Benvenuto nel sito del Consiglio Regionale del Veneto


Link di salto: Vai alla Navigazione principale - Vai ai Contenuti - Vai alla ricerca

attività di indirizzo

Contenuti: Risoluzione n. 64 - 10^ legislatura
COREVE

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
DECIMA LEGISLATURA


RISOLUZIONE N. 64

FONDI STRUTTURALI E D’INVESTIMENTO EUROPEI: LE AUTORITÀ LOCALI E REGIONALI NON DEVONO ESSERE PENALIZZATE A CAUSA DI ALCUNI STATI MEMBRI CHE NON RISPETTANO I LORO OBBLIGHI IN MATERIA DI GOVERNANCE ECONOMICA

presentata il 21 marzo 2018 dai Consiglieri Ciambetti, Brescacin, Gidoni, Montagnoli, Semenzato, Finco, Rizzotto, Boron, Finozzi e Gerolimetto


Il Consiglio regionale del Veneto

VISTO:
- l’articolo 117, comma 5, della Costituzione;
- la legge 234/2012 “Norme generali sulla partecipazione dell’Italia alla formazione e all’attuazione della normativa e delle politiche dell’Unione europea”;
- l’articolo 18 dello Statuto della Regione del Veneto;
- la legge regionale 25 novembre 2011, n. 26 “Norme sulla partecipazione della Regione del Veneto al processo normativo e all’attuazione del diritto e delle politiche dell’Unione europea”, in particolare gli articoli 3, 4, 5 e 16;
- il Regolamento del Consiglio regionale n. 1 del 14 aprile 2015, articoli 124 e 125;
- l’articolo 5 del Trattato sull’Unione europea e il Protocollo n. 2 sull’applicazione dei principi di sussidiarietà e proporzionalità allegato al Trattato sull’Unione europea e al Trattato sul funzionamento dell’Unione europea;
PREMESSO CHE:
- la Commissione UE, nell’ambito del quadro finanziario pluriennale per il periodo successivo al 2020, intende proporre un nuovo strumento per la realizzazione delle riforme destinato agli Stati membri che si sono impegnati ad attuare misure discusse a livello dell’UE e concordate nei cosiddetti “impegni di riforma”. Tale strumento avrebbe una propria dotazione di bilancio separata che si aggiungerebbe ai fondi strutturali e d’investimento europei, che manterrebbero il loro insieme di regole e condizionalità;
- questo nuovo strumento dovrebbe essere istituito al fine di sostenere gli Stati membri nell’attuazione delle riforme strutturali individuate nel processo del semestre europeo e di garantire allo Stato membro la titolarità di tali riforme;
- la Commissione intende sperimentare le caratteristiche principali di tale strumento per la realizzazione delle riforme nel corso di una fase pilota per il periodo 2018-2020, offrendo agli Stati membri la possibilità di utilizzare in tutto o in parte la riserva di efficacia dell’attuazione dei fondi strutturali e di investimento europei (fondi SIE) per sostenere le riforme, invece di ricorrere a progetti specifici;
- a tal fine, la Commissione propone conseguentemente di modificare il regolamento (UE) n. 1303/2013 (regolamento recante disposizioni comuni sui fondi strutturali), consentendo agli Stati membri di utilizzare in tutto o in parte la riserva di efficacia dell’attuazione istituita, di cui all’articolo 20 del regolamento n. 1303, al fine di sostenere le riforme strutturali;
- tali riforme verrebbero quindi stabilite nei pacchetti degli impegni di riforma pluriennali, presentati e controllati mediante i programmi nazionali di riforma. Gli impegni di riforma sarebbero definiti dagli stessi Stati membri e contemplerebbero una serie di misure di riforma con chiari target intermedi e finali;
CONSIDERATO CHE:
- la proposta di modifica del Regolamento 1303/2013, agli articoli 20 comma 1 e 22 comma 1 bis, prevede per ciascuno stato membro la possibilità di dirottare la c.d. “riserva di performance” (pari al 6% dei programmi operativi e la cui erogazione è subordinata al raggiungimento degli obiettivi fissati all’inizio del periodo) nel nuovo strumento e utilizzarla per finanziare le riforme strutturali concordate con la Commissione nell’ambito del “Semestre europeo”;
- è di tutta evidenza che lo scopo della proposta di modifica è rafforzare la stabilità della zona euro esplorando tutte le strade possibili per costringere gli Stati membri a realizzare le riforme ritenute utili o necessarie;
- tale scopo, però, è in contrasto con le finalità delle politiche di coesione che riguardano le regioni europee più povere e rappresenta un vulnus alla capacità di spesa delle stesse, atteso che verrebbero a mancare importanti risorse che premiano quelle regioni che riescono a spendere interamente la dotazione di fondi assegnata;
- la proposta di modifica appare incidere in modo contrastante con il principio di sussidiarietà atteso che si opera una rimodulazione dei fondi di coesione, previsti per favorire lo sviluppo delle regioni europee, ed una loro snaturazione, utilizzandoli per la realizzazione di riforme strutturali degli Stati membri che si aggiungono alle già rilevanti risorse di cui quest’ultimi già dispongono, tra cui vi sono già una parte di fondi strutturali utilizzati per finanziare, ad esempio, i Programmi operativi nazionali (PON);
CONSIDERATO, inoltre, che la Commissione europea ha dichiarato esplicitamente nella relazione alla proposta di regolamento di voler “testare” le caratteristiche principali di questo strumento nel corso di una fase pilota per il periodo 2018-2020, ultimo biennio del ciclo di programmazione 2014-2020, in vista dell’inserimento della proposta sul prossimo Quadro finanziario pluriennale post 2020 che dovrebbe essere presentata il prossimo mese di maggio;
CONSIDERATA, infine, l’opportunità di partecipare, già in fase ascendente, al processo decisionale dell’Unione europea e ai negoziati che seguiranno sulla proposta di regolamento, attraverso la formulazione di osservazioni e l’attivazione di tutti gli strumenti a disposizione delle regioni;
tutto ciò premesso,
auspica

il mantenimento di quanto attualmente previsto dagli articoli 20 e 22 del Regolamento 1303/2013, lasciando inalterata la possibilità per le regioni di utilizzare la c.d. “riserva di efficacia dell’attuazione dei fondi strutturali e di investimento europei” per il finanziamento di progetti specifici;
dispone

l’invio della presente Risoluzione alla Giunta regionale al fine di garantire il massimo raccordo tra gli organi della Regione nello svolgimento delle rispettive attività e competenze, assegnate dalla legge e dal regolamento e invita la Giunta a trasmettere la presente Risoluzione al Governo e alla Conferenza delle regioni e delle provincie autonome, quali osservazioni ai fini della formazione della posizione italiana, ai sensi dell’articolo 24, comma 3, della legge n. 234 del 2012;
impegna la Giunta regionale

ad informare l’Assemblea legislativa sulle eventuali posizioni assunte dalla Regione a livello europeo e nazionale, con particolare attenzione a quelle assunte in sede di Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, nonché sugli ulteriori contributi della Regione al processo decisionale europeo.


SOMMARIO

menù di sezione:


Link di salto: Torna su - Torna alla Navigazione principale - torna ai Contenuti - Vai alla ricerca
showSondaggio:true valutaParametroOnline:false direttaRefresh:30000
nodo 1