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Consiglio veneto approva "legge comunitaria" su impegni e fondi europei



(Arv) Venezia 18 feb. 2015 -         Il Consiglio regionale del Veneto ha dato il via libera al cosiddetto “pacchetto comunitario”, che comprende un progetto di legge per il recepimento degli obblighi che derivano dall’appartenenza del Veneto e dell’Italia all’Unione europea, il rapporto 2014 sugli affari europei che documenta l’impiego dei fondi comunitari, la relazione sui lavori del Gruppo europeo di collaborazione territoriale “Euroregio senza confini”, e infine una risoluzione che indica come la Regione dovrà operare per valorizzare al meglio i 3 miliardi di euro di risorse comunitarie che arriveranno in Veneto entro il 2020 nell’ambito della programmazione europea. In particolare l’atto di indirizzo chiede che la Regione istituisca una fondo di rotazione che possa anticipare ai beneficiari dei fondi a gestione diretta della Commissione europea le quote di cofinanziamento. Per quanto riguarda il Progetto di legge, “Disposizioni per l’adempimento degli obblighi della Regione derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’UE”, questo definisce le norme finalizzate ad adeguare l’ordinamento regionale alla normativa europea e a quella statale di recepimento. In particolare l’articolato riguarda il recepimento di tre direttive europee in materia di artigianato (con l’abolizione delle commissioni provinciali per l’artigianato), il rispetto degli obblighi informativi previsti per le statistiche europee sul turismo, il rispetto del principio di accessibilità e di fruibilità delle banche dati nel portale web della Regione Veneto. Per quanto riguarda la relazione sui lavori del Gruppo europeo di collaborazione territoriale “Euroregio senza confini”, istituito a fine 2012 tra Veneto, Friuli Venezia Giulia e Carinzia, documenta i primi passi istituzionali del Gect e i progetti di programmi transnazionali messi in cantiere dalle tre regioni transfrontaliere: dal riconoscimento reciproco dei titoli di studio per i giovani, allo scambio di buone pratiche in ambito scolastico; alla cooperazione tra università e centri di ricerca, allo sviluppo di sistemi di trasporto pubblico transfrontalieri. In vista di aprire presto le porte del gruppo di cooperazione anche alle regioni della vicina Croazia.

 


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