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Contenuti: Mozione n. 138 - 10^ legislatura
COREVE

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
DECIMA LEGISLATURA


MOZIONE N. 138

BIENNALE - PROMOZIONE DI POLITICHE VOLTE A GARANTIRE UNA CONTINUITÀ OPERATIVA PER I LAVORATORI STAGIONALI

presentata il 6 maggio 2016 dai Consiglieri Bartelle, Berti, Baldin, Brusco, Scarabel, Azzalin, Zanoni e Pigozzo


Il Consiglio regionale del Veneto

PREMESSO CHE:
- la Biennale di Venezia, iscritta al registro delle istituzioni pubbliche, secondo il suo Codice Etico, promuove la fruizione dell’arte, non è una società a scopo di lucro, deve offrire a tutti i lavoratori le medesime opportunità di crescita professionale provvedendo a selezionare, assumere, formare, retribuire e gestire i dipendenti senza alcuna discriminazione;
- l’Ente beneficia di fondi e plessi pubblici ad uso gratuito da parte del Comune di Venezia, parte dei quali vengono affittati a terzi;
- Si è avvalsa, nel corso degli ultimi 15 anni, del medesimo personale guardasala e presidio formandolo direttamente e facendolo formare sia dal Comune di Venezia che attraverso società di somministrazione del personale; nel 2010 il personale viene dimezzato, successivamente con un accordo sindacale e con le istituzioni, alle società di somministrazione verrà consegnata per l’assunzione stagionale una lista di 60 lavoratori;
- la Biennale necessita di un numero superiore ai 60 guardasala, a tutela delle opere e soprattutto del patrimonio pubblico veneziano, sia per l’ampiezza delle sedi espositive comunali, Arsenale e Giardini, in cui si svolgono le mostre d’arte contemporanea e architettura, che per il numero di presenze sempre in aumento; da alcuni anni il ministero richiede dei guardasala, privi dei requisiti di professionalità e su base volontaria, dell’Auser (fondata dalla Cgil) con rimborso in buoni pasto, in luogo dei precedenti assunti da Biennale per il presidio dei padiglione Italia e del giardino delle Vergini;
- a novembre 2015, a conclusione della mostra, la Biennale comunicò al sindacato che tutto sarebbe rimasto invariato anche per il 2016 ma a marzo 2016, a soli due mesi dall’inizio della stagione, comunica al sindacato l’intenzione di non rispettare gli accordi presi con l’organizzazione sindacale CGIL e il Comune. Decide così di sostituire i guardasala con 30 nuove figure professionali (laureate) e 20 guardie armate. Il sindaco di Venezia (vicepresidente della Biennale) interpellato dai lavoratori, dichiarerà di non essere al corrente dei suddetti cambiamenti, infatti, secondo l’articolo 7 dello statuto, il C.D.A. può delegare al Presidente alcune sue attribuzioni;
- il Comune di Venezia, nel tentativo di risolvere il problema, ha convocato le commissioni congiunte lavoro e cultura invitando i rappresentanti CGIL dei 60 lavoratori e i rappresentanti della Biennale. Questi ultimi, non presentandosi, hanno inviato una lettera in cui si sostiene che:
- La Biennale non ha alle dipendenze nessun lavoratore stagionale e quindi individuare una eventuale categoria “lavoratori stagionali della biennale” non è corretto.
- La Biennale invece coinvolge ogni anno un cospicuo numero di maestranze che si occupano di tutti i servizi attraverso imprese selezionate. La guardiania è una componente minoritaria di lavoratori che non hanno mai avuto un rapporto di dipendenza con la Biennale perché somministrati.
- La Biennale vuole innovare sostanzialmente il servizio rivolto al pubblico delle proprie mostre in funzione di una assistenza più qualificata ed efficiente attraverso 30 Operatori, al 4° livello inquadrati direttamente, che collaboreranno alla visita con assistenza parlata e visione/ricerca di contenuti tramite Tablet e Catalogo.
• Le restanti funzioni di presidio e accessi esterni, per esigenze di sicurezza legate ai recenti eventi saranno assicurate con 20 unità di guardie armate.
• Dei 60 disoccupati ex guardasala, quelli in possesso di titolo di laurea richiesta per lo svolgimento dei nuovi e inediti ruoli, potranno partecipare al concorso pubblico; il punteggio di partenza sarà di 10 punti su 100 per l’esperienza pregressa in Biennale; per i restanti lavoratori la biennale si farà promotrice di incontri da parte delle OO.SS. con i soggetti terzi coinvolti nei servizi accessori (Padiglioni Stranieri, appalti per le pulizie, movimentazioni, ristorazione, ecc.) operanti all’interno, al fine di attivare un percorso di verifica di eventuali esigenze lavorative e del possibile impiego del personale, precedentemente somministrato, direttamente in capo ad essi.

