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Contenuti: Risoluzione n. 52 - 10^ legislatura
COREVE

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
DECIMA LEGISLATURA


RISOLUZIONE N. 52

DETERMINAZIONI PER LA TUTELA E IL RISTORO DEI RISPARMIATORI PICCOLI E MEDI AZIONISTI E OBBLIGAZIONISTI DELLA BANCA POPOLARE DI VICENZA S.P.A. E DI VENETO BANCA S.P.A. IN LIQUIDAZIONE COATTA AMMINISTRATIVA

presentata il 30 ottobre 2017 dai Consiglieri Ciambetti, Finco, Rizzotto, Forcolin, Gidoni, Boron, Sandonà, Semenzato e Montagnoli


Il Consiglio regionale del Veneto

VISTI:
- l’articolo 3 del decreto legge 25 giugno 2017, n. 99 “Disposizioni urgenti per assicurare la parità di trattamento dei creditori nel contesto di una ricapitalizzazione precauzionale nel settore creditizio nonché per la liquidazione coatta amministrativa di Banca Popolare di Vicenza S.p.A. e di Veneto Banca S.p.A.” convertito con modificazioni con legge 31 luglio 2017, n. 121, che ha escluso dalla cessione dei rami d’azienda facenti parte delle due banche in LCA, in particolare, i debiti delle banche nei confronti dei propri azionisti e obbligazionisti subordinati derivanti da operazioni di commercializzazione di azioni o obbligazioni subordinate delle Banche o dalle violazioni della normativa sulla prestazione dei servizi di investimento riferite alle medesime azioni od obbligazioni subordinate;
- l’articolo 4 del detto decreto legge 25 giugno 2017, n. 99, che autorizza il Ministro dell’economia e delle finanze a porre in essere misure a sostegno delle banche poste in liquidazione coatta amministrativa, concedendo, anche in deroga alle norme di contabilità dello Stato, ovvero per cassa, garanzie dello Stato autonome e a prima richiesta per l’adempimento degli obblighi assunti da parte del soggetto in liquidazione per euro 5.351 milioni per copertura dello sbilancio di cessione, e per euro 4.000 milioni per obblighi di riacquisto dei crediti e attività deteriorati nel corso della liquidazione ai sensi dell’articolo 5 comma 1 lettera b), nonché supporti finanziari a favore del cessionario a fronte del fabbisogno di capitale generato dall’operazione di cessione per euro 3.500 milioni ed erogazione di risorse a sostegno della ristrutturazione ambientale per euro 1.285 milioni;
- l’articolo 3 comma 3 del decreto legge 99/2017 citato in base al quale i crediti dello stato conseguenti all’escussione delle garanzie dette costituiranno un credito privilegiato dello Stato, la cui restituzione è posta a carico delle due Banche in LCA;
- l’articolo 5 di detto decreto che prevede la cessione da parte delle Banche in LCA dei crediti deteriorati e delle altre attività non cedute o retrocesse dal cessionario, il cui recupero costituisce dunque per le due Banche in LCA l’unica possibilità di generare attivo da ripartire ai creditori;
- l’articolo 4 di detto decreto che prevede altresì il potere del cessionario di retrocedere al soggetto cedente fino all’approvazione del bilancio al 31 dicembre 2020 i crediti ed attività che risultassero, anche in epoca successiva alla cessione, deteriorate o ad alto rischio;
- la richiesta della Procura della Repubblica di Vicenza di rinvio a giudizio della Banca Popolare di Vicenza S.p.A. in LCA, in base all’articolo 25 ter della legge 231/2002;
CONSIDERATO DUNQUE:
- che il decreto del Ministro dell’economia e della finanza, con cui ai sensi dell’articolo 1 comma 1 lettera a), è stata disposta la liquidazione coatta amministrativa delle due Banche, non è stato ad oggi pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica, sicché deve ancora iniziare a decorrere il termine per la presentazione dell’istanza di ammissione al passivo da parte dei creditori delle procedure;
- che le ipotesi di reato contestate dalla Procura della Repubblica di Vicenza, in particolare quella per il reato di aggiotaggio, rendono verosimile il fatto che le domande di ammissione al passivo di azionisti ed obbligazionisti subordinati saranno migliaia, sicché i tempi prevedibili per il loro esame e la formazione dello Stato passivo richiederà tempi particolarmente lunghi;
- che i tempi di realizzazione dell’attivo da parte dei soggetti cessionari dei crediti deteriorati e altri attivi non ceduti o retrocessi dal cessionario richiederanno tempi molto lunghi e che, in particolare, gli azionisti e obbligazionisti subordinati che ottenessero l’ammissione al passivo, in quanto creditori chirografari, saranno gli ultimi ad essere soddisfatti, sicché la procedura di liquidazione non produrrà di fatto alcun beneficio sull’economia e finanza locale di quei soggetti che pur vantano un credito risarcitorio verso le Banche in LCA;
- che di contro il decreto legge 99/2017 ha previsto che il cessionario riceva immediatamente gli aiuti di Stato e le garanzie a tutela degli inadempimenti delle due Banche soggette a liquidazione, tutti gli azionisti e obbligazionisti subordinati dovranno attendere molti anni per la soddisfazione del loro credito da parte della Liquidazione coatta amministrativa;
RITENUTO PER QUANTO SOPRA:
- che il trattamento riservato dalla normativa intervenuta sia irragionevole nel non prevedere alcun intervento da parte dello Stato per la tutela del risparmio e il ristoro degli azionisti e obbligazionisti piccoli e medi risparmiatori delle due Banche in liquidazione, in particolare per il contenimento dei tempi di ristoro di quanti saranno creditori dallo Stato passivo;
- che il previsto obbligo di restituzione a carico delle due Banche in LCA del credito privilegiato dei fondi erogati dallo Stato a terzi, produrrà un ulteriore ritardo nella ripartizione di attivo in favore degli azionisti e obbligazionisti;
EVIDENZIATO che nonostante numerosi esponenti del governo e forze politiche abbiano sostenuto e sostengano la necessità che lo Stato ponga in essere strumenti fattivi di ristoro a favore di quanti hanno subito un ingiusto danno, nessuna iniziativa legislativa concreta risulta ad oggi essere stata posta in essere;
invita il Presidente della Giunta regionale

