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Sociale - Gruppo consigliare Pd: "Bocciata la nostra proposta di un Fondo per le famiglie senza un motivo valido. Dalla Regione uno schiaffo ai troppi veneti in difficoltà"



(Arv) Venezia 7 dic. 2017 -       “La bocciatura della nostra proposta a sostegno delle famiglie è incomprensibile. Le dieci pagine del Defr individuano in maniera chiarissima le difficoltà che vivono i veneti, sembrano essere scritte dalla Caritas anziché dalla Giunta. La maggioranza lo sa e ha provato in ogni modo a trovare dei diversivi nella discussione, dal voler tassare i cittadini, all’andare contro le imprese o alla tutela di presunte famiglie gender. Questo per nascondere la verità, ovvero i bisogni oggettivi senza risposta che stanno compromettendo il futuro delle famiglie e del Veneto in generale”. Il gruppo consigliare regionale del Partito Democratico commenta così il no alla proposta dell’introduzione di una mini-addizionale Irpef sui redditi oltre i 75mila euro in modo da finanziare un Fondo da 49 milioni con misure strutturali a sostegno delle famiglie, durante la discussione del Defr. “Zaia ieri ha chiuso il suo intervento sostenendo che esiste il problema del sociale. E perché mai avremmo fatto questa proposta? Inutile lamentarsi della denatalità oppure dei giovani che lasciano il Veneto o far finta di niente sul progressivo invecchiamento della popolazione. Ci sono milioni di persone che saranno punite dal rifiuto ingiustificabile di inserire un piccolo contributo di solidarietà, 66 euro al mese, a carico di una ristretta minoranza, appena 63mila contribuenti su un totale di oltre 2,6 milioni. Zaia e la sua maggioranza non siano ipocriti e dicano apertamente: non facciamo niente per le famiglie con reddito inferiore a 28mila euro perché lasciamo in tasca 800 euro l’anno a chi ne guadagna 75mila. È assurdo trincerarsi dietro l’impegno assunto nel 2015 di non mettere nuove tasse. Gli impegni possono essere rivisti sulla base delle necessità che emergono nel corso del mandato, come accaduto per la Pedemontana, il cui affidamento nel 2015 veniva dato per sicuro. E invece le cose sono andate diversamente. Avevamo anche proposto di inserire l’addizionale in maniera ‘prudenziale’ aspettando i soldi dell’autonomia,i famosi 18 miliardi, come aveva fatto Zaia con la Pedemontana, salvo poi compiere la retromarcia”.

“L’accusa di essere ‘pro tax’ è ridicola – chiude la nota – noi volevamo continuare a esentare il 98% dei veneti e introdurre una mini tassazione per una maggiore uguaglianza e consentire così a tante famiglie di far fronte ai troppi problemi che si trovano ad affrontare. Ma ci siamo trovati di fronte un muro di gomma ingiustificabile”.

 

 


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