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Contenuti: Mozione n. 262 - 10^ legislatura
COREVE

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
DECIMA LEGISLATURA


MOZIONE N. 262

IL CONSIGLIO REGIONALE ISTITUISCA UNA BORSA DI STUDIO IN MEMORIA DI GLORIA E MARCO, PROMETTENTI GIOVANI VENETI EMIGRATI PER LAVORO

presentata il 2 agosto 2017 dai Consiglieri Finco, Rizzotto, Coletto, Michieletto, Bassi, Ruzzante, Fabiano Barbisan, Gidoni, Ciambetti, Forcolin, Negro, Bottacin, Baldin, Dalla Libera, Sandonà, Semenzato, Berlato, Barison, Lanzarin, Gerolimetto, Finozzi, Boron, Salemi, Brescacin, Montagnoli, Ferrari, Guarda Fracasso e Possamai


Il Consiglio regionale del Veneto

PREMESSO CHE:
- il tragico evento, che ha visto la perdita di due giovani veneti nel rogo della Grenfell Tower, Gloria Trevisan e Matteo Gottardi, emigrati come tantissimi altri giovani in cerca di lavoro all’estero, ci riporta tragicamente al problema della fuga all’estero di molti nostri talenti;
- il fenomeno della fuga all’estero di Veneti, già nel 2015, ha compiuto un notevole balzo in avanti, risultando tra le regioni con il maggior numero di emigrati tra i quali figurano moltissimi giovani;
- il Veneto, secondo l’ultimo Rapporto "Italiani nel mondo 2016" presentato dalla Fondazione Migrantes relativo alle partenze effettuate nel 2015, risulta essere la seconda regione del nostro Paese con 10.374 partenze, dietro solo alla Lombardia (20.088) e davanti addirittura alla Sicilia (9.823) con a seguire il Lazio (8.436), il Piemonte (8.199) e l'Emilia Romagna (7.644);
- in dieci anni, dal 2006 al 2016, la mobilità è aumentata del 54,9%. Dieci anni fa i connazionali residenti in terra straniera erano poco più di 3 milioni. L'incremento in valore assoluto ha riguardato tutti i continenti e tutti gli Stati soprattutto quelli che accolgono le comunità più numerose di italiani come Argentina, Germania e Svizzera. Tuttavia le variazioni più significative degli ultimi 11 anni hanno riguardato la Spagna (+155,2%) e il Brasile (+151,2%);
- i giovani emigrati tra 18 e 34 anni sono il 36,7 % la cui meta preferita è stata la Germania (16.568), e di cui la Lombardia e il Veneto sono le principali regioni di emigrazione;
- secondo il recente Rapporto dell’Osservatorio Giovani, per la grande maggioranza di loro le opportunità lavorative sono scarse (55%) o limitate (33%);
- sempre la grande maggioranza dei giovani, si dichiara disponibile a lavori manuali, quelli che forse un tempo non avrebbero preso in considerazione, anche se non proprio coerenti con la preparazione posseduta purché siano discretamente pagati, evidenziando così, in risposta a coloro che li ritengono dei “bamboccioni”, un sano e pragmatico realismo, nonché flessibilità e adattabilità;
- oltre la metà dei giovani uomini e quasi il 60% delle giovani donne considera scarse le possibilità che l’Italia “offre a un giovane con la tua preparazione”. Il 90% di coloro che appartengono a una fascia economica bassa pensano che il Paese offra possibilità “scarse” o “limitate” relativamente alla propria preparazione, mentre i giovani di fascia alta hanno un po’ più di fiducia e il 20% le ritiene “adeguate”;
- per quasi il 30% dei giovani il problema principale del mondo del lavoro sono i limiti strutturali del mercato che dà poche occasioni, bassa qualità e contratti brevi e precari. In secondo luogo viene la situazione economica complessiva, al terzo posto la “preferenza data ai raccomandati”, al quarto la “minore esperienza” (15,4%). Solo un intervistato su cento ritiene che i giovani rifiutino alcuni lavori;
RITENUTO CHE:
- la mobilità, in questo caso dei nostri giovani, può essere ritenuta anche una risorsa che, però, può diventare dannosa se l’emorragia dei talenti e competenze non è corrisposta da una forza di attrazione che spinge al rientro nel nostro Paese e soprattutto nella nostra regione;
- troppo ampio sia ancora il gap fra le potenzialità e le legittime aspettative dei nostri giovani e l’offerta lavorativa anche in Veneto che rimane pur sempre la seconda regione manifatturiera e una terra ancora ricca di saperi;
AUSPICANDO infine che la tragica perdita di Gloria e Matteo e il sacrificio di molti altri giovani che sono stati costretti ad espatriare all’estero in cerca di un dignitoso lavoro, non rimanga solo un fatto di cronaca lasciato perlopiù ai posteri, ma costituisca, invece, un esempio di impegno, di determinazione e di spontanea vocazione di far da sé che tanto hanno caratterizzato il nostro tessuto sociale e la nostra cultura veneta;
tutto ciò premesso
impegna l’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale

ad istituire, in memoria e in onore di Gloria e Matteo, una borsa di studio a favore di studenti universitari che presentino una tesi di laurea o di dottorato di ricerca nelle materia di afferenza alla tutela e uso del territorio e dell’ambiente.


SOMMARIO

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