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Contenuti: Mozione n. 95 - 10^ legislatura
COREVE

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
DECIMA LEGISLATURA


MOZIONE N. 95

LA GIUNTA REGIONALE SOLLECITI IL PARLAMENTO ED IL GOVERNO AD INTERVENIRE A TUTELA DEGLI AGENTI DI POLIZIA PENITENZIARIA OPERANTI NELLE CARCERI ITALIANE

presentata il 20 gennaio 2016 dal Consigliere Berlato


Il Consiglio regionale del Veneto

PREMESSO CHE:
- il corpo di Polizia Penitenziaria rappresenta una categoria di lavoratori impegnata su uno dei fronti più caldi dell’intera pubblica amministrazione, uomini e donne impegnati quotidianamente nel difficilissimo compito di garantire l’ordine e la sicurezza all’interno degli istituti penitenziari, ma anche di contribuire, con la loro presenza e con il loro lavoro, a creare quelle condizioni, previste dalla normativa, utili al reinserimento sociale dei ristretti;
- questi lavoratori trascorrono, reclusi tra i reclusi, le loro giornate tra il dolore e la sofferenza, talvolta tra le minacce e la violenza, facendosi carico, spesso in un modo inconsapevolmente abnorme, dei disagi e dei drammi di migliaia di disperati;
- le condizioni di lavoro sono spesso al limite della umana sopportazione: questi operatori sono costretti a turni massacranti, specie di notte, quando un solo agente non di rado presidia una intera sezione, dove sono presenti centinaia di detenuti;
CONSIDERATO CHE:
- la sentenza “Torreggiani” ha fatto nascere i nuovi regimi detentivi cosiddetti “aperti” con celle aperte dalle otto del mattino alle otto di sera, contribuendo ad aumentare in maniera esponenziale i rischi di aggressioni da parte dei detenuti ai danni della Polizia Penitenziaria;
- i fatti di cronaca in diverse parti d’Italia, mostrano purtroppo la grave situazione in cui si trova ad operare il personale del Corpo della polizia penitenziaria sia in termini di sicurezza che di carenza di personale; numerosi sono stati infatti negli ultimi mesi episodi di aggressione che hanno coinvolto agenti finiti in ospedale con prognosi più o meno gravi;
RILEVATO CHE:
- gli agenti di polizia penitenziaria operano all’interno dei reparti detentivi senza nessun dispositivo di protezione o difesa con il rischio, in caso di aggressione o minacce, di poter essere accusati di utilizzare le proprie mani a danno dei detenuti per aver solo difeso la propria incolumità;
- e così, non di rado alla tragica conta dei suicidi in carcere tra i detenuti, si devono aggiungere i suicidi del personale di polizia penitenziaria, certamente motivati da vicende personalissime, ma sulle quali l’ambiente lavorativo può avere un’influenza determinante, visto l’elevato numero di queste tragedie;
EVIDENZIATO CHE:
- lo Stato si è salvaguardato dal ricevere sanzioni dall’Europa ma dall’altro sembra non aver creato gli opportuni presupposti per un ambiente idoneo e compatibile affinché questa nuova modalità di detenzione potesse essere sostenibile per il sistema carcerario così come organizzato;
- l’attuale emergenza del sovraffollamento sta rendendo la situazione ancor più drammatica e le carceri somigliano ogni giorno di più ad una bomba pronta ad esplodere;
- non è da sottovalutare altresì il rischio terrorismo all’interno degli stessi istituti penitenziari da parte di detenuti stranieri, presenti in maniera sempre più dominante;
- mancano strutture idonee ad accogliere i carcerati vista la vetustà di molti istituti che ormai sono da chiudere mentre alcuni appena aperti o in fase di apertura convivono già con problemi di carenza di personale, necessità di prime manutenzioni e sporcizia;
- a Rovigo, per esempio, la nuova struttura carceraria a 24 mesi dalla fine dei lavori non è ancora attiva e oltre alla presenza di danni strutturali e sporcizia, risulta senza nuovo personale. Gli operatori faticano a gestire la loro presenza in entrambi le strutture, quella vecchia che vede la presenza di detenuti e quella nuova, sorvegliata solo perimetralmente fino alla definitiva apertura, senza detenuti;
RITENUTO che al personale di polizia penitenziaria, come a tutti gli operatori penitenziari, vada riservata un’attenzione particolare nell’ambito dell’auspicata riforma della giustizia, ormai non più rinviabile, o comunque con provvedimenti da attuarsi in tempi brevi;
impegna la Giunta regionale

a sollecitare il Parlamento e il Governo ad atti urgenti finalizzati alla tutela degli agenti di Polizia Penitenziaria operanti nelle carceri italiane per risolvere i problemi di sicurezza, di carenza di personale e ambientali.


SOMMARIO

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