- ad esercitare ogni utile azione presso il Governo e il Parlamento, affinché il testo del decreto legge 25 giugno 2017, n. 99 “Disposizioni urgenti per assicurare la parità di trattamento dei creditori nel contesto di una ricapitalizzazione precauzionale nel settore creditizio nonché per la liquidazione coatta amministrativa di Banca Popolare di Vicenza S.p.A. e di Veneto Banca S.p.A.”, convertito con modificazioni con legge 31 luglio 2017, n. 121, sia integrato con l’introduzione di un apposito comma o lettera che prevedano al comma 1 dell’articolo 2 del decreto legge 25 giugno 2017, n. 99, convertito con modificazioni dalla legge 31 luglio 2017, n. 121, l’aggiunta, dopo la lettera c), della seguente lettera: “d) dispone, entro centocinquanta giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto ministeriale che dispone la liquidazione coatta amministrativa, l’erogazione a favore di ciascun soggetto sottoposto a liquidazione coatta amministrativa dell’ammontare massimo di 2.000 milioni di euro, da utilizzarsi entro i sei mesi successivi per il soddisfacimento, in tutto o in parte e proporzionalmente, dei crediti risarcitori di azionisti e obbligazionisti subordinati che abbiano presentato istanza di ammissione al passivo. Il Ministero acquisisce un credito nei confronti del soggetto sottoposto a liquidazione coatta amministrativa per il rimborso. Il credito derivante dall’erogazione di cui al presente comma è pagato dal soggetto sottoposto alla liquidazione coatta amministrativa dopo i crediti indicati all’articolo 2, comma 1, lettera a) punto i, ai crediti ad questo equiparati e ai crediti prededucibili previsti dal presente decreto”;
- a sollecitare un tempestivo iter parlamentare per un’approvazione in tempi brevi della modifica;
- a trasmettere una copia della presente risoluzione al Presidente della Repubblica quale garante della carta costituzionale - al Capo del Governo, all’Ufficio di Presidenza della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica, al Presidente dell’XI Commissione Lavoro del Senato.


SOMMARIO

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