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Contenuti: Mozione n. 429 - 10^ legislatura
COREVE

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
DECIMA LEGISLATURA

MOZIONE N. 429

ACQUA ALTA A VENEZIA: LA GIUNTA SOSTENGA CON FORZA IL PROGETTO DI MESSA IN SICUREZZA DI PIAZZA SAN MARCO E IL COMPLETAMENTO DEI LAVORI DI SALVAGUARDIA DELLA LAGUNA

presentata il 6 novembre 2018 dai Consiglieri Pigozzo, Zottis, Fracasso, Azzalin, Moretti, Salemi, Sinigaglia, Zanoni e Guarda

Il Consiglio regionale del Veneto

PREMESSO CHE:
- lunedì 29 e martedì 30 ottobre 2018 gran parte del territorio Veneto è stato funestato da importanti eventi metereologici, che hanno causato esondazioni di fiumi, smottamenti e frane, con conseguenti evacuazioni della popolazione, chiusure di fabbriche e attività commerciali, problemi di black out su vasta scala ed anche di mancanza di acqua potabile; effetti devastanti che sono stati paragonati a quelli dell’alluvione del 1966;
- lunedì 29 ottobre, in particolare, Venezia è stata “assediata” per interminabili ore da un’acqua alta eccezionale, che ha raggiunto la straordinaria altezza di 156 cm s.l.m. causando enormi disagi ai residenti, ai lavoratori pendolari e ai turisti ma anche incalcolabili danni agli edifici privati, alle attività commerciali ed anche, purtroppo, all’inestimabile patrimonio storico-artistico che questa città racchiude e conserva sin dai propri albori;
- all’indomani da quella che i tecnici hanno definito la “quarta acqua alta di sempre”, Carlo Alberto Tesserin, Primo Procuratore di S. Marco e Pierpaolo Campostrini, Procuratore di S. Marco con delega ai Servizi tecnici, attraverso un comunicato che ha avuto una forte risonanza a livello mediatico, hanno inteso scuotere le coscienze lanciando un altisonante grido di allarme per salvare la Basilica di San Marco, il gioiello per eccellenza della Città di Venezia, richiamando con fermezza e severità tutte le Istituzioni preposte alle proprie responsabilità;
- il Primo Procuratore e il Procuratore delegato hanno rilevano con fermezza che “(...) Per la quinta volta di sempre, la seconda nel nuovo millennio, l’acqua della laguna è entrata nel corpo principale della Basilica di San Marco, bagnando qualche decina di metri quadri del millenario pavimento a mosaico marmoreo, di fronte all’altare della Madonna Nicopeia; inoltre, ha inondato completamente il Battistero e la Cappella Zen ed è arrivata ben 90 cm sopra il pavimento mosaicato del Nartece, bagnando i monumentali portoni in bronzo bizantini, le colonne, i marmi. La permanenza dell’acqua salata nel Nartece è durata oltre 16 ore. Dietro i preziosi marmi, la chiesa ha una struttura di mattoni, che imbevuti di acqua salata si ammalorano anche fino ad un’altezza di diversi metri, mettendo a rischio la tenuta dei mosaici che adornano le volte.
In un solo giorno la Basilica è invecchiata di vent’anni (...) Per noi, riparare ai danni delle frequenti inondazioni, a parte i costi connessi, sta diventando sempre più difficile e potrebbe diventare impossibile, specie in uno scenario di cambiamenti climatici globali che il mondo scientifico considera certi.
La Procuratoria di S. Marco, (...) esprime ad alta voce la propria impazienza, motivata dal dolore che provoca la vista delle proprie strutture allagate. Intende adoprarsi per richiamare le Autorità di Governo all’azione, che deve essere fattiva, efficace ed urgente. La nostra generazione possiede capacità tecnologiche e risorse immensamente superiori a quelle disponibili nel periodo in cui la Basilica di S. Marco fu costruita: al di là di ogni ipocrisia, la messa a rischio di un patrimonio inestimabile di cultura, di valori spirituali e civili è questione di volontà, non già di possibilità.
Adempiere a questo dovere appartiene quindi alla presente generazione e a tutti noi, nessuno escluso, ciascuno certamente con le attribuzioni della propria posizione, ma con l’aggiunta di quel pezzettino di responsabilità sociale che ricade su ognuno. Non ci sono più alibi: (...) non si può aspettare oltre, il pericolo incombe e la pazienza è finita.”;
CONDIVIDENDO appieno le preoccupazioni espresse nel sopracitato comunicato emesso dalla Procuratoria di San Marco per il rischio concreto che si possano verificare danneggiamenti tali da compromettere la conservazione del patrimonio monumentale, storico e artistico della Città di Venezia;
RECEPENDO il senso e l’importanza del richiamo alla responsabilità e all’azione che i Procuratori di San Marco hanno così accoratamente rivolto alle Istituzioni tutte;
RILEVATO che nella “Nota di aggiornamento del Documento di Economia e Finanza Regionale” (DEFR 2019-2021, Pda n. 80), alla “Missione 09 - Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell’ambiente”, “Programma 09.02 - Tutela Valorizzazione e Recupero Ambientale”, prossimamente all’esame del il Consiglio regionale, è dichiarata la necessità “(...) di dare vita ad una Authority istituzionale, composta da Regione del Veneto, Città Metropolitana di Venezia, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, avente compiti di indirizzo rispetto agli interventi di gestione e manutenzione del sistema MOSE e di monitoraggio delle opere di regolazione delle maree della Laguna di Venezia.(...)”, che pone un preciso impegno a darne concreta attuazione;
tutto ciò premesso,
impegna la Giunta regionale

a farsi parte attiva presso il Governo e il Parlamento affinché si provveda, con la massima urgenza possibile, alla realizzazione del progetto di messa in sicurezza di Piazza San Marco, nonché al completamento dei lavori del MOSE, ponendo un punto fermo e definitivo nel processo di salvaguardia di Venezia e della Sua Laguna dalle acque alte.

SOMMARIO

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