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Contenuti: Mozione n. 287 - 10^ legislatura
COREVE

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
DECIMA LEGISLATURA


MOZIONE N. 287

DEFLUSSO ECOLOGICO: TUTELARE LE RISORSE IDRICHE E LE ATTIVITÀ PRODUTTIVE DEL BACINO DEL PIAVE

presentata il 24 novembre 2017 dai Consiglieri Gerolimetto, Dalla Libera, Finco, Finozzi, Forcolin, Rizzotto e Brescacin


Il Consiglio regionale del Veneto

PREMESSO CHE:
- la Direttiva 2000/60/CE del 23 ottobre 2000, recante “Quadro per l’azione comunitaria in materia di acque”;
- la Deliberazione del Consiglio regionale del Veneto n. 107 del 5 novembre 2009 “Piano di Tutela delle Acque”;
- il Decreto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare 13 febbraio 2017, n.30/STA “Approvazione delle Linee Guida per l’aggiornamento dei metodi di determinazione del deflusso minimo vitale al fine di garantire il mantenimento nei corsi d’acqua del deflusso ecologico a sostegno del raggiungimento degli obiettivi di qualità ambientale dei corpi idrici definiti ai sensi della Direttiva 2000/60/CE”;
- la Direttiva n.2000/60/CE impone entro il 2021 di passare dal concetto di Deflusso Minimo Vitale dei corsi d’acqua (DMV) a quello di deflusso ecologico (DE);
- come specificato nel decreto del Ministero dell’Ambiente n.30-STA/2017 è competenza delle Autorità di bacino distrettuali dare attuazione alla Direttiva UE, in quanto responsabili della funzione di coordinamento delle attività regionali finalizzate all’attuazione della Direttiva medesima;
- già la normativa oggi vigente limita i consumi alle strette esigenze colturali in atto, nel pieno rispetto dell’assetto idro-geologico e delle portate DMV;
APPURATO che l’applicazione della Direttiva del DE, con la tempistica e i valori ipotizzati, causerebbe, come emerso dalle simulazioni:
1) stabile carenza dei volumi di riserva idrica ai fini irrigui;
2) impossibilità di fruizione ai fini turistici nella stagione estiva di tutti i laghi/serbatoi montani presenti nella Regione del Veneto, con presumibili negative conseguenze anche sulle comunità biologiche lacustri;
3) una riduzione di produzione di energia idroelettrica porterebbe alla produzione di energia da fonti fossili, con immissione in atmosfera di oltre 500.000 tonnellate di CO2;
4) minori entrate finanziarie per la pubblica amministrazione;
CONSIDERATO CHE
- le conseguenze per il settore primario sono quantificabili in 10.000 posti di lavoro a rischio e una perdita di PIL riferito all’area interessata di 1,5 MLD;
- mediante un investimento di 300.000 euro e la conseguente trasformazione a pluvirriguo di 30.000 ettari nella zona servita dalle derivazioni del fiume Piave, si avrebbe un risparmio sul prelievo d’acqua di 15mc/s;
impegna la Giunta regionale

ad attivarsi nelle sedi competenti affinché:
1) i valori del DE di nuova determinazione siano stabiliti dopo un’attenta fase di sperimentazione, che valuti attentamente le condizioni idrauliche ed ecologiche di ogni specifico sito, con lo scopo di non alterare significativamente l’equilibrio oggi esistente, frutto di consuetudini e sperimentazioni pluricentenarie;
2) il passaggio da DMV a DE avvenga nei tratti interessati dalle derivazioni in forma graduale e commisurata al finanziamento ed ai tempi necessari all’attuazione degli interventi di trasformazione dal sistema a scorrimento a quello pluvirriguo.

SOMMARIO

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