


MOZIONE N. 94

LA REGIONE VENETO CONTRASTI L’APPROVAZIONE DEL DDL CIRINN└ E ADERISCA COME ISTITUZIONE AL FAMILY DAY IN PROGRAMMA A ROMA SABATO 30 GENNAIO 2016 A SOSTEGNO DELLA FAMIGLIA NATURALE

presentata il 18 gennaio 2016 dai Consiglieri Donazzan, Barison e Giorgetti



Il Consiglio regionale del Veneto

PREMESSO CHE:
- l’art. 29 della Costituzione Italiana riconosce il “ruolo sociale della famiglia come societÓ naturale fondata sul matrimonio”;
- la famiglia naturale, formata dall’unione di un uomo e una donna, Ŕ l’unica istituzione naturale in cui pu˛ nascere una nuova vita, e l’ambito sociale pi¨ adatto ad accogliere i minori in difficoltÓ, anche attraverso l’istituto dell’affidamento e dell’adozione;
- il terzo comma dell’art. 16 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo sancisce che: “la famiglia Ŕ il nucleo naturale e centrale della societÓ e ha diritto ad essere protetta dalla SocietÓ e dallo Stato”;
- la Giunta Regionale del Veneto con la DGR n. 2268 del 27 novembre 2014 recependo la mozione n. 270 approvata dal Consiglio Regionale in data 14 ottobre 2014, istituisce la “Festa della Famiglia Naturale” e respinge il documento che enuncia gli Standard per l’Educazione Sessuale in Europa non condividendone tout court i contenuti;
- nella famiglia naturale la persona non solo viene generata, ma progressivamente introdotta, mediante l’educazione, nella ComunitÓ Umana;
CONSIDERATO CHE:
- il riconoscimento di diritti patrimoniali e non matrimoniali, individuali e non di coppia alla persona omosessuale che convive con altra persona dello stesso sesso, non determina alcuna analogia con il matrimonio;
- in tutto il Paese, con il pretesto di combattere “inutili” stereotipi, si stanno moltiplicando i casi di aperta propaganda contro la famiglia naturale soprattutto nel mondo scolastico, con proiezione di film e sitcom gay, diffusione di fiabe rivedute e corrette in chiave omosessuale consegnate ai bimbi della scuola dell’infanzia e pubblicate dall’UNAR, ufficio che dipende dal Dipartimento Pari OpportunitÓ che a sua volta fa capo al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali;
- da qualche tempo la famiglia naturale sta subendo un’aggressione culturale senza precedenti, che vorrebbe equipararla alle unioni di persone dello stesso sesso, riconoscendo il diritto all’adozione e alla “produzione” di bambini con utero in affitto;
- il disegno di legge 2081 (c.d. CirinnÓ) che andrÓ in discussione nelle aule parlamentari alla fine del mese di gennaio 2016, manifesta la palese volontÓ di equiparare le unioni civili tra persone dello stesso sesso all’istituto giuridico del matrimonio. La disciplina degli impedimenti, il contenuto dei diritti e dei doveri reciproci, il regime successorio, le generali prescrizioni normative dedicate ai coniugi, persino lo scioglimento del rapporto, tutto in sostanza viene assimilato alla disciplina tipica del matrimonio. In questo modo non solo si contravviene ai principi costituzionali accennati in premessa, ma anche alle sentenze della Corte Costituzionale n. 138 del 2010 e n. 170 del 2014, che hanno confermato che il modello del matrimonio deve presentare il requisito essenziale della eterosessualitÓ;
- il ddl CirinnÓ prevede inoltre la possibilitÓ di adozione del figlio naturale o adottato del partner da parte dell’altro componente della coppia omosessuale. Nel caso in questione sia che si parli di stepchild adoption, sia che si parli, secondo le ultime indiscrezioni sulle modifiche, di affidamento rafforzato risulta preoccupante la privazione per il figlio della relazione paterna e materna congiunta; e in taluni casi la possibilitÓ di adozione pu˛ incentivare, in vista di una doppia paternitÓ nella coppia omosessuale maschile, il ricorso alla maternitÓ surrogata, o “utero in affitto”, vietata dalla legge italiana e ripugnante alla comune coscienza;
- secondo i nostri calcoli sembra esservi una sottostima degli oneri finanziari connessi all’approvazione della CirinnÓ. Il Servizio Bilancio del Senato, assumendo una platea pi¨ ampia di quella considerata nel ddl, stima in ben 50 milioni di euro il costo annuo dell’erogazione della pensione di reversibilitÓ al partner superstite di una unione formata secondo la nuova disciplina;
- il 30 gennaio 2016 si svolgerÓ a Roma il “Family Day”: una manifestazione organizzata da numerose Associazioni che da anni sono impegnate nella difesa dei valori non negoziabili che in parte costituiscono l’essenza dell’istituzione famiglia naturale;
- la manifestazione avrÓ il principale scopo di contrastare l’approvazione del ddl CirinnÓ da parte del Parlamento, per i motivi sopra enunciati;
RICHIAMATA, inoltre, la mozione a sostegno della famiglia naturale, approvata da questo stesso Consiglio Regionale il 14 ottobre 2014;
tutto ci˛ premesso;
impegna la Giunta regionale

1) a porre in essere tutte le iniziative necessarie per opporsi in modo deciso all’approvazione da parte del Parlamento del ddl CirinnÓ;
2) di aderire ufficialmente, in qualitÓ di Istituzione Regionale, come ha fatto pochi giorni fa la Regione Lombardia, al “ Family Day” in programma a Roma sabato 30 gennaio p.v. inviando una propria delegazione. La manifestazione sicuramente rispecchia appieno l’indirizzo politico favorevole alla difesa della famiglia naturale che pi¨ volte l’Assemblea Regionale ha espresso.


SOMMARIO

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