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Contenuti: Mozione n. 436 - 10^ legislatura
COREVE

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
DECIMA LEGISLATURA


MOZIONE N. 436

LA GIUNTA REGIONALE SI FACCIA PARTE ATTIVA PRESSO IL GOVERNO E IL PARLAMENTO AFFINCHÉ SI DIA SEGUITO ALLA SEGNALAZIONE N. 4 DEL 17 OTTOBRE 2018 DELL’AUTORITÀ NAZIONALE ANTICORRUZIONE

presentata il 15 novembre 2018 dal Consigliere Ruzzante


Il Consiglio regionale del Veneto

PREMESSO CHE:
- in sede di risposta resa all’interrogazione a risposta scritta n. 569 presentata il 9 aprile 2018 dal Consigliere regionale Piero Ruzzante e avente ad oggetto “Contributi regionali per la metanizzazione del territorio: la Giunta regionale ha verificato se le somme erogate ai beneficiari siano state fedelmente dichiarate ai fini della determinazione delle tariffe nelle stime peritali per la messa in gara del servizio di distribuzione del gas naturale?”, la Giunta regionale rappresentava che: “aspetto fondamentale nella predisposizione dei documenti di gara, che il Comune quale stazionale appaltante ha il compito di predisporre nel rispetto della specifica normativa di settore, è la determinazione del valore delle reti e degli impianti che deve essere riconosciuto dal vincitore dell’appalto al gestore uscente ed agli eventuali Comuni proprietari di parti di reti afferenti alla distribuzione del gas naturale, ai quali a titolo di rimborso deve essere pertanto destinato un compenso calcolato al netto dei contributi eventualmente erogati da soggetti pubblici per la realizzazione della rete del gas”;
- nella medesima risposta, la Giunta regionale specificava che: “considerati gli effetti conseguenti la non corretta valutazione da parte degli enti locali - ATEM del valore delle infrastrutture, l’Unità Organizzativa Energia della Giunta regionale, pur non avendo la responsabilità di controllo, ma a titolo di informazione e fattiva collaborazione, ha inviato in data 22 agosto 2018 una lettera ai Comuni, agli ATEM e ad ARERA (Autorità di regolazione per Energia Reti e Ambiente) per ricordare l’obbligo di considerare i contributi pubblici eventualmente concessi per la realizzazione delle reti di distribuzione del gasi (tra i quali quelli legati alla L.R. 2/1987) in sede di determinazione delle tariffe di località e delle perizie VIR ai fini della messa a gara e trasferimento oneroso degli impianti.”;
APPRESO che il Consiglio nazionale dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) con delibera n. 868 del 17 ottobre 2018 ha approvato l’Atto di segnalazione n. 4 del 17 ottobre 2018 concernente la verifica degli affidamenti dei concessionari ai sensi dell’articolo 177 del decreto legislativo n. 50/2016 e adempimenti dei concessionari autostradali ai sensi dell’articolo 178 del medesimo codice, per indicare al Governo e al Parlamento la presenza di fenomeni particolarmente gravi di inosservanza o di applicazione distorta della normativa di settore;
RILEVATO che nel corpo del richiamato documento, tra i profili di criticità rilevati, si legge quanto segue: “Tra i fenomeni degni d’interesse è emersa - in particolare, nel settore della distribuzione del gas (ex art. 115 del D.lgs. n. 50/2016) - una singolare dislocazione fisica tra la sede legale del Concessionario che svolge il servizio e quella degli enti locali titolari delle concessioni che fruiscono del servizio stesso (Concedente). [...] La Tab. 3 evidenzia la presenza sul territorio nazionale di un numero di Concessionari (Gestori) relativamente contenuto che realizza il servizio per un numero elevato di enti locali (piccoli e medi). Tale situazione sembra determinare una sorta di dumping e, quindi, il rovesciamento delle norme sulla concorrenza, laddove pochi gruppi di grandi dimensioni risultano Concessionari in assenza di una procedura di gara, determinando alcuni monopoli di fatto. Se ciò si può comprendere alla luce del risalente quadro normativo, antecedente al 2000, oggi è necessario riaffermare che i Concedenti (enti locali) sono tenuti a individuare i Concessionari mediante procedure ad evidenza pubblica”;
EVIDEZIATO CHE:
