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Contenuti: Mozione n. 157 - 10^ legislatura
COREVE

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
DECIMA LEGISLATURA


MOZIONE N. 157

DISBOSCAMENTO IN AREA CON VINCOLO PAESAGGISTICO AMBIENTALE, LA REGIONE DEL VENETO FERMI IL CRIMINE E RIPRISTINI L’HABITAT DISTRUTTO

presentata il 17 giugno 2016 dai Consiglieri Bartelle, Berti, Scarabel, Baldin e Brusco


Il Consiglio regionale del Veneto


PREMESSO CHE:
- è in corso la distruzione della vegetazione della Fossa Maestra. Un canale di bonifica di notevole interesse storico e naturalistico, situato tra Bastion S. Michele, in provincia di Verona e Canda in provincia di Rovigo. Il canale, all’altezza di Barucchella, ripercorre il vecchio corso del fiume Castagnaro e si immette a Canda nel Canal Bianco;
- un lungo tratto, nel territorio di Giacciano con Baruchella e Trecenta, sta subendo in queste settimane un disboscamento selvaggio;
- il sito, a vincolo paesaggistico ambientale, è sotto la responsabilità del Consorzio Valli Veronesi;
- già nel 2011 c’era stato un tentativo di taglio, così presentato da un articolo del Gazzettino del di Rovigo del 10 aprile 2014. “L’ultimo tratto, nel territorio di quattro Comuni, Trecenta, Bagnolo di Po, Castelguglielmo e Canda, sta subendo in questi mesi una razzia di legname sicuramente autorizzata ma impossibile da comprendere», osservano gli esponenti dell’associazione. Il sito, a vincolo paesaggistico ambientale, è sotto la responsabilità del Consorzio Valli Veronesi che deve assicurare il libero deflusso dell’acqua. «Va detto che questa non è una storia nuova - continuano gli ambientalisti - Già nel 2011 il Servizio Forestale Regionale concesse l’autorizzazione al taglio. Si apprese poi che la richiesta era partita dalla ditta, prima ancora che dal Consorzio, che finì per appoggiarla per motivi di sicurezza idrogeologica».
La vicinanza della ditta agli interessi della centrale a biomassa di Bagnolo di Po creò però sospetti fondati sulla veridicità del bisogno...”;
- la Fossa Maestra, da almeno 60 anni non ha mai dato problemi di esondazione;
- le frane lungo le strade emergono solo a monte del ponte di Baruchella, sulla sponda sinistra. Ma tale sponda, con una frana particolarmente pericolosa, è da tanto tempo priva di vegetazione arborea che potrebbe proteggere le sponde come succede a valle del ponte di Baruchella sulla Fossa Maestra. La vegetazione arborea infatti qui impedisce con più efficacia le frane delle rive proprio come abbiamo verificato anche oggi nel tratto Trecenta- Baruchella di tale canale;
- le più evidenti ferite geologiche (frane e smottamenti) sono quelle create dalle macchine operatrici impiegate per l’assalto alla vegetazione e alla fauna di quello che, vincolato anche dalla Soprintendenza di Verona, veniva individuato come il Parco della Fossa Maestra;
- lungo le sponde del canale è presente una rigogliosa vegetazione ripariale composta da: Corniolo sanguinello (Cornus sanguinea), Sambuco comune (Sambucus nigra) e Salice comune (Salix alba). La flora descritta, specie nei tratti prossimi ai centri abitati attraversati dal canale, cede il posto a tratti coltivati a vigneto, frutteto e bosco ceduo di Robinia (Robinia pseudoacacia). Aspetti floristici, nel canale si rilevano il Giaggiolo acquatico (Iris pseudacorus), Morso di Rana (Hydrocharis morsus-ranae), Salcerella comune (Lythrum salicaria), Garofanino minore (Epilobium parviflorum). Tra le piante sommerse ricordiamo il Ceratofillo comune (Ceratophillum demersum), Millefoglio d’acqua comune (Myriophyllum spicatum).
Aspetti faunistici, gli anfibi individuati appartengono alle specie Rana verde (Rana esculenta), Rana di Lataste (Rana latastei), Raganella italica (Hyla intermedia), Rospo Comune (Bufo bufo) e Rospo smeraldino (Bufo viridis); non si esclude comunque la presenza di Tritone crestato (Triturus cristatus).
Tra i rettili si segnalano la Natrice dal collare (Natrix natrix), il Biacco (Coluber viridiflavus), la Lucertola muralis (Podarcis muralis), il Ramarro occidentale (Lacerta bilineata) e la Testuggine palustre (Emys orbicularis).
La zona, inserita in un contesto agrario non particolarmente diversificato, spicca per abbondanza di specie di uccelli, in particolar modo quelle legate alle siepi e ai canneti. Tra le più significative si segnalano il Picchio rosso maggiore (Picoides major), il Rigogolo (Oriolus oriolus), la Tortora selvatica (Streptopelia turtur), la Cinciallegra (Parus major), la Cannaiola (Acrocephalus scirpaceus) e la Cannaiola verdognola (Acrocephalus palustris), il Cannareccione (Acrocephalus arundinaceus), l’Usignolo di fiume (Cettia cetti) e il Beccamoschino (Cisticola juncidis). Non è raro osservare Ardeidi quali l’Airone cenerino (Ardea cinerea) e la Nitticora (Nycticorax nycticorax), mentre si segnala la nidificazione del Tarabusino (Ixobrychus minutus). Il sito è frequentato da Rapaci notturni e diurni quali il Gufo comune (Asio otus), la Poiana (Buteo buteo) e lo Sparviere (Accipiter nisus). Dalla campagna circostante provengono invece la Cappellaccia (Galerida cristata), l’Allodola (Alauda arvensis), la Cutrettola (Motacilla flava) e il Saltimpalo (Saxicola torquata).
I mammiferi sono rappresentati da: Riccio europeo occidentale (Erinaceus europaeus), Arvicola terrestre (Arvicola terrestris), Donnola (Mustela nivalis), Faina (Martes foina) e Volpe (Vulpes vulpes).
Le specie di pesci sono numerose essendo rappresentate (trascurando le varie specie di origine alloctona) dalle più comuni specie delle acque interne polesane tra le quali ricordiamo la Carpa (Cyprinus carpio), il Carassio comune (Carassius carassius), la Scardola (Scardinius erythrophthalmus), la Tinca (Tinca tinca), il Luccio (Esox lucius) e l’Anguilla (Anguilla anguilla);
CONSIDERATO CHE:
- il Piano d’Azione della Commissione Ambiente dell’Unione europea considera illegale la raccolta di legname indiscriminato, nelle oasi di protezione ambientale o in contrasto con la legislazione nazionale di riferimento;
- lo sfruttamento illegale di risorse naturali, incluso il deforestamento, è associato spesse volte a fenomeni di corruzione e crimine organizzato. Tali pratiche illegali sminuiscono i principi democratici di governo ed il rispetto dei diritti umani ed ambientali;
- la deforestazione irregolare causa enormi danni ambientali e perdita di biodiversità. Ad esempio, la deforestazione nei parchi naturali può facilitare la caccia illegale agli uccelli selvatici nonché costituire un fattore determinante al cambiamento climatico, ambito anch’esso tutelato dalla Commissione europea;
impegna la Giunta regionale

