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Contenuti: Mozione n. 371 - 10^ legislatura
COREVE

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
DECIMA LEGISLATURA


MOZIONE N. 371

NON SIA CONSENTITO REGISTRARE UN BAMBINO COME FIGLIO DI DUE PADRI O DI DUE MADRI. LA GIUNTA REGIONALE VIGILI SUGLI ENTI LOCALI AFFINCHÉ, NELL’ESERCIZIO DEGLI ATTI ANAGRAFICI, SI ATTENGANO ALLE DISPOSIZIONI STATALI.

presentata il 17 luglio 2018 dai Consiglieri Berlato e Barison


Il Consiglio regionale del Veneto

VISTO l’articolo 117, primo comma 1, lettera i) della Costituzione;
VISTO l’articolo 33, comma 2, dello Statuto della Regione Veneto (L.R.S. n. 1/2012);
CONSIDERATO come, secondo l’ordinamento giuridico italiano, non sia consentito registrare un bimbo come figlio di due padri o di due madri, in quanto la genitorialità risulta collegata strettamente con l’essere i due genitori di sessi diversi;
RITENUTO che gli atti relativi all’anagrafe dello stato civile attengono a materia delegata dallo Stato ai Comuni, in virtù dell’articolo 54, comma 3, del T.U. n. 267 del 2000, e successive modifiche ed integrazioni;
PRESO ATTO che trattandosi quanto ai cennati atti anagrafici, di funzioni delegate, cioè di funzioni la cui titolarità permane in capo all’Ente delegante, cioè allo Stato, rimanendo ai Comuni il solo esercizio di dette funzioni - né Sindaco né Giunta né Consiglio comunale sono dotati in materia di discrezionalità alcuna, dovendosi limitare ad attuare il dettato normativo vigente, che non consente le iscrizioni/trascrizioni di bimbi come figli di due mamme o di due papà;
RAVVISATO pertanto come, ogniqualvolta si registri un bimbo come figlio di due madri o di due padri, si configuri un illecito amministrativo;
VALUTATO, altresì, come potrebbe in dette fattispecie realizzarsi pure una violazione del Codice Civile, in quanto chiunque ne avesse interesse avrebbe titolo per impugnare una dichiarazione di atto di nascita non corrispondente al vero;
CONSIDERATO, inoltre, che il pronunciamento di false dichiarazioni all’Ufficiale di stato civile ovvero l’“alterazione di stato” sono suscettibili di configurare un illecito penale;
RITENUTO centrale l’interesse di ogni bimbo ad avere un padre ed una madre, ai fini di una sua crescita armonica ed integrale, come testimoniano un’esperienza e una cultura, non solo giuridica, millenarie;
PRESO ATTO che su simili frontiere è in gioco il bene comune e il futuro di qualsivoglia comunità e che il grado di civiltà di un popolo si misura dall’attenzione che nutre verso i più piccoli e i più deboli;
impegna la Giunta regionale

- nell’esercizio delle proprie funzioni di cui all’articolo 54, comma 1, dello Statuto Regione Veneto,
- a vigilare sugli Enti locali, affinché nell’esercizio degli atti anagrafici si attengano alle disposizioni dello Stato, considerato che trattasi di materia di competenza statale, nella quale i Comuni non godono di discrezionalità alcuna, dovendosi limitare all’esercizio della stessa nel rispetto delle norme vigenti e al rispetto della necessaria coincidenza di interessi tra il soggetto delegante e il soggetto delegato, agendo a cura degli stessi interessi pubblici stabiliti dalla legge.


SOMMARIO

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