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Politica - Bassi (CDV) - "Torna il tormentone Ius Soli quando 18 milioni di italiani sono a rischio povertā: il Governo per quanto intende ancora scherzare con i cittadini?"



(Arv) Venezia 7 dic. 2017 -       "La folle proposta legislativa volta ad introdurre lo Ius Soli sembrava incagliata, ma a distanza di qualche settimana torna alla ribalta proprio quando emerge che 18 milioni di italiani sono a rischio povertà: il Governo per quanto intende ancora ‘scherzare’ con i cittadini?". È l’interrogativo che si è posto il consigliere regionale Andrea Bassi insieme ai colleghi Stefano Casali e Fabiano Barbisan di Centro Destra Veneto - Autonomia e Libertà. "Il 30% degli italiani, ben 18 milioni, sono a rischio povertà - spiegano i consiglieri - e a denunciare tale situazione è una fonte autorevole e super partes come l’Istat, che in questi giorni ha pubblicato il rapporto ‘Reddito e condizioni di vita’ riferito al 2015. E il Governo Gentiloni e la maggioranza che lo sostiene cosa fanno? Oltre a preoccuparsi giornalmente e con la massima attenzione di profughi e presunti tali, vuole proseguire a tutti i costi il folle progetto Ius Soli: è evidente che la creazione per legge di importante aumento di ‘nuovi italiani’ aumenterebbe le difficoltà e metterebbe in rotta di collisione gli interessi degli ultimi arrivati con gli strati deboli della popolazione che già oggi vive qui. Si porrebbero pertanto le basi per uno scontro sociale senza precedenti. La politica romana sembra vivere su un altro pianeta e questa è l’ennesima riprova: invece di aiutare chi risulta in grande difficoltà secondo le statistiche, si incaponisce nel voler creare nuovi cittadini che finiranno, evidentemente, per pesare sulle spalle degli italiani, con la conseguenza di comprimere gli spazi di aiuto per coloro che si trovano già sull’orlo della povertà. Tutto questo è imbarazzante - concludono i consiglieri Bassi, Casali e Barbisan - ed auspichiamo che, quanto prima, gli italiani siano chiamati alle urne per porre fine a questo processo di autodistruzione programmata che il Governo e il Parlamento sembrano voler perseguire".


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