- l’ANAC, nel considerare che il fenomeno sopra tratteggiato potrebbe rilevare ai fini di una eventuale e più dettagliata attività di monitoraggio delle concessioni, si sofferma sulla questione della tariffe, evidenziando che: “Una prima questione riguarda le tariffe applicate agli utenti finali e gli svantaggi per il mercato derivanti dalla presenza di alcuni possibili monopoli. Considerato, infatti, che i valori delle Tariffe agli utenti sono determinati anche attraverso i costi di gestione comunicati e documentati dagli stessi concessionari, oltre che dai parametri indicati dall’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas, la situazione attuale rischia di consentire ad una limitata platea di Concessionari di incidere indirettamente sulle Tariffe. Per comprendere più analiticamente il fenomeno, dovrebbero essere operati opportuni confronti tra i costi all’utente nei casi in cui il servizio è fornito da Concessionari che raggruppano un rilevante numero di Concedenti, rispetto ai casi nei quali ciò non avviene; in sostanza si dovrebbe valutare l’effetto finale dei possibili monopoli di fatto sulla qualità e sul costo del servizio di distribuzione del gas.”;
- in tale contesto, quale questione comunque non riguardante il solo settore della distribuzione del gas, la medesima Autorità precisa che: “Una ulteriore questione emersa dal censimento delle concessioni riguarda il carente ruolo svolto dai Concedenti: alcuni di questi, non certo secondari per importanza economica ed estensione, si sono limitati - nella compilazione del Modulo - alla semplice “presa d’atto” dei dati dichiarati dai Concessionari senza effettuare alcuna verifica in concreto degli stessi (salvo rinvii di prammatica a successivi controlli che il Concedente si riservava di espletare);
VISTO che con l’atto di segnalazione in argomento, l’ANAC ha segnalato al Governo e il Parlamento:
“a) la necessità di un intervento volto a sollecitare l’affidamento tramite procedure ad evidenza pubblica, ai sensi delle disposizioni del Codice dei contratti pubblici, delle concessioni scadute;
b) la necessità di richiamare l’attenzione dei Concedenti quali soggetti naturalmente preposti alle verifiche sui Concessionari, in quanto parti del contratto di concessione e deputati all’applicazione delle relative penali che conseguono al mancato rispetto dei limiti percentuali previsti dall’art. 177 Codice;
c) la necessità di richiamare, altresì, l’attenzione dei Concedenti a rivisitare le convenzioni di concessione in essere, esercitando anche le proprie prerogative di monitoraggio dei rispettivi concessionari come, peraltro, disciplinato nelle linee guida n. 11 del 2018 e, più in generale, nelle linee guida n. 9 del 2018 (monitoraggio dei contratti di partenariato pubblico privato).”;
CONSIDERATO CHE:
- la Giunta regionale, con nota del 22 agosto 2018 prot.n. 355051, ha ricordato ai Comuni concedenti, e agli ATEM e ad ARERA, che “la mancata o incompleta valutazione dei contributi ricevuti determina una stima non corretta della consistenza delle reti di distribuzione, e conseguentemente da un lato un potenziale arricchimento indebito del gestore uscente, dall’altro una maggiorazione della tariffa per il cittadino, causata dalla necessità del gestore entrante di recuperare i maggiori oneri legati al valore delle opere erroneamente stimate.”;
- nella medesima risposta all’atto di sindacato ispettivo di cui in premessa, la Giunta regionale forniva altresì una succinta rappresentazione circa lo stato di attuazione delle procedure di affidamento, affermando che all’interno dei 15 ATEM veneti solamente per gli Ambiti di Belluno, Verona 2 e Venezia 1 risultavano in corso le gare di affidamento del servizio di distribuzione del gas, peraltro in pendenza di ricorsi amministrativi;
VISTO l’articolo 3 del decreto ministeriale 12 novembre 2011, n. 226 (Regolamento per i criteri di gara e per la valutazione dell’offerta per l’affidamento del servizio della distribuzione del gas naturale, in attuazione dell’articolo 46-bis del decreto-legge 1° ottobre 2007, n. 159, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 29 novembre 2007, n. 222) che riconosce alle regioni un importante ruolo propulsivo e sostituivo per i casi di inerzia degli enti locali (Concedenti) ad avviare le procedure per l’affidamento del servizio di distribuzione del gas;
impegna la Giunta regionale

ad intervenire presso il Governo e il Parlamento, offrendo altresì la propria collaborazione, per quanto di competenza e anche in virtù del ruolo attribuitole ai sensi dell’articolo 3 del DM n. 226 del 2011, affinché si dia immediato seguito agli interventi richiesti dall’Autorità Nazionale Anticorruzione con la segnalazione n. 4 del 17 ottobre 2018.


SOMMARIO

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