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Contenuti: Risoluzione n. 58 - 10^ legislatura
COREVE

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
DECIMA LEGISLATURA


RISOLUZIONE N. 58

NO AL LICENZIAMENTO DI MASSA DEI DOCENTI MAGISTRALI

presentata il 22 gennaio 2018 dai Consiglieri Brescacin, Rizzotto, Finco, Ciambetti, Finozzi, Coletto, Gerolimetto, Gidoni, Possamai, Sandonà, Semenzato, Valdegamberi, Calzavara, Montagnoli, Donazzan e Giorgetti


Il Consiglio regionale del Veneto

VISTA la sentenza del Consiglio di Stato (Adunanza Plenaria) n. 00011/2017 depositata il 20 dicembre 2017 con la quale ha enunciato che il “possesso del solo diploma magistrale, sebbene conseguito entro l’anno scolastico 2001/2002, non costituisce titolo sufficiente per l’inserimento nelle graduatorie ad esaurimento del personale docente ed educativo istituite dall’articolo 1, comma 605, lettera c), della legge 27 dicembre 2006, n. 296”;
PREMESSO CHE:
- il percorso di abilitazione all’insegnamento originariamente fondato sul conseguimento del diploma magistrale ha subito un perfezionamento mediante l’istituzione della facoltà di Scienza della Formazione primaria, di cui al DM 26 maggio 1998, configurata come laurea abilitante all’insegnamento nella scuola dell’infanzia o nella scuola primaria e istituito dall’articolo 3, comma 2, della legge n. 341 del 1990. I laureati in tale disciplina erano stati inseriti nelle graduatorie permanenti, di cui all’articolo 401 del decreto legislativo n. 297 del 1994 e successive modificazioni;
- ulteriori modifiche sono intervenute prima con la trasformazione delle graduatorie permanenti in graduatorie ad esaurimento (GAE), a seguito dell’articolo 601 della legge 296/2006 (legge finanziaria 2007) e successivamente con la modifica della configurazione del corso di laurea in Scienze della formazione primaria, rimodulato ai sensi del decreto ministeriale n. 249 del 2010 in corso quinquennale privo dell’inserimento nelle GAE;
- il diploma magistrale conseguito entro l’anno scolastico 2001/2002 era stato riconosciuto come abilitante per l’insegnamento dai giudici (ordinanza cautelare del Consiglio di Stato n. 1089/2015e adunanza plenaria n. 1 del 27 aprile 2016 del Consiglio di Stato), ai quali i maestri avevano presentato ricorso permettendo loro di essere inseriti con riserva nelle graduatorie ad esaurimento (GAE);
CONSIDERATO CHE:
- i diplomati magistrali inseriti nella GAE, a seguito dei contenziosi sono quasi 50 mila, mentre sono più di 6 mila quelli già assunti in ruolo con riserva, di questi circa 3 mila sono in Veneto;
- le molteplici riforme che hanno interessato il mondo della scuola e in particolare la professione di insegnante non sono riuscite a risolvere in modo equo e utile il problema del precariato;
- oggi, soprattutto a seguito della richiamata sentenza del Consiglio di Stato in adunanza plenaria, il problema si è ulteriormente aggravato mettendo a rischio moltissimi posti di lavoro;
CONSTATATO CHE:
- in riferimento al personale docente precario con un’anzianità pari o superiore a 36 mesi di servizio la Corte di Giustizia dell’Unione Europea nella sentenza del 26 novembre 2014, ha sancito il contrasto della normativa italiana con quella europea, in merito all’assunzione di personale di ruolo delle scuole statali e all’abuso di contratti a termine;
- al fine di porre rimedio a tale problema, la legge n. 107 del 2015 al comma 131, dell’articolo 1, recita: “A decorrere dal 1° settembre 2016, i contratti di lavoro a tempo determinato stipulati con il personale docente, educativo, amministrativo, tecnico e ausiliario presso le istituzioni scolastiche ed educative statali, per la copertura dei posti vacanti e disponibili, non possono superare la durata complessiva di trentasei mesi, anche non continuativi”;
CONSTATATO, infine, che per effetto del giudizio di merito della sentenza plenaria del Consiglio di Stato, i circa 50 mila diplomati magistrali inseriti con riserva nelle graduatorie ad esaurimento e i circa 6 mila assunti in ruolo con riserva alla fine dell’anno scolastico saranno licenziati per poi essere richiamati come precari, con grave danno alla continuità didattica e con il rischio di non poter più insegnare qualora non rientrano in un piano di stabilizzazione assunzionale poiché hanno maturato un’anzianità di servizio, come supplenti, pari a trentasei mesi di contratto a tempo determinato (legge 107/2015);
tutto ciò premesso,
invita la Giunta regionale

ad attivarsi presso le sedi opportune affinché:
a) sia almeno tutelato il diritto di inserimento nelle graduatorie ad esaurimento (GAE) anche attraverso un’opportuna valutazione del servizio prestato per tutti gli insegnanti abilitati con diploma magistrale conseguito entro l’anno scolastico 2001/2002;
b) siano mantenuti i posti di lavoro per i docenti magistrali già di ruolo.


SOMMARIO

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