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Contenuti: Risoluzione n. 98 - 10^ legislatura
COREVE

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
DECIMA LEGISLATURA


RISOLUZIONE N. 98

BURQA E NIQAB: OFFESA ALLA DIGNITÀ DELLA DONNA E PERICOLO PER LA SICUREZZA PUBBLICA

presentata il 6 novembre 2018 dai Consiglieri Villanova, Brescacin, Gerolimetto, Sandonà, Finco, Gidoni, Colman, Boron e Rizzotto


Il Consiglio regionale del Veneto

VISTO:
- la proposta di legge statale approvata dal Consiglio regionale in data 31 gennaio 2017, primo firmatario il Consigliere Alberto Villanova, avente oggetto “Modifiche alla legge 22 maggio 1975, n. 152 “Disposizioni a tutela dell’ordine pubblico”, alla legge 5 febbraio 1992, n. 91 “Nuove norme sulla cittadinanza” e al codice penale” volto a migliorare la normativa per ragioni di pubblica sicurezza, di ordine pubblico ma anche di ordine sociale, al fine di impedire che l’uso dei suddetti indumenti sia imposto alle donne islamiche che vivono nel nostro Paese;
- il Regolamento regionale 4 luglio 2017, n. 2 che disciplina il controllo degli accessi e della permanenza nelle sedi istituzionali della Regione del Veneto, degli enti strumentali, degli enti del servizio sanitario regionale e degli organismi sottoposti a controllo e vigilanza della Regione per chi indossa caschi protettivi o qualunque altro mezzo atto a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona, inclusi abiti o indumenti di qualsiasi origine etnica o culturale;
APPRESO dagli organi di stampa locale di Treviso e provincia, la notizia che a Pieve di Soligo (TV), numerosi cittadini hanno segnalato casi di donne di religione islamica, circolare per le pubbliche vie indossando niqab o burqa, ovvero indumenti che celano completamente l’identità di un individuo impedendo di conseguenza a chiunque, forze dell’ordine comprese, di poter identificare la persona, generando nella locale comunità timore e preoccupazione;
PREMESSO che alla luce di quanto sopra richiamato è stata trasmessa una nota al Presidente della Seconda Commissione permanente presso il Senato della Repubblica (Commissione Giustizia) al fine di promuovere un’iniziativa legislativa sul divieto di uso di abiti integrali che celano il volto;
VALUTATO CHE:
- a pochi giorni di distanza dalla notizia sopra riportata, il Comitato dei Diritti Umani delle Nazioni Unite (uno dei dieci organismi delle Nazioni Unite riguardanti i diritti umani, composto da 18 esperti con funzioni di sorveglianza), si è espresso con decisione non vincolante, ammonendo lo Stato Francese per aver inflitto nel 2011 una sanzione ai danni di due donne che transitavano per le strade della città di Nantes indossando il niqab. La legge francese, infatti, dispone il divieto di indossare in pubblico qualsiasi indumento che celi il volto di una persona;
- si tratta, dunque, di una condanna simbolica che non avrà ripercussioni sul piano normativo, bensì su quello politico;
tutto ciò premesso,
esprime

viva disapprovazione alla decisione del Comitato per i Diritti Umani dell’ONU, alla luce del rispetto della dignità della donna e della pubblica sicurezza quali valori costituzionalmente tutelati.


SOMMARIO

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