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Contenuti: Mozione n. 163 - 10^ legislatura
COREVE

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
DECIMA LEGISLATURA


MOZIONE N. 163

IL GOVERNO INTERVENGA PER MODIFICARE IL DECRETO LEGGE N. 113 DEL 20 GIUGNO 2016 “MISURE URGENTI PER GLI ENTI TERRITORIALI E IL TERRITORIO” SBLOCCANDO IL TURN OVER E LE ASSUNZIONI DI PERSONALE PER I COMUNI “VIRTUOSI”

presentata il 1° luglio 2016 dai Consiglieri Brescacin, Villanova, Finozzi, Finco, Sandonà, Ciambetti, Riccardo Barbisan, Semenzato, Montagnoli, Gidoni, Rizzotto e Boron


Il Consiglio regionale del Veneto

PREMESSO CHE:
- da quasi due anni comuni e regioni subiscono il blocco del turnover in ragione del processo di riallocazione del personale soprannumerario di Città Metropolitane e Province;
- si tratta di una situazione di forte criticità su cui è intervenuta la legge di Stabilità 2016, prevedendo, al comma 228 dell’articolo 1, una ulteriore limitazione fino a tutto il 2018 della capacità assunzionale, che si aggiunge a quella già in vigore dal 2010 per le assunzioni a tempo determinato;
- in particolare la norma dispone che le regioni e gli enti locali sottoposti al patto di stabilità interno possano procedere, per il triennio 2016-2018, ad assunzioni di personale a tempo indeterminato di qualifica non dirigenziale nel limite di un contingente di personale corrispondente, per ciascuno dei predetti anni, ad una spesa pari al 25% di quella relativa al medesimo personale cessato nell’anno precedente, di fatto allineando tale percentuale a quella prevista, in via generale, per il personale delle amministrazioni pubbliche;
- tale situazione incide in modo particolare sulle amministrazioni più virtuose che, attuando da anni politiche di contenimento della spesa di personale e delle politiche retributive, subiscono la maggiore penalizzazioni;
- di contro ai comuni e alle regioni viene richiesto un intervento sempre più incisivo nei diversi ambiti del sostegno alle famiglie in stato di bisogno, dall’assistenza sanitaria e socio sanitaria, dall’assistenza ai minori stranieri non accompagnati, dalla sicurezza urbana, etc.;
- da qui la necessità, di provvedere immediatamente al ripristino del regime ordinario delle assunzioni di personale, e di sbloccare il turn-over nelle amministrazioni territoriali, pena la paralisi dell’attività amministrativa e dell’erogazione dei servizi alla cittadinanza;
RILEVATO CHE:
- le assunzioni ordinarie nei comuni sono state negli ultimi due anni congelate fino al totale ricollocamento in ruolo del personale delle Città metropolitane e di tutte le province sul territorio nazionale, senza alcuna limitazione geografica, così come confermato dalla circolare n. 1 del 30 gennaio 2015 della funzione pubblica e dalla deliberazione n. 28/2015 della Corte dei Conti Sez. Autonomie;
- a tal riguardo la citata circolare evidenzia che il vincolo delle assunzioni potrà ritenersi superato solo quando l’Osservatorio nazionale rileverà che il bacino del personale da ricollocare sia completamente assorbito, nel qual caso saranno “adottati appositi atti per ripristinare le ordinarie facoltà di assunzione nelle amministrazioni interessate”;
- la procedura di ricollocazione si è di fatto conclusa il 18 giugno u.s. ponendo, quindi, l’urgenza per il Governo di adottare tutti quegli atti che consentano agli enti territoriali di procedere con le ordinarie modalità di assunzione del personale;
- la Regione del Veneto ha già disciplinato la procedura del trasferimento delle funzioni amministrative alle proprie province, garantendo sia le strutture sia il personale con apposito capitolo in bilancio regionale;
RITENUTO CHE:
- l’esigenza di ricambio generazionale è fortemente sentita nei Comuni, dove solo il 12% dei dipendenti, e solo il 2% dei dirigenti, ha meno di 40 anni di età, mentre il 60% dei dipendenti, e il 70% dei dirigenti, supera i 50 anni;
- a ciò deve aggiungersi quanto sottolineato dalla Corte dei Conti nell’audizione sul DDL Stabilità, e cioè: “gli effetti negativi della introduzione di reiterati vincoli assunzionali sull’efficienza e la capacità operativa delle singole Amministrazioni e sulla qualità dei servizi”, ribadendo che “i nuovi limiti alle assunzioni sembrano destinati ad accentuare ulteriormente il progressivo elevamento dell’età media dei pubblici dipendenti”;
CONSIDERATO CHE:
