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Contenuti: Risoluzione n. 88 - 10^ legislatura
COREVE

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
DECIMA LEGISLATURA


RISOLUZIONE N. 88

INQUINAMENTO DA SOSTANZE PERFLUOROALCHILICHE (PFAS) IN VENETO, CONTAMINAZIONE DA PFAS DELLA POPOLAZIONE, ESPOSIZIONE OCCUPAZIONALE E CONTAMINAZIONE DEI LAVORATORI DI MITENI S.P.A.

presentata il 1° agosto 2018 dai Consiglieri Brusco, Guarda, Barison, Berlato Villanova, Montagnoli, Zanoni, Conte, Guadagnini, Ruzzante, Rizzotto, Finco, Dalla Libera, Zorzato, Bassi, Valdegamberi, Negro, Fracasso, Ferrari e Giorgetti


Il Consiglio regionale del Veneto

PREMESSO CHE:
- la Commissione d’inchiesta per le acque inquinate del Veneto in relazione alla contaminazione di sostanze perfluoroalchiliche (PFAS), conformemente al disposto della Deliberazione istitutiva n. 72 del 15 maggio 2017, ha trasmesso al Consiglio regionale la Relazione finale.
- nel corso dell’estate del 2013, a seguito di alcune ricerche sperimentali su potenziali inquinanti “emergenti” effettuate, dall’Istituto di Ricerca sulle Acque (IRSA) del CNR, con l’ausilio di Arpav, su incarico del Ministero dell’Ambiente, dopo l’avvenuta richiesta della Commissione Europea, è stata segnalata la presenza in alcuni ambiti del territorio veneto di sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) in acque sotterranee, acque superficiali e acque potabili;
- fin dal 2013, il parere dell’Istituto Superiore di Sanità ravvisava, in ordine al principio di precauzione, “l’opportunità e l’urgenza di adottare adeguate misure di mitigazione dei rischi, prevenzione e controllo estese alla filiera idrica” indicando opportune le seguenti azioni: “nel breve periodo l’adozione di approvvigionamenti alternativi o, laddove tale misura non risulti praticabile, l’adozione di adeguati sistemi di trattamento delle acque” e nel “medio-lungo periodo si ravvisa la necessità di identificazione e rimozione delle fonti di pressione e dell’origine della contaminazione” e, infine, raccomandava “l’attivazione ed il mantenimento di sistemi efficaci di comunicazione in materia di qualità delle acque rispetto al rischio correlato ai contaminanti in oggetto, per garantire il diritto di informazione ai cittadini”;
- l’area maggiormente interessata dall’impatto comprende 23 comuni appartenenti alle province di Vicenza, Verona e Padova e interessa un territorio abitato da oltre 350 mila abitanti, di cui 150 mila anche per quanto concerne la contaminazione delle acque potabili, bene comune per eccellenza;
CONSIDERATO CHE:
- la contaminazione da sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) delle matrici ambientali – acque superficiali, sotterranee e destinate al consumo umano, suolo ed aria – riscontrata in alcuni ambiti del territorio regionale, ha sollevato e solleva forte preoccupazione, tensione sociale ed attenzione ad ogni livello istituzionale, per gli effetti sulla salute umana, eco tossicologici ed ecologici conseguenti;
- a causa della fortissima stabilità chimica che li caratterizza, i PFAS – quando sversati nelle matrici ambientali, contaminandole – vi persistono in modo permanente, propagandosi principalmente attraverso scambi idrici per anni, anche dopo la rimozione della fonte inquinante;
- i PFAS hanno contaminato in modo significativo le acque superficiali e sotterranee del Veneto e l’elevatissima persistenza ambientale e diffusività di tali sostanze chimiche ne rende intuitivamente evidente la loro pericolosità per l’intero ecosistema e per l’uomo;
- i PFAS sono in grado di accumularsi negli organismi animali e vegetali, anche se la persistenza dei PFAS a catena corta è minore;
