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Contenuti: Mozione n. 476 - 10^ legislatura
COREVE

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
DECIMA LEGISLATURA


MOZIONE N. 476

MISURE REGIONALI DI MITIGAZIONE E CONTRASTO AI CAMBIAMENTI CLIMATICI

presentata il 14 marzo 2019 dai Consiglieri Zanoni, Fracasso, Azzalin, Moretti, Sinigaglia, Zottis, Guarda e Pigozzo


Il Consiglio regionale del Veneto

PREMESSO CHE:
- con deliberazione n 9 del 19 aprile 2016 il Consiglio regionale del Veneto ha approvato l’“Aggiornamento del Piano regionale di tutela e risanamento dell’atmosfera. D.Lgs. 152/2006 s.m.i. - D.Lgs. 155/2010”. Il Piano aggiorna il documento di zonizzazione che fotografa lo stato di qualità dell’aria e le diverse fonti di pressione che influenzano l’inquinamento atmosferico, definendo gli inquinanti più critici e le sorgenti emissive su cui concentrare le misure di risanamento e inoltre delinea le azioni di intervento della Regione programmate fino al 2020 e individuate sulla base del lavoro di analisi svolto a livello nazionale e regionale, suddivise per ambiti o aree di intervento;
- il D.Lgs. n. 155/2010, in attuazione della Direttiva 2008/50/CE relativa alla qualità dell’aria, come novellato dal D.Lgs. n. 250/2012, rappresenta il quadro normativo di riferimento sulla valutazione e la gestione della qualità dell’aria;
- il Progetto Po Regions Engaged to Policies of AIR (prepAIR), finanziato nell’ambito del programma LIFE 2014-2020, realizza azioni nel bacino padano ed in Slovenia volte al miglioramento della qualità dell’aria nel rispetto della normativa europea e nazionale, rappresentando il bacino del Po una criticità rispetto alla massiccia presenza di agenti inquinanti legati al traffico, al riscaldamento domestico, all’industria e alla produzione di energia;
- le numerose raccomandazioni delle organizzazioni internazionali, in particolare l’Environmental Performance Review dell’OCSE del 2013, invitano l’Italia a ridurre la fiscalità sul lavoro e ad aumentare quella sulle attività dannose per l’ambiente;
- il Catalogo dei sussidi ambientalmente dannosi e dei sussidi ambientalmente favorevoli emanato dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTMN) nel 2017 denuncia l’assenza di una ricognizione a livello subnazionale, ed in particolare regionale, in materia di fiscalità ambientale evidenziando l’urgenza di effettuare studi approfonditi per l’adozione di misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali come disposto dalla legge n. 221/2015;
RILEVATO CHE:
- la transizione ecologica dell’economia richiede misure per la promozione dello sviluppo sostenibile che, da un lato, contrastino i cambiamenti climatici attraverso la riduzione dei consumi di combustibili fossili, la promozione dell’efficienza energetica e lo sviluppo delle energie rinnovabili, e dall’altro lato, favoriscano la riduzione delle emissioni inquinanti che impattano sulla salute e l’ambiente;
- la riduzione dell’onere fiscale a carico di lavoratori e delle imprese è uno strumento imprescindibile per il contrasto alla povertà che incentiva l’occupazione attraverso la riduzione del costo del lavoro finalizzato allo sviluppo sostenibile;
- l’imposizione fiscale di una tassa sulle emissioni di carbonio e, più in generale, sul consumo delle risorse naturali scarsamente biodisponibili e sulle emissioni inquinanti, rappresenta l’auspicabile soluzione affinché il gettito così ottenuto costituisca una risorsa per ridurre il prelievo sul lavoro e per incentivare l’occupazione, nonché per finanziare interventi volti alla promozione dell’efficientamento energetico a vantaggio prioritario delle famiglie a basso reddito;
TENUTO CONTO:
- delle raccomandazioni della Commissione Europea “Energia pulita per tutti gli europei”, in ottemperanza agli obiettivi di riduzione dei gas climalteranti e derivanti dagli impegni dell’Accordo di Parigi per il clima, del Compact of States of Regions e del Protocollo Internazionale “Under 2 Subnational Global Climate Leadership”;
- della necessità di favorire, in collaborazione con i centri di ricerca veneti e le reti internazionali, lo sviluppo di tecnologie innovative per la riduzione significativa delle emissioni in atmosfera e di riduzione dell’impronta carbonica e delle polveri sottili di pesante impatto nella pianura Padana, in particolare in ambito urbano;
- dell’Accordo di bacino padano per il miglioramento della qualità dell’aria, sottoscritto a Bologna, durante il G7 Ambiente del 9 giugno 2017, dal Ministro Galletti e dai Presidenti di Regione Lombardia, Piemonte, Veneto e Emilia-Romagna, approvato con delibera di Giunta regionale n. 6675/2017, che prevede misure congiunte, strutturali e temporanee, prioritariamente rivolte al settore traffico, ai generatori di calore domestici a legna, alle combustioni all’aperto e al contenimento delle emissioni di ammoniaca dalle attività agricole e zootecniche;
- del Protocollo “Subnational Global Climate Leadership Memorandum of Understanding” (under 2 MOU) per la riduzione delle emissioni climalteranti prodotte sul territorio regionale dall’80 al 95% rispetto al valore del 1990 oppure al di sotto di due tonnellate pro-capite per anno, nonché all’adozione di misure di adattamento;
TENUTO CONTO ALTRESÌ che recentemente nel territorio del Veneto si sono manifestati gli effetti devastanti dei cambiamenti climatici, in particolare si sono verificati eventi metereologici estremi come il tornado del luglio 2015 che ha colpito la Riviera del Brenta e l’uragano che ha investito la provincia di Belluno il 29 ottobre 2018, per non parlare della prolungata siccità e della presenza di nuovi parassiti e patologie che hanno causato gravi danni all’agricoltura;
impegna la Giunta regionale

1) a realizzare entro tre mesi uno studio di pre-fattibilità sulla riforma della fiscalità regionale per la riduzione del consumo di risorse naturali e delle emissioni climalteranti, al fine di ottenere una valutazione delle possibili entrate che andrebbero ad incrementare il bilancio della Regione Veneto e l’individuazione di misure tese alla detassazione dei redditi da lavoro che possano incoraggiare il potere d’acquisto delle famiglie, evitando un aumento del carico fiscale complessivo;
2) a valutare modalità di ulteriore zonizzazione della tassazione regionale relativa ai trasporti, in modo da commisurare la pressione fiscale sul possesso di veicoli alle emissioni di C02, PM10, NOx e COV, applicando misure compensative che evitino un aumento del carico fiscale complessivo;
3) a presentare tale studio di pre-fattibilità in Aula, raccogliendo il parere del Consiglio, al fine di realizzare una versione definitiva da discutere in sede di sessione di bilancio volta alla conversione del carico fiscale regionale dal programma lavoro al programma ambiente, diminuendo significativamente il peso della tassazione sul lavoro grazie a un pari incremento della tassazione sul consumo di risorse ambientali, anche tramite l’abolizione di sussidi ecologicamente dannosi.


SOMMARIO

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