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atti approvati dal consiglio

Contenuti: Deliberazioni del Consiglio Regionale n. 90/2013
COREVE

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
IX LEGISLATURA


176ª Seduta pubblica – Mercoledì 30 ottobre 2013 Deliberazione n. 90

OGGETTO: RISOLUZIONE PRESENTATA DAI CONSIGLIERI TIOZZO, BOTTACIN, PIPITONE, PERARO, VALDEGAMBERI, FRACASSO, AZZALIN, BERLATO SELLA, BONFANTE, BORTOLI, FASOLI, MARCHESE, NIERO, PIGOZZO, REOLON, RUZZANTE, SINIGAGLIA, FRANCHETTO, BOND E LARONI RELATIVA A "UN SEMESTRE "COSTITUENTE" PER UNA EUROPA DEMOCRATICA".
(Risoluzione n. 60)

IL CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO


Premesso che:
- il Parlamento ha approvato la legge costituzionale 20 aprile 2012, n. 1, che introduce il principio del pareggio di bilancio correlandolo a un vincolo di sostenibilità del debito di tutte le pubbliche amministrazioni, nel rispetto delle regole in materia economico-finanziaria derivanti dall'ordinamento europeo e successivamente la relativa legge di attuazione (legge 24 dicembre 2012, n. 243), dopo aver ratificato il trattato detto "Fiscal compact" e contribuito ad approvare i regolamenti del Six Pac;
- con l'approvazione della riforma dell'articolo 81 della Costituzione è stata prevista, anche in Italia, l'istituzione del Fiscal Council, denominato "Ufficio parlamentare di bilancio", quale organismo indipendente di analisi e di verifica degli andamenti macroeconomici e di finanza pubblica, in stretto raccordo con le istituzioni europee e nazionali;
- i dati a disposizione della Commissione europea dimostrano che il principale problema dell'Italia è rappresentato dalla riduzione del suo potenziale produttivo: drammatico fallimento delle imprese, specie delle PMI; tasso di disoccupazione ben oltre le rilevazioni ufficiali se si tiene conto della CIG e particolarmente elevato tra i giovani; la regressione del Mezzogiorno nei dati macroeconomici complessivi;
- sul fenomeno ha inciso, in modo particolare, il cosiddetto credit crunch a sua volta conseguenza non solo della crisi internazionale, ma anche della frammentazione dei mercati finanziari, che porta al blocco del meccanismo di trasmissione della politica monetaria;
- molti Stati membri, Italia in primis, hanno mantenuto gli impegni relativi al consolidamento dei rispettivi bilanci nazionali, è ora indispensabile che siano mantenuti a livello di Unione europea tutti gli impegni formalmente assunti nel Consiglio europeo di giugno e dicembre 2012 e di marzo 2013, in particolare con riguardo alla crescita economica, produttiva e occupazionale, come concordato nel Patto per la crescita e l'occupazione, approvato dal Consiglio europeo del 28-29 giugno 2012, nonché alla dimensione sociale dell'Unione europea e ai temi evocati dal rapporto "Verso un'autentica unione economica e monetaria" predisposto sotto l'egida del Presidente del Consiglio europeo, relativo all'unione bancaria, all'unione economica, all'unione di bilancio e all'unione politica;
- dal 1° luglio 2014, l'Italia avrà la "presidenza semestrale" dell'Unione europea. Stando alla ragionevole tempistica che il nostro Paese si è dato per concludere un ambizioso processo di riforme istituzionali, essere stati in grado, per quella data, di modificare i nostri assetti istituzionali per il governo del Paese, può darci un titolo di legittimità per essere promotori, durante il "semestre", di una riforma della cosiddetta governance europea;
IMPEGNA LA GIUNTA REGIONALE