- l’assunzione da parte dell’uomo di acqua contaminata, di vegetali provenienti da culture irrigate con acqua contaminata e di alimenti di origine animale (animali che si sono alimentati di vegetali contaminati ed hanno ingerito acqua contaminata e pesci provenienti da acqua inquinata) fa sì, invero, che tali sostanze, legandosi alle proteine, si accumulino nell’organismo con prevalenza nel siero del sangue e nel fegato, ma anche nei reni, permanendovi per periodi prolungati;
- gli studi epidemiologici sull’uomo mostrano che a concentrazioni crescenti di PFOA e PFOS nel siero corrispondono livelli più elevati di colesterolo e, nelle donne incinte, una diminuzione del peso del feto alla nascita. Inoltre, alcuni studi hanno riscontrato, all'aumentare delle concentrazioni nel siero, una crescente probabilità di sviluppare disturbi della tiroide, ipertensione e diabete indotti dalla gravidanza e neoplasie del testicolo e del rene;
- l’esposizione ai PFAS può essere considerata il quinto fattore di rischio per le malattie croniche non trasmissibili;
- il sesto Rapporto sull’andamento del Piano di sorveglianza sanitaria sulla popolazione esposta a Pfas, del luglio 2018, in ordine al monitoraggio di 17.605 abitanti nei comuni veneti compresi nelle zone “Area Rossa A” e “Area Rossa B”, segnala che 7.716 dei quali sono stati avviati ad un percorso di approfondimento internistico e/o cardiovascolare. Il colesterolo risulta essere il parametro con i valori maggiormente alterati e tale percentuale aumenta all’aumentare dell’età;
- il sesto Rapporto sull’andamento del Piano di sorveglianza sanitaria evidenzia che sono quattro i composti rinvenuti in più del 50% della popolazione monitorata e, specificamente, Pfoa, Pfos, Pfhxs e Pfna.
- il sesto Rapporto sull’andamento del Piano di sorveglianza sanitaria rimarca la netta crescita lineare delle concentrazioni del siero con il passare del tempo trascorso nell’area identificata, nonché che i residenti nell’Area Rossa A presentino concentrazioni sieriche di Pfoa, Pfos e Pfhxs più elevate – quasi doppie - che i residenti nell’Area Rossa B;
- i dati di cui a detto sesto Rapporto, inoltre, confermano i criteri di classificazione delle Aree Rosse A e B, con valori maggiori nell’Area A per chi consumava ortaggi irrigati con acqua di pozzo rispetto all’Area B dove l’inquinamento aveva coinvolto la sola rete acquedottistica (messa in sicurezza con i filtri);
- lo studio epidemiologico sui soggetti con esposizione occupazionale, quali i lavoratori occupati presso MITENI S.p.A., condotto dai dottori Merler e Girardi su incarico della Giunta regionale, “Valutazione della mortalità di addetti alla produzione di fluorurati di sintesi, comprensivi di PFOA e PFOS” conclude che “emergono nei dipendenti RIMAR/MITENI una aumentata mortalità totale e la presenza di eccessi per diverse cause [...] in linea con l’aumento del rischio osservato in esposti professionali a PFOA o coerenti con i dati tossicologici”;
- la Procura della Repubblica di Vicenza ha aperto una indagine che sta facendo luce sull’ipotesi di disastro ambientale legato alle sostanze perfluoroalchiliche scaricate nella falda e alle nuove indagini relative alla contaminazione del terreno da GenX, riconducibile a produzioni in corso, è necessario che la Regione Veneto, coerentemente con i suoi doveri di trasparenza, contribuisca al raggiungimento di una verità definitiva anche riguardo le responsabilità dell’azienda Miteni SpA, in particolare alla luce della recente conferma delle omissioni dell’azienda stessa riguardo la conoscenza dello stato della contaminazione;
esprime

