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leggi regionali a testo vigente

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Legge regionale 16 luglio 2019, n. 25 (BUR n. 80/2019)

Legge regionale 16 luglio 2019, n. 25 (BUR n. 80/2019) [sommario] [RTF]

NORME PER INTRODURRE L’ISTITUTO DELLA REGOLARIZZAZIONE DEGLI ADEMPIMENTI O RIMOZIONE DEGLI EFFETTI NELL’AMBITO DEI PROCEDIMENTI DI ACCERTAMENTO DI VIOLAZIONI DI DISPOSIZIONI CHE PREVEDONO SANZIONI AMMINISTRATIVE (1)

Art. 1 - Finalità ed oggetto. (2)
1. Nei procedimenti di accertamento per violazione di disposizioni normative, sanzionate in via amministrativa, in materie di competenza esclusiva della Regione, nessun provvedimento sanzionatorio può essere irrogato se prima non sia consentita la regolarizzazione degli adempimenti o la rimozione degli effetti della violazione da parte del soggetto interessato.
2. Ai fini di cui al comma 1 si provvede, secondo le modalità e nei termini definiti dalla Giunta regionale con propri provvedimenti da assumere, sentita la competente commissione consiliare, entro e non oltre novanta giorni dalla entrata in vigore della presente legge, in relazione alla tipologia della violazione e agli adempimenti che la regolarizzazione o la rimozione degli effetti della violazione comportano; alla Giunta regionale compete altresì, e con le stesse modalità, individuare le fattispecie per le quali non è possibile ricorrere alla regolarizzazione degli adempimenti o rimozione degli effetti, attesa la non sanabilità ad opera dell’autore o dell’obbligato in solido degli effetti della azione od omissione costituente la violazione sanzionata in via amministrativa.
3. In sede di accertamento delle violazioni individuate ai sensi del comma 2, è definito il termine per provvedere alla regolarizzazione degli adempimenti o alla rimozione degli effetti.
4. La regolarizzazione degli adempimenti o rimozione degli effetti non può essere reiterata per un comportamento che ne è già stato oggetto nei tre anni precedenti alla data dell’accertamento della violazione.
5. Decorso inutilmente il termine come definito ai sensi del comma 2 è adottato il provvedimento sanzionatorio.
6. I Comuni, le Province e la Città metropolitana di Venezia, nell’esercizio delle funzioni di vigilanza e di controllo ad essi conferite dalla Regione, si conformano alle disposizioni recate dalla presente legge.
Art. 2 - Norma di rinvio.
1. Fatto salvo quanto disposto dalla legislazione statale in materia, la disciplina di cui alla presente legge si applica altresì nei procedimenti di accertamento per violazione di disposizioni normative, sanzionate in via amministrativa, in materie le cui funzioni amministrative sono oggetto di delega alla Regione da parte dello Stato.
Art. 3 - Norma transitoria.
1. I procedimenti afferenti agli atti di accertamento già contestati o notificati alla data di entrata in vigore della presente legge continuano ad essere disciplinati dalle disposizioni di cui alla legge regionale 28 gennaio 1977, n. 10 “Disciplina e delega delle funzioni inerenti all’applicazione delle sanzioni amministrative di competenza regionale” così come vigente prima dell’entrata in vigore della presente legge.
Art. 4 - Norma di abrogazione. (3)
1. È abrogato l’articolo 2 bis della legge regionale 28 gennaio 1977, n. 10 come introdotto dal comma 1 dell’articolo 1 della legge regionale 11 marzo 2014, n. 10 .
2. L’abrogazione dell’istituto della diffida amministrativa di cui all’articolo 2 bis della legge regionale 28 gennaio 1977, n. 10 , come introdotto dal comma 1 dell’articolo 1 della legge regionale 11 marzo 2014, n. 10 decorre nei suoi effetti, per le diverse materie di cui alla presente legge, dalla pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto del rispettivo provvedimento di cui all’articolo 1.
Art. 5 - Clausola di neutralità finanziaria.
1. All’attuazione della presente legge si provvede nell’ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio della Regione.
Art. 6 - Entrata in vigore.
1. La presente legge regionale entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto.



Note

(1) La legge è stata impugnata dal governo innanzi alla Corte costituzionale con ricorso n. 101/2019 (G.U. - 1ª serie speciale n. 44/2019) limitatamente agli articoli 1, comma 1, 2 e all’articolo 4 per illegittimità derivata, per violazione, anche mediante violazione della legge 24 novembre 1981, n. 689, degli articoli 3, 25 e 97 della costituzione: giudizio pendente.
(2) Il Governo con ricorso n. 101/2019 (G.U. - 1ª serie speciale n. 44/2019) ha sollevato questione di illegittimità costituzionale con riferimento all’articolo 1 comma 1 e comma 2: con riferimento al comma 1 che introduce una disciplina del procedimento sanzionatorio derogatoria rispetto a quella definita dal legislatore statale con la legge n. 689/81, in quanto il legislatore regionale, nel prevedere la possibilità, nei procedimenti di accertamento per violazioni amministrative, in materie di competenza esclusiva della Regione, di impedire l’adozione del provvedimento sanzionatorio se prima non sia consentita al soggetto interessato la regolarizzazione degli adempimenti o la rimozione degli effetti della violazione, demandando alla Giunta regionale la definizione della disciplina di dettaglio, si espone alla censura sotto il profilo della irragionevolezza, in riferimento all’art. 3 Cost., traducendosi, di fatto, in una rinunzia della Regione all’esercizio del potere sanzionatorio amministrativo, a fronte di una serie indefinita di condotte illecite, la cui individuazione, peraltro, è affidata ad una successiva delibera di Giunta, con evidenti ricadute in termini di deterrenza della sanzione amministrativa, potendo in tal caso il cittadino confidare su una procedura di regolarizzazione a fronte delle violazioni che ammettono il successivo ricorso a tale strumento; con riferimento al comma 2 dell’articolo 1 atteso che il demandare alla Giunta regionale l’individuazione della tipologia di violazioni che consentono la regolarizzazione nonché le fattispecie per le quali non è possibile ricorrervi, oltre che la definizione degli adempimenti che la regolarizzazione o la rimozione degli effetti della violazione comportano, può configurare una violazione dell’articolo 25, secondo comma della Costituzione che stabilisce il rispetto del principio di legalità per le norme che individuano fattispecie punibili.
(3) Il Governo con ricorso n. 101/2019 (G.U. 1ª serie speciale n. 44/2019) ha impugnato innanzi alla Corte Costituzionale anche l’articolo 4, per illegittimità derivata, poiché, intervenendo sul procedimento di irrogazione delle sanzioni pecuniarie di competenza regionale abrogando l’istituto della diffida amministrativa e sostituendo lo stesso con l’istituto introdotto dalla legge ed impugnato, si pone in contrasto con la legge 24 novembre 1981, n. 689 e viola gli articoli 3, 25 e 97 della Costituzione.


SOMMARIO

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