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Contenuti: Mozione n. 462 - 10^ legislatura
COREVE

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
DECIMA LEGISLATURA


MOZIONE N. 462

TUTELA DELLA DONNA E DELLA MATERNITÀ PER SALVAGUARDARE E VALORIZZARE LA VITA

presentata il 7 febbraio 2019 dai Consiglieri Berlato e Barison


Il Consiglio regionale del Veneto

PREMESSO CHE:
- la legge del 22 maggio 1978 n. 194 “Norme per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza” è nata con l’obiettivo principale di eliminare gli aborti clandestini ma anche per tutelare e sostenere le donne in difficoltà che non vogliono abortire, coniugando il valore sociale della maternità con la tutela della vita fin dal suo inizio;
- la legge 194, che disciplina in 22 articoli l’interruzione volontaria di gravidanza definendone circostanze, modalità, luoghi e persone deputati all’intervento riporta nel testo che: “Lo Stato garantisce il diritto alla procreazione cosciente e responsabile, riconosce il valore sociale della maternità e tutela la vita umana dal suo inizio. L’interruzione volontaria della gravidanza, di cui alla presente legge, non è mezzo per il controllo delle nascite. Lo Stato, le regioni e gli enti locali, nell’ambito delle proprie funzioni e competenze, promuovono e sviluppano i servizi socio-sanitari, nonché altre iniziative necessarie per evitare che l’aborto sia usato ai fini della limitazione delle nascite”;
- la legge 194 è conosciuta e considerata come la legge sull’aborto ma ciò che molto spesso viene disatteso è che la legge è a tutela della maternità e delle donne, e prevede l’istituzione di consultori familiari per assistere le gestanti attraverso un’informazione completa e corretta sui loro diritti, sulle norme che tutelano il lavoro, attuando o proponendo interventi speciali quando la maternità crei problemi particolari;
- sono molti i punti della legge a sostegno e tutela della maternità in particolare i consultori familiari istituiti dalla legge 29 luglio 1975 n 405, assistono la donna in stato di gravidanza:
- informandola sui diritti a lei spettanti in base alla legislazione statale e regionale, e sui servizi sociali, sanitari e assistenziali concretamente offerti dalle strutture operanti nel territorio;
- informandola sulle modalità idonee a ottenere il rispetto delle norme della legislazione sul lavoro a tutela della gestante;
- attuando direttamente o proponendo all’ente locale competente o alle strutture sociali operanti nel territorio speciali interventi, quando la gravidanza o la maternità creino problemi per risolvere i quali risultino inadeguati i normali interventi di cui al punto precedente;
- contribuendo a far superare le cause che potrebbero indurre la donna all’interruzione della gravidanza. I consultori sulla base di appositi regolamenti o convenzioni possono avvalersi, della collaborazione volontaria di idonee formazioni sociali di base e di volontariato, che possono anche aiutare la maternità difficile dopo la nascita;
- il consultorio e la struttura socio-sanitaria, oltre a dover garantire i necessari accertamenti medici hanno il compito in ogni caso, e specialmente quando la richiesta di interruzione della gravidanza sia motivata dall’incidenza delle condizioni economiche, o sociali, o familiari sulla salute della gestante, di esaminare con la donna e con il padre del concepito, ove la donna lo consenta, nel rispetto della dignità e della riservatezza della donna e della persona indicata come padre del concepito, le possibili soluzioni dei problemi proposti, di aiutarla a rimuovere le cause che la porterebbero alla interruzione della gravidanza, di metterla in grado di far valere i suoi diritti di lavoratrice e di madre, di promuovere ogni opportuno intervento atto a sostenere la donna, offrendole tutti gli aiuti necessari sia durante la gravidanza sia dopo il parto;
- quando la donna si rivolge al medico di sua fiducia questi compie gli accertamenti sanitari necessari, nel rispetto della dignità e della libertà della donna; valuta con la donna stessa e con il padre del concepito, ove la donna lo consenta, nel rispetto della dignità e della riservatezza della donna e della persona indicata come padre del concepito, anche sulla base dell’esito degli accertamenti di cui sopra, le circostanze che la determinano a chiedere l’interruzione della gravidanza, la informa sui diritti a lei spettanti e sugli interventi di carattere sociale cui può fare ricorso, nonché sui consultori e le strutture socio-sanitarie;
- se non viene riscontrato il caso di urgenza al termine dell’incontro il medico del consultorio o della struttura socio-sanitaria o il medico di fiducia, di fronte alla richiesta della donna di interrompere la gravidanza le rilascia copia di un documento, firmato anche dalla donna attestante lo stato di gravidanza e l’avvenuta richiesta, e la invita a soprassedere per sette giorni, trascorsi i quali la donna può presentarsi per ottenere l’interruzione della gravidanza sulla base del documento rilasciatole presso una delle sedi autorizzate;
VALUTATO CHE:
- bisogna dare più sostegno alle donne che sono in difficoltà, che hanno dubbi rispetto al fatto di portare avanti una gravidanza e che spesso però si ritrovano da sole di fronte a una scelta così importante;
- i consultori così creati, dovrebbero aiutare a superare le cause che possono indurre la donna ad abortire, in particolar modo se queste hanno natura economica, sociale o familiare.
- dovrebbe esserci un sistema che supporti le donne che decidono di non abortire o comunque offrire alla donna la possibilità di decidere liberamente, dopo aver considerato tutte le opzioni, di interrompere la gravidanza o meno.
PRESO ATTO CHE:
- la legge considerata e applicata in modo migliore soprattutto nella sua valenza preventiva dell’aborto, attraverso un rilancio dei ruoli dei Consultori pubblici in tutto il territorio, per potere rispondere ai bisogni delle nuove generazioni con una corretta educazione alla prevenzione;
- l’autodeterminazione deve essere sostenuta da consultori efficienti, dove il primo obiettivo sia la salvaguardia e la valorizzazione della vita;
RITENUTO CHE:
- si dovrebbe richiamare l’attenzione sulla parte della legge che tutela le maternità, come riportato anche nel titolo;
- l’informazione e la prevenzione sono un binomio inscindibile e sia la donna che l’uomo devono essere consapevoli in modo tale da poter agire con cognizione di causa;
tutto ciò premesso
impegna la Giunta regionale

ad attuare tutte quelle azioni riportate nella legge 194/78 a tutela della donna e della maternità al fine di salvaguardare e valorizzare la vita.

SOMMARIO

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