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Contenuti: Mozione n. 529 - 10^ legislatura
COREVE

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
DECIMA LEGISLATURA


MOZIONE N. 529

INTERVENTI A FAVORE DI PERSONE AD ALTO RISCHIO GENETICO DI TUMORI ALLA MAMMELLA E ALL’OVAIO

presentata il 17 settembre 2019 dai Consiglieri Bigon, Fracasso, Pigozzo, Sinigaglia, Zanoni e Guarda


Il Consiglio regionale del Veneto

PREMESSO CHE:
- in Italia una significativa quota della popolazione sana è portatrice nel proprio patrimonio genetico di una mutazione dei geni oncosoppressori BRCA 1 e 2 (BR sta per breast = seno e CA per cancer = cancro). Nelle donne portatrici di questa mutazione aumenta in maniera esponenziale la probabilità di ammalarsi di cancro al seno e all’ovaio in età giovanile e con forme particolarmente aggressive: le percentuali vanno dal 50 all’80 per cento, mentre scendono al 10 per cento nella popolazione femminile con i due geni non mutati. La mutazione genetica può manifestarsi in entrambi i generi, maschile e femminile, che la possono trasmettere ai figli con una probabilità (rischio di trasmissione) del 50 per cento;
- la mutazione dei geni BRCA 1 e 2 costituisce una predisposizione all’insorgenza di tumori; fortunatamente, non tutte le persone che ereditano queste mutazioni svilupperanno con certezza la malattia nel corso della propria vita, ma hanno una percentuale di rischio molto più alta;
- sono già stati sviluppati percorsi diagnostico-terapeutici (PDTA) in diverse strutture ospedaliere e nella varie ULSS venete mirati all’identificazione dei soggetti sani o con precedente diagnosi di tumore, portatori di una variante patogenetica in uno di questi geni e quindi ad alto rischio di sviluppare, rispettivamente, un primo tumore o un altro tumore nel corso della vita. Questi percorsi coinvolgono la popolazione (maschile e femminile) a rischio in programmi dedicati alla diagnosi precoce e alle strategie di chirurgia profilattica (mastectomia e/o ovariectomia) per la riduzione del rischio tumorale (dal 90 per cento al 5 per cento per il tumore al seno e dal 40 per cento all’1 per cento per il tumore all’ovaio);
CONSIDERATO CHE:
- tali percorsi diagnostico-terapeutici (PDTA) non sono omogenei in tutta la Regione Veneto ma possono variare da ospedale a ospedale, anche nella stessa ULSS, e in ogni caso prevedono la corresponsione di un ticket sanitario che può arrivare fino a 400-500 euro di spesa l’anno per esami diagnostici;
- alcune Regioni come Emilia Romagna, Lombardia e, più recentemente, Liguria, Toscana, Piemonte e Valle d’Aosta hanno invece deliberato la gratuità, senza pagamento di alcun ticket, delle prestazioni diagnostiche correlate alla diagnosi precoce del tumore della mammella/ovaio in pazienti con il riscontro di rischio eredo-familiare connesso alla mutazione genetica di cui sopra;
tutto ciò premesso,
impegna la Giunta regionale

- ad attuare in tutta la Regione Veneto percorsi diagnostico-terapeutici omogenei, in linea con la più recente letteratura scientifica, che prevedano la completa presa in carico delle persone per la sorveglianza dei soggetti iscritti al servizio sanitario esposti a un elevato rischio eredo-familiare di contrarre il cancro alla mammella e/o all’ovaio;
- a valutare l’opportunità di prevedere forme di esenzione totale dalla compartecipazione alla spesa per le indagini necessarie alla sorveglianza sanitaria e allo screening di cui sopra per tutte le persone che risultino affette da mutazioni dei geni oncosoppressori BRCA 1 e 2.


SOMMARIO

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