- piena solidarietà alla Comunità veneta esposta a contaminazione da PFAS, violata nel diritto alla tutela della salute sancito dall’articolo 32 della Costituzione;
- piena solidarietà ai lavoratori di MITENI S.p.A., violati nel diritto costituzionalmente tutelato alla salute, intesa come stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, non consistente solo in un’assenza di malattia o d’infermità, secondo l’accezione di cui all’articolo 2 del decreto legislativo n. 81 del 2008, Testo unico sulla sicurezza e salute nei luoghi di lavoro;
- profonda indignazione verso chi ha esercitato attività d’impresa inquinando l’ambiente e violando il diritto alla salute delle generazioni, in dispregio dell’articolo 41 della Costituzione che tutela sì la libertà di iniziativa economica privata ma nella misura in cui si svolga nel rispetto dell’utilità sociale ed in assenza di danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana;
- preoccupazione ed amarezza per l’ambiente e l’ecosistema veneto tanto gravemente danneggiati, per il danno gravissimo al bene essenziale che è la risorsa idrica, patrimonio prezioso delle presenti e delle future generazioni;
impegna la Giunta regionale

- ad assumere il ruolo di coordinamento nel completamento dell’indagine per la caratterizzazione e la bonifica del sito industriale della azienda Miteni SpA di Trissino (VI), valutando l’ipotesi di chiusura del sito e fissando un preciso cronoprogramma da rendere pubblico;
- a garantire le risorse necessarie all’azione del Commissario straordinario e della Società Veneto Acque S.p.A. per la realizzazione della nuova rete di acquedotti che garantisca l’approvvigionamento alternativo di acqua destinata al consumo umano nelle aree attualmente fornite dalle reti acquedottistiche contaminate, prevedendo il collegamento al sistema idrico integrato di quelle abitazioni ancora non allacciate al sistema acquedottistico e i cui pozzi privati presentano valori superiori ai limiti cautelativi fissati dal Veneto;
- a predisporre con celerità, in stretta collaborazione con i consorzi di bonifica, il piano irriguo necessario per garantire l’adeguata portata d’acqua priva di PFAS al settore agricolo, oltre a prevedere adeguate misure rivolte agli agricoltori della “zona rossa agricola”, identificata sulla base dell’uso di acqua inquinata, e a confrontare i risultati delle analisi sulla matrice alimentare con le TDI definite dall’EPA, in attesa di nuove indicazioni dall’EFSA;
- ad assicurare adeguate risorse umane e strumentali ad Arpav, in ordine alle analisi sulla presenza di sostanze chimiche emergenti negli scarichi industriali e al controllo delle discariche per rifiuti pericolosi e non pericolosi, al fine di accertare l’eventuale contaminazione;
- a redigere, in stretta collaborazione con il settore industriale, un Piano regionale per la sostituzione dei PFAS nelle produzioni, avviando al contempo un percorso di accompagnamento tecnico delle aziende al fine di ottenere uno sviluppo innovativo per la raccolta e il trattamento differenziato dell’acqua, con lo scopo di tutelare la riserva idrica di falda e la qualità dei corsi d’acqua;
- a procedere nell’azione regionale di sorveglianza sanitaria e screening, estendendola progressivamente ad ogni fascia d’età e a particolari sottogruppi a rischio più elevato, provvedendo all’ampliamento della cosiddetta “Zona Rossa”, e definendo le strategie per la presa in carico dei soggetti esposti ai Pfas anche attraverso percorsi sperimentali coordinati con l’Istituto Superiore di Sanità;
- ad aggiornare costantemente i medici di base, includendoli nella gestione del Piano di sorveglianza sanitaria, e procedere con la stesura e la distribuzione in tutta la zona colpita dalla contaminazione di un vademecum informativo regionale che svolga azione di informazione e prevenzione a favore dei cittadini delle aree colpite;
- ad attivarsi affinché siano celermente poste in essere le attività necessarie per salvaguardale la salute e il diritto sociale al lavoro dei lavoratori dell’impianto Miteni di Trissino (VI), a procedere con sollecitudine ed attenzione particolare alla sorveglianza sanitaria e screening della categoria sociale maggiormente esposta, rappresentata dai lavoratori occupati presso MITENI S.p.A., come disposto dalla delibera regionale n. 1191 del 1 agosto 2017, ad assicurare, attraverso la vigilanza sanitaria dello SPISAL, la verifica delle condizioni di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro per i lavoratori occupati presso MITENI S.p.A. ed a promuovere iniziative a garanzia della stabilità occupazionale e di conservazione del trattamento economico e di lavoro per i lavoratori occupati presso MITENI S.p.A.;
- a promuovere un confronto con il Governo volto a fissare i limiti normativi in ordine alla tollerabilità delle sostanze perfluoroalchiliche nelle matrici ambientali e in particolare nelle acque destinate al consumo umano, nelle more di un riconoscimento a tali fini di competenza legislativa in capo alla Regione Veneto;
- a fronte della dichiarazione dello stato di emergenza con relativo stanziamento da parte del Governo precedente, a promuovere un confronto con l’attuale Governo per ottenere ulteriori stanziamenti di risorse economiche per le nuove azioni che si renderanno necessarie;
- a predisporre un report semestrale della spesa pubblica sostenuta dallo Stato, dalla Regione e dagli Enti Gestori”;
- a individuare preventivamente le azioni legali più opportune per l’ottenimento di risarcimenti in caso di fallimento dell’azienda Miteni SpA;
- a dare conto con periodicità semestrale al Consiglio regionale sullo stato di attuazione dei presenti impegni ed indirizzi.

SOMMARIO

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