a farsi parte attiva presso il Governo affinché nel corso del semestre di presidenza italiana dell'Unione europea:
- sia portato a termine il processo innovatore e riformatore, avviato in sede di Consiglio europeo con l'approvazione del "Patto per la crescita e l'occupazione" e del documento "Verso un'autentica unione economica e monetaria", recuperando quei ritardi nella piena realizzazione degli obiettivi preconizzati dovuti iter alia alle scadenze elettorali di alcuni paesi;
- sia potenziata la strumentazione e la dotazione finanziaria dell'Unione europea, finalizzate al sostegno dell'economia, attraverso l'adozione di misure e la sperimentazione di strumenti che svolgano una funzione anticiclica, favorendo la ripresa della crescita e dell'occupazione, mediante l'aumento della capacità finanziaria della BEI, la sperimentazione di prestiti obbligazionari per il finanziamento di progetti, nei settori delle infrastrutture, della ricerca, della formazione (Project-Bond), il rafforzamento e riqualificazione del quadro finanziario pluriennale dell'Unione, a sostegno della crescita, dell'occupazione, della competitività e della convergenza, in linea con la strategia Europa 2020;
- sia verificata la possibilità di stanziare ulteriori risorse nell'ambito del Fondo sociale europeo per il finanziamento di progetti volti a contrastare in maniera efficace la disoccupazione giovanile e, in ogni caso, ottenere che la quota parte delle risorse spettante all'Italia nell'ambito dello stanziamento complessivo di 6 miliardi di euro per la Youth Employment Initiative possa essere impegnata interamente o comunque nella massima misura possibile già nel 2014, anche a favore del Veneto;
- siano previsti interventi per rafforzare il collegamento tra le politiche attive del lavoro e il circuito scuola-università-lavoro, utilizzando le sinergie nell'ambito del Fondo sociale europeo per incrementare il livello di istruzione italiano e, per questa via, la competitività del sistema produttivo nazionale;
- sia indetta entro l'inizio del 2014, prima dello svolgimento delle prossime elezioni per il Parlamento europeo, d'intesa con gli altri Stati e le istituzioni dell'Unione europea, le "Assise sull'Avvenire dell'Europa", vale a dire una grande conferenza dei Parlamenti nazionali e del Parlamento europeo - con ampie delegazioni e la presenza dei leader di maggioranza e di opposizione, capaci di interpretare e rappresentare la volontà dei rispettivi popoli - attraverso le quali perseguire l'obiettivo di una più compiuta integrazione europea (le già citate "unioni": bancaria, economica, di bilancio e politica) e di una nuova politica economica volta a promuovere la crescita e sconfiggere la recessione, anche alla luce del precedente rappresentato dalle "Assise europee" convocate presso la Camera dei deputati dal 27 al 30 novembre 1990, accogliendo un'idea lanciata allora da François Mitterrand in vista del Trattato sull'Unione europea stipulato poi a Maastricht;
- siano favorite, con particolare riferimento all'unione bancaria, la piena operatività del meccanismo di vigilanza unico affidato alla BCE e del meccanismo europeo di stabilità (ESM) per poter procedere alla ricapitalizzazione diretta delle banche e l'armonizzazione delle regole per la gestione delle crisi degli istituti di credito e la loro applicazione a livello di singoli Stati, nonché la definizione di uno schema comune europeo di garanzia sui depositi bancari, in particolare dei risparmiatori;
- sia valorizzato, al fine di porre un termine al fenomeno del cosiddetto credit crunch, il Fondo di garanzia per le PMI, rafforzandone la dotazione patrimoniale, rivedendone i parametri di accesso e i plafond specifici;
- sia sostenuta l'azione del Presidente della BCE volta a favorire un processo riformatore che attribuisca alla Banca centrale europea un ruolo di supporto attivo a favore della crescita, valutando anche la possibilità di utilizzare come collaterali, ai fini del finanziamento diretto delle piccole e medie imprese e della concessione di mutui alle famiglie, Asset Backed Securities confezionati dai singoli paesi e dalla Banca europea degli investimenti, al fine di contrastare la frammentazione e le asimmetrie del mercato finanziario nell'eurozona;
- sia previsto, in stretto raccordo con altri paesi, un diverso orientamento delle politiche europee in senso più favorevole ad una crescita socialmente e ambientalmente sostenibile, in luogo del mero mantenimento dello status quo, con l'introduzione di vincoli di aggiustamento simmetrici tra paesi debitori e creditori che permettano di compensare gli squilibri interni all'area euro;
- siano avviate iniziative concrete di politica industriale europea, in particolare, ai sensi dell'articolo 173 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, che salvaguardino e incrementino la vocazione manifatturiera dell'eurozona, favorendo i necessari processi di integrazione produttiva, in un dialogo costante e un più stretto coordinamento operativo tra i paesi dell'Unione; in particolare, sostenere la corretta attuazione del piano europeo della Commissione per il settore siderurgico; a favorire la vocazione pro-competitiva degli aiuti di Stato, così da stimolare una più rapida crescita sostenibile dell'economia nazionale ed europea; a chiedere alla Commissione europea di assicurare un'applicazione rigorosa delle regole a tutela della libertà di concorrenza che, in particolare, garantisca la completa apertura di tutti i mercati nazionali all'interno dell'Unione europea, specie a livello dei Servizi in rete;
- il "semestre" di presidenza italiana dell'Unione europea del 2014 possa caratterizzarsi come "semestre costituente", che porti ad avere istituzioni europee più democratiche, trasparenti, efficaci ed efficienti, il cui operato risulti pienamente comprensibile ai cittadini. In particolare perseguire l'obiettivo di avere al più presto, a livello dell'Unione europea:
- una Commissione con funzioni di governo europeo;
- un Parlamento con potere di iniziativa legislativa;
- un Presidente dell'Unione europea eletto direttamente o dal Parlamento;
- un unico ministro degli esteri;
- un esercito unico europeo;
- una banca centrale capace di misurarsi con le esperienze internazionali più avanzate (Federal Reserve, Banca del Giappone, Banca d'Inghilterra) ed in grado di favorire meglio la crescita economica dell'Eurozona.

I contenuti della presente risoluzione sono inviati a:
Presidenti di Camera e Senato
Ministro Politiche Europee
Presidente del comitato delle Regioni
Presidente della Commissione Europea
Presidente del Parlamento Europeo
Conferenza dei presidenti delle Regioni

Assegnati n. 60
Presenti-votanti n. 37
Voti favorevoli n. 23
Voti contrari n. 7
Astenuti n. 7


IL CONSIGLIERE-SEGRETARIO
f.to Moreno Teso

IL PRESIDENTE
f.to Clodovaldo Ruffato

SOMMARIO

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