- a domandare la sospensione immediata del taglio di vegetazione in corso lungo le rive della Fossa Maestra, tra Baruchella e Trecenta;
- a visitare l’area, con i propri tecnici e consiglieri regionali interessati, e nel caso la descrizione degli interventi esercitati corrisponda anche solo in parte a quanto da me presentato, chieda la cancellazione definitiva di tale intervento e apra un’indagine per capire la legittimità del disboscamento;
- a verificare, assieme al Corpo Forestale dello Stato, al Comune di Trecenta e a quello di Giacciano con Baruchella, che avrebbero dovuto vigilare da subito su quanto stava succedendo lungo la Fossa Maestra, tutta la legittimità della procedura (innanzitutto se era necessaria la Procedura di Somma Urgenza e poi come è stata individuata la Ditta menzionata nell’articolo del Gazzettino sopra riportato) e quale fine faranno le tonnellate di legno accumulato lungo le rive della Fossa Maestra. Si fa notare che gran parte di questo legno, soprattutto le alberature più grandi, è già sparito dal luogo della deforestazione;
- a imporre la ripiantumazione della vegetazione, insieme alla Soprintendenza e ai Comuni interessati di Giacciano con Baruchella-Trecenta e Canda, per arrivare il prima possibile a ricreare un habitat simile a quello, che in questi giorni è stato per gran parte distrutto.


SOMMARIO

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