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Contenuti: Risoluzione n. 20 - 10^ legislatura
COREVE

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
DECIMA LEGISLATURA


RISOLUZIONE N. 20

L’OSPEDALE DELLA MAMMA E DEL BAMBINO NELL’ATTUALE SEDE DEL SANT’ANTONIO, PER RISOLVERE I PROBLEMI DELLA PEDIATRIA DI PADOVA

presentata il 13 maggio 2016 dai Consiglieri Barison, Giorgetti e Guadagnini


Il Consiglio regionale del Veneto


PREMESSO CHE:
- nell’ambito della discussione relativa al progetto di legge n. 23, “Istituzione dell’Ente di governance della sanità regionale denominato “Azienda per il governo della sanità della Regione del Veneto - Azienda Zero”. Disposizione per la individuazione dei nuovi ambiti territoriali delle Aziende Ulss.”, gli scriventi hanno presentato un emendamento, in data 10 novembre 2015, con il quale si proponeva di incorporare l’Azienda ospedaliera di Padova e l’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona negli ambiti territoriali delle Aziende ULSS di riferimento;
- la ratio di tale emendamento è quella di migliorare il servizio pubblico attraverso l’integrazione tra le attività formativo-didattiche, scientifiche e di ricerca e i servizi sanitari e sociali del territorio, mettendo così in stretta relazione l’altissima specialità con le funzioni connesse all’assistenza territoriale, consentendo un coordinamento delle attività assistenziali che sia al passo con i tempi e metta il paziente al centro del percorso assistenziale;
- in materia di creazione di Aziende Sanitarie Uniche, risultanti dall’incorporazione delle Aziende Ospedaliere Universitarie nelle Aziende Sanitarie Locali, la recente Legge Finanziaria dello Stato ha posto un inspiegabile vincolo di non fattibilità per le sole Regioni a statuto ordinario;
- per superare quest’ultima limitazione la competente commissione consiliare ha già licenziato, e prossimamente approderà in Consiglio regionale, il progetto di legge statale n. 208, “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di Stabilità 2016)”, con il quale si mira ad attribuire alle Regioni a statuto ordinario la stessa possibilità, oggi riservata alle sole Regioni a statuto speciale, di creare Aziende Sanitarie Uniche;
- altre Regioni hanno avviato simili percorsi di integrazione e modernizzazione tra questi, a solo titolo d’esempio, la Regione Friuli Venezia Giulia che ha definito nel suo territorio due Aziende Sanitarie Universitarie Integrate con delibera n. 251 del 19 febbraio 2016, “Protocollo d’intesa tra la Regione e le Università degli Studi di Trieste e Udine per lo svolgimento delle attività assistenziali”;
RILEVATO CHE:
- in attesa che venga superata questa grave discriminante limitazione a danno delle sole Regioni a statuto ordinario, è comunque opportuno avviare un percorso di accorpamento tra Aziende sanitarie universitarie e altre strutture ospedaliere;
- considerato che il percorso di ottimizzazione dell’offerta assistenziale richiede un coordinamento dell’offerta di salute, mantenendo comunque l’attuale assetto in termini di assistenza fornita al Paziente anche a livello territoriale;
- tale percorso può prendere avvio con il trasferimento all’Azienda ospedaliere di Padova delle proprietà di strutture pubbliche ospedaliere ubicate nel territorio del Comune capoluogo;
CONSIDERATO che il trasferimento all’Azienda ospedaliera delle altre strutture pubbliche presenti in Città permetterà, attraverso una necessaria riorganizzazione, di ottenere indubbi benefici in termini di:
- razionalizzazione degli spazi, e quindi di collocazione dei reparti;
- efficentamento dell’offerta di servizi, evitando, anche per effetto della presenza di due ospedali nel raggio di alcune centinaia di metri, sovrapposizioni/dualismi e attività similari ma disomogenee in termini gestionali puntando invece a un’offerta complementare;
- necessità di mettere con urgenza a disposizione dell’Azienda Ospedaliera nuovi spazi assistenziali dal momento che l’eccellenza sempre rappresentata dalla sanità padovana non sia ostacolata da aspetti strutturali e logistici che oggi rischiano di impedirne la progressione;
RICORDATO CHE:
- la Regione ha stanziato nell’ultima finanziaria 150 milioni (50 per ciascuna annualità 2016, 2017 e 2018) per la realizzazione del nuovo ospedale di Padova ma, per quanto ottimistiche possano essere le previsioni, tra definizione dell’iter e concreta realizzazione dell’intervento, è preventivabile che per il nuovo nosocomio si dovranno attendere almeno 7-8 anni;
- anche tenuto conto dei tempi per la concreta realizzazione del nuovo polo ospedaliero, è opportuno procedere con l’integrazione tra le strutture cittadine al fine di risolvere diverse problematiche indifferibili e urgenti che riguardano molti reparti, come per esempio le molteplici criticità riscontrate oggi nell’area materno infantile, attualmente suddivisa in più edifici obsoleti e spesso risalenti agli anni 50;
- l’integrazione costituisce una risposta alle problematiche logistiche (oltre che efficace via per l’ottimizzazione dei servizi e modernizzazione dell’offerta sanitaria) immediatamente percorribile e sostenibile, dal momento che non necessita di significativi investimenti, e in definitiva valida per i prossimi anni e comunque colmando i problemi esistenti fino alla realizzazione del nuovo ospedale;
tutto ciò premesso,
impegna la Giunta regionale

1) ad attivarsi per poter trasferire all’Azienda ospedaliera di Padova la proprietà dell’ospedale Sant’Antonio entro il 31 dicembre 2016;
2) nell’ambito della riorganizzazione di spazi e risorse conseguente a detto trasferimento all’Azienda di Padova:
- a destinare la struttura ospedaliera “Sant’Antonio” alla creazione dell’“Ospedale della mamma e del bambino”;
- a mantenere in dotazione all’Ulss 16 le eventuali eccedenze di posti letto e figure professionali apicali riservandole, in via prevalente, all’ospedale “Immacolata Concezione” di Piove di Sacco, così da valorizzare al meglio i servizi erogati dai servizi sanitari territoriali.


SOMMARIO

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