Benvenuto nel sito del Consiglio Regionale del Veneto


Link di salto: Vai alla Navigazione principale - Vai ai Contenuti - Vai alla ricerca

comunicati stampa

Contenuti:

ERP - "Approvata a maggioranza la nuova normativa regionale in materia di Edilizia Residenziale Pubblica"



(Arv) Venezia, 26 ottobre 2017 - Nella seduta odierna, il Consiglio regionale del Veneto, dopo aver concluso l’esame e la votazione sui 54 articoli, ha approvato a maggioranza, con 29 voti favorevoli, 13 contrari e 1 astenuto, il Progetto di Legge “Norme in materia di Edilizia Residenziale Pubblica”.

Il testo normativo unificato, frutto del lavoro svolto in Seconda Commissione consiliare permanente, che ha fatto sintesi del Disegno di Legge della Giunta e di tre Progetti di Legge di iniziativa consiliare in materia di ERP, riordina in modo organico e complessivo la disciplina regionale dell’edilizia residenziale pubblica, ponendo, in particolare, indirizzi e modalità d'esercizio delle funzioni da parte delle ATER e dei comuni.

A margine dei lavori in aula consiliare, questo il commento del relatore di maggioranza Francesco Calzavara (Zaia Presidente), presidente della Seconda Commissione consiliare: “Una nuova legge, a distanza di più di venti anni dalla precedente, che va a normare l’Edilizia Residenziale Pubblica e le ATER, le quali gestiscono gran parte di questo patrimonio, che consta di 32 mila appartamenti e che riguarda circa 80 mila veneti”. “Questa legge – continua il consigliere regionale -  tiene giustamente conto delle mutate esigenze e dei rinnovati bisogni dei veneti in questi ultimi anni, e si pone come principale obiettivo quello di offrire certezze a chi ha bisogno di un alloggio popolare, il quale, presentando i requisiti richiesti, potrà tranquillamente rimanere all’interno di queste strutture. Al contrario, coloro i quali, per mutate condizioni economiche nel corso degli anni, non avranno più i requisiti di accesso, allora è giusto che inizino a pensare di entrare nel mercato immobiliare e lasciare spazio a chi presenta invece necessità abitative. Ecco quindi l’introduzione di norme come il reddito minimo ISEE – ERP e un canone minimo di 40 euro”. “Inoltre – prosegue il presidente della Seconda Commissione consiliare -  la Giunta nei prossimi 120 giorni si doterà di un regolamento che prevedrà strumenti più stringenti per combattere efficacemente i ‘furbetti dell’appartamento’, che dovranno uscire dall’uso improprio di questi beni”. “Anche gli alloggi ERP e le persone che li utilizzano – sottolinea Calzavara -  devono rientrare in progetti di rigenerazione urbana, di modo che la città viva nella sua completezza. Non possiamo infatti più pensare ad alloggi ERP che diventano ghetti,  ma città in cui tutti i cittadini possano usufruire degli stessi servizi, all’interno degli stessi luoghi, nell’ambito di progetti di grande  qualità che spero questa legge contribuisca a realizzare in futuro”. “Ringrazio i colleghi consiglieri -  conclude Francesco Calzavara - in particolare il correlatore Sinigaglia, perché con i loro interventi in aula consiliare hanno contribuito a migliorare la normativa nel suo complesso, come con l’introduzione della Conferenza dei Sindaci. Un plauso va anche al lavoro svolto dall’Assessore Lanzarin e dagli estensori dei Progetti di Legge in materia,  Negro, Conte e R. Barbisan”.

Queste invece le parole del correlatore di minoranza Claudio Sinigaglia (PD): “Abbiamo votato contro questa legge perché è una incompiuta che rinvia ai prossimi mesi e delega alla Giunta ben venti funzioni, ovvero il quanto, il come e il ‘che cosa’ verrà fatto. Non sappiamo quali saranno gli indici per entrare in graduatoria, i punteggi, quanto si pagherà esattamente di canone, come verrà fatta la mobilità. Occorreva una legge per delegare alla Giunta tutto questo?”. “Inoltre – prosegue l’esponente dei Democratici - bisognava dare una strutturazione diversa alla normativa, di modo che si capissero esattamente le conseguenze di quanto abbiamo votato in aula consiliare, perché ora il pericolo è quello di produrre conseguenze negative nei confronti degli inquilini che già abitano gli alloggi popolari e di quelli che vi entreranno in futuro”.

“C’è inoltre il rischio – sottolinea il consigliere regionale - che vengano prodotte delle ingiustizie, con l’attribuzione dei punteggi che potrebbe premiare alcune categorie a scapito di altre, magari più bisognose”.

“Bene invece – conclude Claudio Sinigaglia - l’attivazione della Conferenza dei Sindaci a sostegno del Consiglio di Amministrazione dell’ATER, come avevamo chiesto, in quanto è molto importante che i sindaci siano i registi dell’Edilizia Residenziale Pubblica”.

Piero Ruzzante (Articolo 1- MDP): “Questa legge rappresenta un ritorno al passato, istituisce di nuovo i Consigli di Amministrazione delle ATER. La Politica si dà così 21 nuove poltrone per decidere quali saranno le politiche degli alloggi popolari e delle ATER, peraltro poltrone pagate a caro prezzo, circa un terzo dell’indennità di un consigliere regionale. Questo è il cuore della legge che non presenta una visione del sociale”. “Anzi – denuncia Ruzzante – questa nuova normativa acuirà il problema dell’abitare e non aiuterà certo le famiglie che vivono condizioni di fragilità e di difficoltà”. “La vera novità – conclude Piero Ruzzante - è l’introduzione dei contratti di affitto a scadenza, che renderanno così più precari gli affitti sottoscritti da persone magari ultra ottantenni”.

Riccardo Barbisan (Lega Nord): “Residenzialità e turnazione sono i due criteri fondamentali intorno ai quali ruota la legge di riforma delle ATER, attesa da tanti anni. Con l’approvazione di questa normativa, l’attuale legislatura potrà essere qualificata come ‘costituente’ date le tante riforme attuate. Un plauso quindi va a questo Consiglio regionale, che ha votato una legge equilibrata, notevolmente migliorata dal dibattito in aula consiliare, anche per merito delle opposizioni”. “Un appartamento ATER – sottolinea il consigliere della Lega Nord - non è per sempre e chi arriva in Veneto si deve mettere in coda assieme ai veneti e a tutti gli altri, in attesa che si liberi un alloggio. Non c’è quindi la volontà politica di escludere nessuno, ma solo di dare la giusta precedenza alle persone che abitano qui da venti o trenta anni, rispetto a chi è arrivato solo ieri, il quale conserva peraltro tutti i diritti di essere assegnatario di un alloggio ERP, ma deve saper aspettare il proprio turno”.

 

 

 


/1760


menù di sezione:


Link di salto: Torna su - Torna alla Navigazione principale - torna ai Contenuti - Vai alla ricerca
showSondaggio:true valutaParametroOnline:false direttaRefresh:30000
nodo 1