CONSIDERATO CHE:
- dal 2000 al 2002 la Biennale ha assunto direttamente alternativamente circa 80 /120 guardasala. Nel 2003 si è passati ad una gestione mista di circa 100 lavoratori con l’agenzia interinale Obiettivo Lavoro e la coop Verona 83 con ulteriori 26 dipendenti ancora assunti da Biennale per assistenza e controllo del pubblico. Nel 2004 è stato firmato un nuovo accordo sindacale per la gestione dei servizi affidandolo totalmente all’agenzia Adecco che, dopo aver instaurato dei corsi di formazione di pre assunzione non ha riassunto i lavoratori storici; sulla questione ci fu una interrogazione parlamentare della deputata Luna Zanella per il rintegro dei lavoratori che, nel 2005, furono riassunti. Nel 2008 non fu nuovamente rispettato l’accordo escludendo 6 lavoratori che dopo una serrata opposizione attraverso scioperi e denunce alle istituzioni pubbliche, furono riassunti. Nel 2009 venne dimezzato il personale da 110 a 60 persone;
- il 30 luglio 2010 la Cgil di Venezia rende noto, tramite comunicato stampa, che è stato firmato l’accordo per i lavoratori stagionali/precari che pone fine alla vertenza aperta con la fondazione la Biennale di Venezia in seguito alla disdetta del precedente contratto. Dopo una importante presa di posizione del Sindaco di Venezia si confermò l’impostazione della pianta organica, dando precedenza ai lavoratori 'storici' e avviando la stagionalità per 60 lavoratori"; era inoltre prevista l’apertura di un tavolo comune a tutte le istituzioni culturali veneziane allo scopo di predisporre un programma di riqualificazione e formazione dei lavoratori per creare un bacino di risorse qualificate (circa 110 unità) dal quale attingere per le esigenze degli enti culturali della città. Tale tavolo non fu mai istituito. Nello stesso anno il Comune ha finanziato il corso antincendio ad alto rischio a sostegno dei lavoratori, perché richiesto come titolo dalla fondazione per poter operare professionalmente, l’agenzia interinale Adecco organizzò un corso di inglese. Nel 2014 e nel 2015 non fu fatta nessuna formazione interna ai lavoratori;
- la Biennale nell’aprile 2016 indice online un bando di concorso pubblico per guide/facilitatori multilingue - www.labiennale.org/it/biennale/lavora-con-noi/ - al quale hanno fatto domanda di partecipazione 1800 persone per 30 posti a tempo determinato; il termine per l’invio della candidatura è stato anticipato al 15 aprile 2016 (10 giorni prima della sua scadenza) e non dava possibilità di partecipazione ai cittadini extraeuropei;
- a giudizio degli interroganti il bando ha concepito una figura professionale ibrida di guida/guardasala facilitatore, con laurea triennale, in luogo delle due figure di guida (con laurea) e guardasala (con diploma) previste dalla Carta Nazionale delle Professioni Museali redatta dall’ICOM-Italia; essa ne definisce i ruoli, tra loro incompatibili (o controlli le opere o istruisci i visitatori), che richiedono altresì titoli di studio differenti; quindi la nuova figura professionale delineata può solo aggiungersi e non sostituirsi a quelle istituzionalmente riconosciute; come dichiarato anche dallo stesso presidente della Biennale Paolo Baratta l’organizzazione della Biennale (che ha sempre seguito le normative ICOM) ha sempre raggiunto degli ottimi risultati; questo bando le disattende;
- la nuova figura professionale richiesta (guide/facilitatori multilingue) può far decadere il diritto di prelazione sul lavoratore a tempo determinato: i lavoratori, secondo l’'articolo 31 del Contratto dei Somministrati, clausola sociale per l’appalto pubblico, nel caso di cessazione di appalti pubblici nei quali l’Ente appaltante proceda ad una nuova aggiudicazione ad Agenzia anche diversa dalla precedente, l’Agenzia è tenuta a garantire il mantenimento in organico di tutti i lavoratori già utilizzati in precedenza, compatibilmente con i numeri richiesti dal bando e per tutta la durata dello stesso. Il numero di lavoratori somministrati, nel contratto di somministrazione di lavoro, in una azienda non deve superare il 20% dei lavoratori interni a tempo indeterminato; tale percentuale potrà essere oggetto di modifica da parte della contrattazione collettiva con il sindacato, che ogni anno ha concesso; in sede di trattativa con i rappresentanti sindacali della Cgil la biennale ha recentemente espresso l’intenzione di chiedere la deroga direttamente al ministero della cultura;
