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Contenuti: Mozione n. 358 - 10^ legislatura
COREVE

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
DECIMA LEGISLATURA


MOZIONE N. 358

STOP ALLA VENDITA DI CANNABIS LIGHT: IL GOVERNO INTERVENGA AL PIÙ PRESTO

presentata il 4 luglio 2018 dai Consiglieri Giorgetti, Donazzan, Negro e Conte


Il Consiglio regionale del Veneto

PREMESSO CHE:
- secondo l’ultimo rapporto dell’Agenzia europea delle droghe O.E.D.T. (Osservatorio Europeo delle Droghe e delle Tossicodipendenze), l’Italia è al terzo posto per uso di cannabis tra i Paesi dell’Unione Europea;
- il Dipartimento per le Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio ha stimato, nella Relazione annuale 2017 sullo stato delle tossicodipendenze, che gli italiani spendono ogni anno 14,2 miliardi di euro per le sostanze stupefacenti, di cui più di un quarto del monte totale in derivati della cannabis;
- ha stimato inoltre che circa 1 persona su 3, di età compresa tra i 15 e i 64 anni, ha utilizzato almeno una sostanza stupefacente illegale nell’arco della vita;
- detta percentuale aumenta al 43% analizzando il campione dei giovani italiani tra i 15 ed i 34 anni;
- il primato di consumo va alla cannabis, utilizzata almeno una volta nella vita dal 33,1% della popolazione, e dal 42,5% dei giovani adulti;
PREMESSO INOLTRE CHE:
- in un parere richiesto il 19 febbraio di quest’anno dal Ministero della Salute e recentemente reso pubblico, il Consiglio Superiore di Sanità ha raccomandato al Governo "siano attivate, nell'interesse della salute individuale e pubblica e in applicazione del principio di precauzione, misure atte a non consentire la libera vendita dei suddetti prodotti";
- al Consiglio Superiore di Sanità infatti "non appare in particolare che sia stato valutato il rischio al consumo di tali prodotti”, e va evitato che “l'assunzione inconsapevolmente percepita come 'sicura' e 'priva di effetti collaterali' si traduca in un danno per se stessi o per altri”.
CONSIDERATO CHE:
- la droga esercita una azione distruttiva sia sull’organismo e sia sul sistema nervoso, agendo direttamente sui neuro-trasmettitori, altera la trasmissione degli impulsi nervosi determinando gravissime conseguenze quali: perdita della capacità di reagire agli stimoli, incapacità di valutare e controllare le proprie azioni, sdoppiamento della personalità, alterazioni mentali, distorta percezione dello spazio e del tempo e alterazione di tutte le funzioni fondamentali. Sull’organismo, la droga è in grado di arrecare danni irreversibili a diversi e molteplici organi ed è, in taluni casi, causa di tumori o patologie similari e ovviamente di morte.
- secondo numerosi studi ed analisi, la quasi totalità dei fruitori abituali di eroina o cocaina ha in precedenza fatto uso di marijuana. Appare quanto mai evidente una stretta correlazione tra l’uso delle droghe leggere ed il successivo approccio alle droghe pesanti, dove la cannabis può essere facilmente individuata quale anticamera, nella stragrande maggioranza dei casi, alla tossicodipendenza. E’ bene ricordare che, dai dati riportati dal Ministero dell’Interno, le morti causate direttamente dall'abuso di sostanze stupefacenti;
CONSIDERATO INOLTRE che secondo S.I.T.D. (Società Italiana Tossicodipendenze) in Italia nel 2017 sono morte 196 persone per overdose, 28 delle quali nella nostra Regione: l’età media dei deceduti si attesta a quasi 38 anni, dato che scende ai 34,8 registrati per i decessi avvenuti in Veneto. E’ bene ricordare che le rilevazioni sugli esiti nefasti per abuso di droga hanno avuto inizio in Italia a partire dal 1973 con l’unico caso segnalato in quell’anno e nei successivi 44 anni i morti sono stati complessivamente più di 25.000;
RILEVATO che secondo i dati forniti dal Ministero dell’Interno, nel 2017 gli incidenti stradali rilevati da Carabinieri e Polizia Stradale nei quali sono state riportate lesioni a persone e/o almeno uno dei conducenti dei veicoli coinvolti era sotto l’effetto di sostanze stupefacenti sono stati 1.355, pari al 2,3% degli incidenti complessivamente rilevati;
RITENUTO pericoloso, per le motivazioni sopraesposte, il proliferare dei “grow shop” dediti alla libera vendita, anche online, della canapa con bassi livelli di tetraidrocannabinolo THC e prodotti derivati (in Italia ad oggi sono presenti più di 422 negozi, almeno uno in ogni capoluogo di provincia, per un giro d’affari complessivo annuo di 40 milioni),
impegna la Giunta regionale

ad attivarsi presso il Governo affinché intervenga disponendo lo stop alla libera vendita di cannabis light.


SOMMARIO

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