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Contenuti: Mozione n. 122 - 10^ legislatura
COREVE

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
DECIMA LEGISLATURA


MOZIONE N. 122

DIAMO CERTEZZE AL PRESENTE E AL FUTURO DI VENETO STRADE

presentata il 5 aprile 2016 dai Consiglieri Bassi, Casali, Zorzato, Negro, Brusco, Bartelle, Scarabel, Baldin, Berti, Zanoni, Sinigaglia, Azzalin, Salemi, Zottis, Fracasso, Ruzzante, Conte e Pigozzo


Il Consiglio regionale del Veneto


PREMESSO CHE:
- Veneto Strade Spa è una società per azioni, a capitale pubblico/privato, che cura la gestione delle strade regionali venete oltre ad alcune strade provinciali e statali dismesse;
- il capitale sociale è di proprietà della Regione Veneto (30%), della Provincia di Belluno (7,14%)‎, della Provincia di Padova (7,14%)‎, della Provincia di Rovigo (7,14%)‎, della Provincia di Treviso (7,14%)‎, della Provincia ‎di Verona (7,14%)‎, ‎della Provincia di Vicenza (7,14%)‎, della Città Metropolitana di Venezia (7,14%)‎, dell’Autostrada Serenissima SpA (5%), di Autostrade per l’Italia (5%), di Autovie Venete (5%) e di A4 Holding SpA (5%);
- il sistema di finanziamento della società è basato, fin dal 2002, sull’apporto di contributi da parte delle Province sulla base di convenzioni sottoscritte per la gestione della rete ex-Anas loro delegata in seguito alla cosiddetta riforma Bassanini;
- dal 2011, con ognuno dei governi nazionali che si sono succeduti, tale meccanismo di finanziamento è entrato in crisi, che è stata di anno in anno più significativa. Infatti il D.Lgs. n. 68/2011 sul federalismo fiscale regionale e provinciale ha previsto che i trasferimenti statali alle Province vengano soppressi dal 2012 e sostituiti con un fondo sperimentale di riequilibrio, ove in prima battuta sono stati integralmente riconosciuti i trasferimenti finalizzati alla gestione della rete viaria ex Anas che poi, via via, è stato oggetto di ripetuti e significativi tagli da parte dello Stato. Ovviamente questi tagli hanno portato le Province ad iniziare un costante confronto con Veneto Strade al fine di rideterminare annualmente le quote da trasferire alla società stessa: quote che naturalmente sono sempre più diminuite;
- per meglio comprendere l’entità della riduzione di risorse basti evidenziare che dal 2010 al 2015 la riduzione dei trasferimenti da parte delle Province è stata del 46% e le prospettive per il 2016 appaiono ancora più penalizzanti:
Provincia
2010
2011
2012
2013
2014
2015
riduzione %
2010-2015
2016
(stima)
riduzione %
2010-2016
Belluno
15,0
10,1
7,8
7,0
9,0
7,1
-53,0%
?
?
Padova
3,5
3,5
2,7
2,6
2,7
2,1
-39,3%
?
?
Rovigo
1,5
1,1
1,1
0,5
0,9
0,8
-47,2%
?
?
Treviso
4,7
4,7
3,7
3,5
3,6
2,9
-38,3%
?
?
Venezia
2,2
2,2
1,7
1,6
1,7
1,3
-39,8%
?
?
Verona
3,6
3,6
3,0
2,7
2,7
2,2
-39,6%
?
?
Vicenza
0,8
0,8
0,8
0,6
0,7
0,5
-34,0%
?
?
Totale
31,4
26,1
21,0
18,5
21,3
16,9
-46,0%
€ 12,0
-61,8%