- si ritiene che il requisito di “essere cittadino italiano o essere cittadino di uno dei paesi dell'Unione Europea” previsto dal bando - http://www.labiennale.org/it/biennale/lavora-con-noi/posizioni-aperte.html - sia pregiudizievole e discriminatorio;
- inoltre il requisito “laurea di primo livello preferibilmente in Architettura, Storia dell’arte, Ingegneria, Lettere, Lingue e letterature straniere, Conservazione dei beni culturali, Filosofia, Dams, Scienze politiche, Mediazione culturale o corsi equipollenti con votazione minima di 90/110”, si ritiene essere sovradimensionato rispetto al ruolo, e discriminatorio nei confronti dei precedenti lavoratori non laureati, che avrebbero diritto a mantenere il proprio posto di lavoro, come previsto dalle norme ICOM;
- le guardie giurate inoltre, non sono professionalmente adeguate a sostituire i guardasala addetti agli accessi, infatti in tutti i musei esse vengono posizionate di supporto, cosa non prevista da Biennale di Venezia;
- la Biennale di Venezia è una fondazione con bilancio in attivo i cui profitti sono cresciuti negli anni, il numero di visitatori ha confermato il successo degli eventi organizzati, i dirigenti prendono cospicui stipendi e premi di produzione. I contributi pubblici ammontano attualmente nel complesso a circa 20 milioni di euro all’anno dallo stato e 600 mila euro dalla regione Veneto e, come conferma la Risposta scritta del Ministero dei beni culturali e del turismo all'interrogazione n. 4-07241 dell'on. Emanuele Cozzolino, Festival del cinema di Roma, tramite la Direzione generale per il Cinema, il contributo ordinario alla Biennale Cinema per l’edizione 2014 (8 milioni di euro) è superiore sia a quello corrisposto nel 2013 (7,1 milioni di euro), sia a quello relativo al 2012 (7 milioni di euro);
- il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo ha poteri di vigilanza sulla gestione della Fondazione e, in particolare, l’approvazione degli atti previsti dal decreto legislativo di natura prettamente gestionale, con esclusione delle scelte e degli indirizzi riguardanti l'organizzazione delle mostre o delle manifestazioni, nonché le attività stabili di studio, ricerca e sperimentazione, competenza esclusiva del consiglio di amministrazione formato da:
- il presidente della fondazione designato dal ministro della cultura, Paolo Baratta ( riconfermato dal ministro Franceschini dopo una apposita modifica dello statuto che prevedeva due mandati);
- il sindaco di Venezia che assume la carica di vicepresidente, Luigi Brugnaro;
- il presidente della regione Veneto, Luca Zaia;
- il delegato del Ministero dei beni culturali e del turismo Gianluca Comin;
- scopo principale della fondazione dovrebbe essere di fornire un ottimale fruizione di espressioni artistiche contemporanee e non quello di seguire logiche di mercato a scapito dei lavoratori e dei servizi di assistenza e controllo che l’ente deve fornire; a parere degli interroganti alcuni premi di produzione appaiono non consoni per una fondazione non a scopo di lucro; inoltre non c’è mai stata in città una vera produzione culturale ma solo esposizione di opere altrui, vendibili a fine mostra.

RITENUTO VALIDO il principio della tutela del lavoratore pur alla luce dell’evoluzione dei servizi,
impegna la Giunta regionale

- a far rispettare l’accordo sindacale del 2010, che prevede la riassunzione annuale dei 60 guardasala, categoria creata per il corretto svolgimento delle mostre e la sicurezza interna, al fine di garantire una continuità lavorativa a chi ha prestato con regolare servizio le proprie attività, mettendo fine alla politica discrezionale di Biennale di Venezia;
- a far adottare le normative ICOM dove si definiscono i ruoli nei musei e si distinguono la guida dal guardasala, e che vengano riconosciute come accessorie le nuove figure multifunzionali di guida/guardasala;
- ad evitare la ricollocazione in appalti esterni dei 60 lavoratori alla Biennale con conseguenti demansionamenti e riduzioni di stipendio, nonché la sostituzione della figura del guardasala con la guardiania armata con funzione di sicurezza (aventi solo la scuola dell’obbligo che risulta in contraddizione sia con il bando online che con le norme ICOM);
- a controllare i premi di produzione ed obbligare la pubblicazione completa del bilancio annuale di Biennale.


SOMMARIO

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