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Contenuti: Mozione n. 329 - 10^ legislatura
COREVE

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
DECIMA LEGISLATURA


MOZIONE N. 329

LA GIUNTA REGIONALE INTERVENGA PRESSO IL GOVERNO NAZIONALE PER DIFENDERE E SOSTENERE LA PRODUZIONE DI ZUCCHERO ITALIANO FORTEMENTE PENALIZZATO DAI PAESI EUROPEI

presentata il 12 aprile 2018 dai Consiglieri Barison e Berlato


Il Consiglio regionale del Veneto

PREMESSO CHE:
- in Italia fino al 2005 erano attivi 19 zuccherifici che con la loro produzione soddisfavano il 100% del fabbisogno nazionale. Il settore, compreso il comparto agricolo legato alla produzione di barbabietola, dava lavoro ad oltre 7.000 addetti diretti, senza considerare l’indotto;
- attualmente nel nostro Paese solo la Cooperativa Coprob Sca, che commercializza il brand “Italia Zuccheri”, vive strategicamente la filiera e la produzione di zucchero attraverso due impianti di produzione: lo stabilimento presente a Pontelongo qui in Veneto, e quello di Minerbio in Emilia;
l’attuale produzione di zucchero proveniente dai nostri due stabilimenti copre appena il 16% del fabbisogno nazionale, significa che l’84% viene importato dall’estero soprattutto da Francia e Germania;
le aziende agricole italiane che producono barbabietole in Italia sono 7.000 quasi tutte concentrate in pianura padana, nelle campagne dell’Emilia Romagna, Lombardia e Veneto;
CONSIDERATO CHE:
- nel 2006 l’Unione europea impose una prima riforma del settore riducendo le quote fino alla definitiva eliminazione delle stesse a partire dal 30 settembre 2017;
- le quote come per altri settori agro-alimentari, avevano la funzione di regolamentare il mercato europeo salvaguardando le aziende produttrici nei Paesi dell’Unione europea;
- tale decisione è stata giustificata principalmente da fattori climatici in quanto nel nord Europa, soprattutto in Francia e Germania, la resa per ettaro di produzione di barbabietola supera anche del 20% quella italiana;
- i produttori italiani quindi una decina di anni fa si sono trovati davanti ad una scelta: dismettere la produzione di zucchero o investire per guadagnare la competitività necessaria a sopravvivere nel mercato mondiale senza quote e nella prospettiva che entro il 2020 siano tolti definitivamente gli aiuti accoppiati per il settore;
VISTO CHE:
- la barbabietola da zucchero è una coltura di rotazione che favorisce anche la produttività di altre colture in avvicendamento come quella dei cereali;
- grazie ai nuovi sistemi di gestione e all’ottimazione delle tecniche di coltivazione nelle colture di barbabietola vengono applicati meno fertilizzanti;
- un ettaro di barbabietole è in grado di captare CO2 quanto un ettaro di bosco;
RILEVATO CHE:
- i costi per il funzionamento dei nostri zuccherifici, specie quelli legati alla spesa energetica, sono più alti dei concorrenti stranieri;
- senza accordi con le altre aziende del comparto agroalimentare italiano la produzione italiana è destinata a soccombere lasciando l’intera produzione dello zucchero in mano ad un oligopolio estero;
- gli investimenti sulla tecnologia per migliorare la produzione sono stati importanti negli ultimi anni e hanno dato un nuovo impulso per mantenere almeno la produzione esistente competitiva nei confronti della produzione straniera;
- l’Europa per un equilibrio nelle varie aree di produzione, anche per aspetti prettamente ambientali e per una corretta rotazione delle colture, dovrebbe mantenere una percentuale di produzione di barbabietole anche in Italia;
- Paesi del nord Europa, come la Francia, stanno acquisendo da diversi anni aziende italiane nel settore agro-alimentare e per il comparto relativo allo zucchero l’azienda storica Eridania è ora di proprietà francese;
tutto ciò premesso,
impegna la Giunta regionale

ad attivarsi nei confronti del Governo italiano affinché si mobiliti in sede europea per dare continuità alle filiere bieticolo-saccarifere mediterranee, indispensabili per l’agricoltura e l’economia dei territori, mantenendo gli aiuti accoppiati per il settore oltre il 2022 e adottando provvedimenti di garanzia e di equilibrio del mercato interno europeo. Tale presa di posizione sia inserita nelle politiche a difesa del “made in Italy” con particolare riferimento al nostro settore bieticolo-saccarifero.


SOMMARIO

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