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Contenuti: Mozione n. 150 - 10^ legislatura
COREVE

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
DECIMA LEGISLATURA


MOZIONE N. 150

VIETARE LA SOFFERENZA AGLI ANIMALI SACRIFICATI PER LE TRADIZIONI RELIGIOSE

presentata il 31 maggio 2016 dai Consiglieri Michieletto, Fabiano Barbisan, Calzavara, Ciambetti, Gidoni, Rizzotto, Valdegamberi, Boron, Finco e Finozzi


Il Consiglio regionale del Veneto


PREMESSO CHE:
- la macellazione rituale, sia ebraica (kosher) che musulmana (halal), impone che l’animale sia integro e cosciente durante il processo di dissanguamento, richiesto dal precetto: vengono recisi nettamente trachea, esofago, carotidi e giugulari mentre l’animale è immobilizzato in una gabbia oppure appeso a testa in giù;
- ogni anno, in prossimità della festa islamica del sacrificio (della quale la macellazione rituale è parte integrante), si leva, da quasi tutte le associazioni animaliste e da larga parte dell’opinione pubblica, la denuncia e la condanna della pratica sopra descritta considerata estremamente straziante per l’animale che la subisce a causa della mancanza di qualsiasi stordimento o anestesia;
- il regolamento CE n. 1099/2009 del Consiglio del 24 settembre 2009 relativo alla protezione degli animali durante l’abbattimento ammette la deroga ai metodi di stordimento per motivi religiosi, ma stabilisce che le macellazioni rituali possano essere fatte solamente presso un impianto autorizzato;
- ciò nonostante, poiché precettistica e tradizione religiosa prevedono sia lo stesso fedele a macellare ritualmente l’animale, si sono verificati negli anni passati - e si verificano - conclamati casi di uccisioni in case, garage, palestre o giardini;
- tale pratica lede, in questo modo, le basilari norme igienico-sanitarie in quanto chi macella al di fuori di strutture autorizzate compie un atto illegale;
- alcuni Paesi europei prevedono, anche per la macellazione rituale, il previo stordimento, considerando quest’ultimo un’inderogabile necessità etica dettata dalla civiltà e dal rispetto per il mondo animale;
CONSIDERATO CHE:
- i mondi musulmano ed ebraico, nei tempi odierni, mostrano al loro interno, correnti di pensiero riformatrici aperte a mitigare l’efferatezza di simili pratiche tradizionali;
- la sempre crescente attenzione dell’opinione pubblica nei confronti dell’etica e della politica verso i diritti degli animali impone di fare il possibile per evitare che questi ultimi subiscano una sofferenza gratuita ed evitabile;
- i macelli autorizzati per legge alla pratica della macellazione rituale sono molto pochi (circa 200 in tutta la penisola, 17 in Veneto di cui 12 di bovini/ovini e 5 di avicoli) sicché le macellazioni rituali illegali si verificano spesso, con grave pericolo in primis per la salute delle persone coinvolte nella pratica, secondariamente per la salute di chi abita in prossimità degli stabili in cui tali pratiche sono perpetrate;
APPURATO che il suddetto regolamento CE “...rispetta di conseguenza la libertà di religione e il diritto di manifestare la propria religione o la propria convinzione mediante il culto, l’insegnamento, le pratiche e l’osservanza dei riti” come stabilito dall’articolo 10 della Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione europea; di contro il comma 2, dell’articolo 9 della Convenzione europea dei Diritti dell’Uomo recita che “La libertà di manifestare la propria religione o il proprio credo non può essere oggetto di restrizioni diverse da quelle che sono stabilite dalla legge e che costituiscono misure necessarie, in una società democratica, alla pubblica sicurezza, alla protezione dell’ordine, della salute o della morale pubblica, o alla protezione dei diritti e della libertà altrui.”. In forza di tale Convenzione gli Stati di Svizzera, Norvegia, Islanda, Lettonia, Svezia e Polonia vietano la macellazione rituale;
EVIDENZIATO che il ruolo di governanti, legislatori e rappresentanti dei cittadini obbliga a prestare attenzione ai mutamenti e ai rivolgimenti dell’opinione pubblica e a sostenere quest’ultima nella rivendicazione di istanze etiche d’avanguardia;
impegna la Giunta regionale

- a chiedere al Governo di adoperarsi affinché sia modificata la normativa in tema di macellazione rituale prevedendo lo stordimento degli animali;
- a fronteggiare, con ogni utile mezzo, il fenomeno della macellazione rituale svolta al di fuori dei centri autorizzati, in violazione della normativa sul benessere animale, che rappresenta un grave fattore di rischio per la salute umana;
- a mobilitare i servizi veterinari delle Aziende sanitarie locali e a sensibilizzare i Comuni affinché venga implementata la vigilanza nei luoghi deputati alla macellazione islamica al fine di sincerarsi del puntuale rispetto della normativa vigente.


SOMMARIO

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