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Caccia. Zanoni (PD): Veneto sempre pi¨ pericoloso per gli uccelli migratori



(Arv) Venezia 26 nov. 2015 -    “La norma appena approvata contiene due misure che violano precise normative nazionali. Si tratta di un doppio regalo illegittimo ai cacciatori di uccelli migratori, perché in violazione di norme nazionali di tutela dell’ambiente e della fauna selvatica”.

 
A dirlo il consigliere regionale del PD e vice presidente della Commissione Ambiente, Andrea Zanoni, a commento del provvedimento approvato ieri dall’Aula sugli appostamenti precari ad uso venatorio.
 
“Innanzitutto viene consentita l’edificazione degli appostamenti in esenzione dalle autorizzazioni paesaggistiche, creando gravi disparità tra cacciatori e cittadini. In secondo luogo, questa legge permette di fatto la trasformazione degli appostamenti fissi in precari, esentando così i cacciatori dal pagamento della tassa annuale per gli appostamenti fissi e del vincolo di cacciare solo da capanno fisso. Infine, con questa norma, i cacciatori non si vedranno più localizzati gli appostamenti da parte della Provincia in determinate aree”.
 
“Ieri in Aula - evidenzia l’esponente democratico - abbiamo assistito ad una maggioranza sorda ai richiami di legalità, visto che ha respinto i miei ed altri emendamenti di buon senso, utili ad evitare procedure di incostituzionalità. Una maggioranza sorda all’appello delle associazioni di tutela ambientale presenti in Consiglio con oltre 30 rappresentanti, sorda alle oltre 1.500 mail arrivate ai consiglieri da parte di altrettanti cittadini veneti e sorda, non da ultimo, alle esigenze di tutela della natura”.
 
“Vorrà dire che l’unico messaggio, che questa maggioranza sarà obbligata ad ascoltare, sarà una quasi certa sentenza di condanna da parte della Corte Costituzionale. L’invenzione degli appostamenti precari di caccia - prosegue Zanoni - comporterà il quasi abbandono, da parte di oltre 3.000 cacciatori, del loro appostamento fisso per trasformarlo, solo sulla carta, in precario. Con il conseguente mancato pagamento della tassa regionale per l’appostamento fisso, pari ad un presunto mancato introito per la Regione di circa 160 mila euro complessivi annui”.
“Nel giro di soli quattro mesi la Regione ha liberalizzato la caccia già in tre occasioni: la prima con un calendario venatorio senza i Piani di gestione per la caccia a 18 specie di uccelli migratori in cattivo stato di conservazione. La seconda, triplicando il carniere giornaliero per il Moriglione e raddoppiando le giornate di caccia in zona lagunare-valliva. La terza con questi pseudo appostamenti precari. Purtroppo con il cacciatore-consigliere Berlato a capo della Commissione consiliare sulla caccia, in Veneto la fauna selvatica è più a rischio che altrove. Dare la materia caccia in mano ad un cacciatore come Berlato - conclude Zanoni - è come dare l’incarico ad un carcerato di costruire la propria cella: la farebbe col buco”.


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