- dal 2005 anche la Regione Veneto contribuisce annualmente alla società sotto varie forme che, negli ultimi anni, in concomitanza con la crisi dei trasferimenti si sono trasformate in un vero e proprio sostegno alla società per le spese minime vitali (personale + manutenzioni ordinarie);
- a fronte di questa perdurante situazione di rilevante riduzione delle entrate, Veneto Strade ha adottato iniziative in ordine alla riduzione dei costi riassumibili in cinque voci: 1) messa in liquidazione di Veneto Infrastrutture Srl; 2) riduzione compensi agli organi; 3) approvvigionamenti al massimo ribasso; 4) sostanziale azzeramento costi per studi ed incarichi di consulenza; 5) riduzione spese del personale (dai 296 dipendenti del 2010 ai 268 del 2015 e 262, stimati, del 2016; da 16,8 milioni del 2010 a 15,1 milioni del 2015 e 15 milioni, stimati, del 2016);
VISTO CHE:
- la Regione, con il bilancio di previsione 2016, ha inizialmente previsto un finanziamento di 13 milioni incrementati di 5 milioni nel corso della discussione del bilancio di previsione 2016 (quindi a 18 milioni), con la conseguenza che la restante quota di 12 milioni dovrebbe essere confermata dalle Province (che, è corretto ricordarlo, ai sensi delle convenzioni in essere/scadute al 31/12/15 ne dovrebbero versare 26,8, fermo restando poi il caso della provincia di Belluno che ha pure una ulteriore convenzione con Veneto Strade per la gestione di tutte le strade provinciali). Non è secondario osservare però che i 5 milioni di incremento, la regione Veneto li ha sottratti al fondo (di 40 milioni) che finanzia le funzioni delegate alle Province, in ossequio alla LR 19/2015;
- nel corso del Consiglio di Amministrazione di Veneto Strade SpA dello scorso 19 febbraio è emersa la necessità, per poter garantire la gestione minimale delle attività di manutenzione della rete, di vedersi riconosciuti almeno 30 milioni di euro fra Regione e Province e con l’impegno, già manifestato dalla provincia di Belluno, di incrementare le assegnazioni in corso d’anno come già avvenuto lo scorso anni (precisazione: i 30 milioni sono relativi alla sola rete ex Anas e non anche alla convenzione integrativa per la gestione delle SP storiche sottoscritta nel 2008 con la provincia di Belluno, che è autonomamente finanziata);
- nel corso dell’Assemblea dei Soci dello scorso 11 marzo ha certificato questa situazione di stallo dovuta, principalmente al “malinteso” dei 5 milioni e alla conseguente difficoltà delle Province di reperire 12 milioni “puliti” sui propri già magri bilanci;
- la recente Assemblea dei Soci del 23 marzo, svoltasi dopo la richiesta di Consiglio regionale straordinario da parte dei gruppi di opposizione, ha riscontrato l’impegno da parte delle Province venete e della Città Metropolitana di Venezia di versare, secondo le quote di competenza, i sette/dodicesimi dei 12 milioni necessari entro il 31 luglio e i restanti cinque/dodicesimi alle seguenti condizioni:
1) che entro il 31 maggio 2016 la Regione ripristini lo stanziamento di 40 milioni per l’esercizio delle funzioni non fondamentali previsto dalla LR 19/2015;
2) che nel termine di legge fissato al 31 luglio 2016 le Province e la Città Metropolitana siano nelle condizioni di equilibrio finanziario con le modalità di cui alla Legge 208/2015 e, conseguentemente, approvino il bilancio di previsione 2016;
3) il Presidente della Provincia di Verona si impegna a proporre al Consiglio Provinciale il rinnovo della convenzione scaduta il 31/12/2015 per il solo anno 2016, nei limiti delle disponibilità finanziarie che potranno essere assicurate dal bilancio di previsione 2016 formalmente approvato;
- di fatto i 12 milioni vitali che dovrebbero essere versati dalle Province e dalla Città Metropolitana sono legati ad una serie di evenienze ad oggi non certe e, soprattutto, al ripristino da parte della Regione del fondo di 40 milioni originato dalla LR 19/2015: in un orizzonte temporale di tre mesi, quindi, al non verificarsi di anche una sola delle condizioni citate, ci si potrebbe trovare nell’impasse più totale o, peggio, davanti al collasso della società;
RICORDATO CHE:
- se le risorse totali stanziate rimanessero a 25 milioni, Veneto Strade avrà risorse insufficienti che lasciano scoperti alcuni essenziali ambiti di attività manutentiva, con la conseguenza che gli affidamenti bancari non saranno sufficientemente ripianati dalle risorse versate dagli Enti concedenti e Veneto Strade potrebbe trovarsi nell’impossibilità di far fronte anche ad interventi che rivestono carattere di urgenza e indifferibilità, con possibili limitazioni/interdizioni al traffico e pesanti conseguenze per la mobilità nel territorio. Ciò senza peraltro incorrere in alcuna responsabilità verso le Amministrazioni concedenti, potendo Veneto Strade invocare l’art. 1460 del C.C., che consente al contraente adempiente di interrompere la prestazione cui è obbligato nel caso di inadempimento della controparte (nel caso di specie, trasferimento delle risorse pattuite) ovvero gli artt. 1467 e successivi, che stabiliscono che se la prestazione di una delle parti diviene, al momento dell’esecuzione, eccessivamente onerosa per il verificarsi di avvenimenti straordinari e imprevedibili, la parte che sia tenuta a tale prestazione può sottrarsi all’esecuzione senza incorrere in inadempimento;
- la sospensione di molte attività di manutenzione inoltre, con impossibilità ulteriore di far fronte a situazioni di emergenza, andrà a generare con ogni probabilità evidenti profili di responsabilità civile e penale per sinistri, ma non sono da escludere profili di interruzione di pubblico servizio e di responsabilità amministrativa ai sensi del D.Lgs. n. 231/2001;
- Veneto Strade, a necessaria tutela dei propri interessi, così come i propri rappresentanti colpiti da azione penale, a fronte alle prevedibili sempre più numerose chiamate in giudizio, potrebbero altresì invocare le esimenti dello “stato di necessità” per la responsabilità penale e “dell’impossibilità sopravvenuta” per la responsabilità civile: e non è da escludere che possano essere chiamati in giudizio gli Enti o i loro rappresentanti che avrebbero dovuto garantire al concessionario le necessarie e imprescindibili risorse economiche;
- questa condotta potrebbe, infine, far sorgere dei profili di danno erariale generati dai maggiori futuri costi, a carico in ultima analisi della finanza pubblica, che si andrebbero a determinare causa il reiterato rinvio di interventi che si potrebbero affrontare, oggi, con lavori di manutenzione ordinaria, ma che, se ulteriormente differiti, necessiteranno di lavorazioni più strutturali con cospicui maggiori costi di intervento;
- anche coloro che, in fondo in fondo, sperano nel “collasso” della società dovrebbero ragionare più di testa e meno di pancia: tale evento porterebbe il “ritorno” della gestione delle strade direttamente in capo alla Regione Veneto (che quindi dovrebbe dotarsi di personale aggiuntivo oltre che di risorse adeguate per esercitare la competenza) oppure all’Ente di provenienza, ovvero le Province (già oggi in grandissima difficoltà ad occuparsi delle attuali strade in gestione) e Anas SpA (le cui abilità nella puntuale manutenzione dei tratti di strada in carico non sono certamente eccezionali, viste le tantissime lamentele che sorgono da ogni angolo di Veneto);
- peraltro, giova ricordare che Veneto Strade gode di uno specifico e originale regime fiscale che garantisce una valorizzazione massima dei trasferimenti effettuati dai Soci, quale conseguenza dell’esclusione dall’imponibilità IVA di quote rilevanti dei medesimi e del riconoscimento dell’integrale detrazione IVA su tutti gli acquisti: ciò porta ad un innegabile abbattimento dei costi sostenuti dai Soci relativamente agli oneri afferenti alla gestione della viabilità;
tutto ciò premesso,
impegna il Presidente Luca Zaia e la Giunta regionale

1) per l’anno 2016, a proporre al Consiglio regionale entro il 31/05/2016, con l’atto ritenuto più idoneo, il reintegro integrale del fondo di 40 milioni di euro istituito dalla legge 19/2015, fermo restando lo stanziamento di 18 milioni di euro da parte della Regione Veneto a favore di Veneto Strade;
2) per l’anno 2017 e successivi, ad affermare in tempo utile e con la massima chiarezza se intendono o meno puntare ancora su Veneto Strade per la gestione di queste arterie e, nel caso la risposta sia affermativa, contribuendo a dotare la società almeno delle risorse minime vitali determinate annualmente dal CdA della stessa;
3) ad informare tempestivamente il Consiglio regionale nel caso vengano messe in atto forme di fusione/aggregazione con altre realtà operanti nel settore.


SOMMARIO

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