- tuttavia i comuni sono attualmente impossibilitati a dare seguito alla propria programmazione del fabbisogno di personale, con un pregiudizio rispetto all’erogazione dei servizi ai cittadini;
- è fondamentale mettere gli enti locali nella condizione di poter procedere alla copertura dei posti previsti in organico;
- la stessa Corte dei Conti ha rilevato come nei comuni esistano posti in organico che non possono essere ricoperti ricollocando il personale provinciale, poiché riferiti a figure professionali non presenti nell’organico del personale provinciale;
- la media del rapporto dipendenti ogni mille abitanti in Veneto è pari a 5,65 mentre in tutta Italia è di 6,89 dipendenti ogni mille abitanti: in particolare nella provincia di Treviso il rapporto è di molto inferiore, ad esempio in comune di Mareno di Piave è pari a 2,38, in comune di Castelfranco è di 4,21, e così via, in comune di San Vendemiano è di 3,38;
- la situazione appare ancora più paradossale in tutta la sua evidenza se si considera il rapporto dipendenti abitanti fissato dal Governo per gli enti dissestati (nella G.U. del 12 agosto 2014 è stato pubblicato il DM 24 luglio 2014 concernente i rapporti dipendenti-popolazione validi per gli enti dissestati e in pre-dissesto per il triennio 2014-2016);
- nel predetto decreto viene fissato il numero di dipendenti in rapporto agli abitanti che i comuni in situazione di dissesto sono obbligati a rispettare, essendo enti in certificate difficoltà economiche tale per cui le spese correnti, in particolare le spese di personale, devono essere ridotte;
- ad esempio, per la fascia dei comuni che va da 3.000 a 4.999 abitanti il rapporto per i comuni dissestati è di 1 dipendente ogni 143 abitanti; nella fascia da 5.000 a 9.999 il rapporto è 1/151; nella fascia da 10.000 a 19.999 il rapporto è 1/145; nella fascia da 20.000 a 59.999 il rapporto è 1/133;
- in provincia di Treviso i comuni “virtuosi” e lontani dalla tipica gestione dissestata, hanno un rapporto ancor più basso di quello che il Governo ha fissato per i comuni dissestati; e ciononostante garantiscono servizi, investimenti e una gestione efficiente ed efficacie delle risorse; ad esempio il Comune di San Polo (4.857 abitanti) secondo il decreto ministeriale del 2014 dovrebbe avere 34 dipendenti, invece ne ha 13; il Comune di Ponte di Piave (8.399 abitanti) dovrebbe avere 55 dipendenti, invece ne ha 24; il Comune di San Vendemiano (10.127 abitanti) dovrebbe averne 70 mentre ne ha 34;
- i comuni “virtuosi” non meritano di subire le norme sul blocco delle assunzioni valide per i comuni il cui rapporto dipendenti abitanti è ben superiore a quello stabilito con decreto ministeriale sopra richiamato e per i quali il recente decreto legge n. 113/2016 sugli enti locali approvato in Consiglio dei Ministri in data 20 giugno 2016 deve, in fase di conversione in legge, ripristinare il regime ordinario delle assunzioni sbloccando, soprattutto, il vincolo alla spesa del personale previsto al 25% del personale cessato nell’anno precedente;
- è ormai noto che nei piccoli/medi comuni non è pensabile che 4 persone siano collocate in pensione e il comune le debba sostituire assumendone una soltanto, senza pregiudicare i servizi pubblici offerti;
impegna la Giunta regionale

a intervenire presso il Governo della Repubblica affinché:
1) per le Regioni che hanno già riconfermato il trasferimento di determinate funzioni amministrative alle province facendosi carico del relativo costo del personale provinciale, venga rimossa, urgentemente, la preclusione alle assunzioni di personale negli enti locali, prendendo atto formalmente che la procedura di ricollocazione del personale soprannumerario proveniente dalle province deve considerarsi conclusa;
2) per i comuni il cui rapporto dipendenti abitanti è più basso di quello fissato dal DM 24 luglio 2014 per gli enti dissestati, venga eliminato il blocco del turn over, modificando in tal senso il recente decreto legge 20 giugno 2016, n. 113 “Misure urgenti per gli enti territoriali e il territorio” eliminando il limite di spesa del 25% per le assunzioni negli enti locali stabilito dalla legge di stabilità 2016;
3) modifichi il decreto legge n. 113/2016 prevedendo che gli enti locali “virtuosi” possano procedere alle assunzioni a tempo indeterminato nel limite del 100% della spesa relativa al personale di ruolo cessato dal servizio nell’anno precedente.


SOMMARIO

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